Mercoledì, Gennaio 20, 2021

MARATONA DI FIRENZE: STORIA DI UN PACEMAKER ABBANDONATO.

Dopo Budapest mi ero ripromesso di riposare quindici giorni; per intenderci: niente ripetute o lavori strani, per poi ripartire ad inizio dicembre con la preparazione per Salsomaggiore.

E invece no, mi lascio convincere da Max ad iscrivermi a Firenze per portare il debuttante Mao a chiudere la sua prima maratona in tre ore e trenta.

Oltre me, Max e Mao, sono della gara Iugi, Izio, Carlos e solo come supporter al seguito, perché ancora acciaccati o fuori forma, il nostro Ale ormai indispensabile per le nostre trasferte in qualità di guida turistica e il nostro grande preparatore/allenatore Vava.

Dopo un sabato freddo e piovigginoso, la domenica, ci ritroviamo alla partenza con un bel sole e soprattutto con un cielo limpidissimo che ci offre dei paesaggi fantastici, sia lungo l’Arno, che in città.

Si parte alle 9.15, io e Mao nella gabbia dei debuttanti (dietro di noi solo i camioncini della monnezza), una gabbia più avanti Carlos che indossa il maculato, mentre Max, Iugi e Izio più avanti nel settore delle tre ore/ tre ore e trenta.

Ecco la cronaca chilometro per chilometro:

Start: Partire così indietro non mi è mai capitato e devo dire che è un bel casino. Davanti a noi tante chiattone e tanti tapascioni, mi chiedo  come fanno ad avere il certificato medico di idoneità sportiva!

Iniziamo a correre dopo ben cinque minuti dallo sparo e ci troviamo subito a superare gente con un ritmo di  sette minuti al chilometro. E’ veramente dura.

Km 1,5: mi sembra di sentire una scossa di terremoto: no, no, è solo Mao, che, dietro di me, sgambettato da un polacco, si trova a terra dopo una rovinosa caduta. Dopo un sommario inventario fatto in corsa, si deve solo leccare molte escoriazioni ma nulla di rotto. Lo vedo nervoso, certo che per lui non è un bel battesimo.

Km 5: si continua a correre intruppati nella folla dei tapascioni sui marciapiedi o sopra la aiuole, facendo fatica a tenere il ritmo dei 5 al chilometro. Visto la mia esperienza capisco subito che stiamo spendendo un sacco di energia per via dei continui scatti e frenate. Mao è sempre nervoso e spesso vuole tenere un passo troppo elevato.

Km 10: entrati nel parco, anche se i chiattoni davanti a noi non sono finiti, Mao si tranquillizza: teniamo un passo di 4,53/ 4,57 al chilometro; la proiezione alla mezza è di un’ora e quarantaquattro minuti: perfetto.

Superiamo Izio, partito 5 minuti prima: non capisco se stia correndo una maratona o cercando funghi.

E’ veramente lento, è partito con i top e si ritrova subito con gli stop. Si ritirerà davanti all’albergo alla mezza. Deve rivedere molte cose se vuole tornare ai tempi di una volta. Scarso, voto 3.

Km 17: Una volta usciti dal parco, si passa una prima volta dal centro. Folla immensa e incitamento dei nostri supporters; il ritmo è sempre il solito, Mao è ancora bello in faccia.

Passaggio alla mezza: 1,48,30 circa. Ripeto: perfetto. Inizio a rendermi conto che Mao non ne ha, con questo ritmo,  per un’ altra mezza. Rimane sempre tre/cinque metri dietro a me. Calo un po’ il ritmo facendo l’ elastico in modo che possa rientrare.

Km 25: Mao non è più così tanto bello. Siamo sui 5/5,10 al chilometro. E’ sempre in scia distanziato di cinque metri,  vedo che succhia un gel e gli passo una bottiglia d’acqua. Dal respiro capisco che è in affanno.

Km. 30: Al ristoro trovo Iugi, che partito come un missile, come da pronostico, salta letteralmente per aria.

A Busto ha fatto fatica a tenere i 4 e 30 e ora pretende, a quindici giorni, di fare una maratona a 4 a 20!

Non ho parole, voto: senza voto.

Mao è a cento metri; ha calato di molto il suo ritmo. Non me la sento di camminare/corricchiare per gli ultimi dodici chilometri e poi ne ho ancora e forse potrebbe arrivare anche il mio personale dell’anno. Sono cosciente che abbandonando il compagno sarò criticato, ma i patti erano di chiudere in 3 e 30. Approfitto di Iugi e visto che lui non ne ha più mi raccomando che almeno accompagni Mao per gli ultimi chilometri.

Km 36: dal 30 al 36 scendo a 4 e 40 e al 36 spallo il “nonno”, anche lui finito e quasi morto. Si è incaponito a seguire i palloncini delle 3 ore e quindici e finisce miseramente la benzina alla mezza. Tanta esperienza, poca crapa. Voto: 3 Lo saluto con la manina, lui bofonchia qualcosa ma non capisco un cazzo. Vado troppo veloce.  

Km 38: mi accorgo che non ne ho più. Troppo veloce il passaggio dal trentesimo al trentottesimo e poi pesano sicuramente i primi quindici chilometri corsi a scatti.

Km 42,195: chiudo con il solito tempo. Ho camminato molto negli ultimi chilometri anche perchè condizionato da un runner che vedo per terra privo di sensi all’ultimo chilometro.

Mao chiuderà la sua prima maratona in 3 ore e quarantadue minuti. Considerato che nelle ultime settimane si è potuto allenare poco o niente per un infortunio direi che sicuramente è un ottimo tempo per un debuttante. Sono certo che alla prossima farò fatica a stargli davanti. Voto: 9.

Carlos, infine, l’ho visto solo sul Ponte Vecchio al sabato e, come dicevo prima, in partenza. Grande pb e complimenti;  d’altronde il giorno prima mi sembrava molto in forma e già in tensione pre-gara.  Addirittura parlava di 3 e 30. Voto: 10

Per finire (ho già scritto troppo) credo che la maratona di Firenze sia una delle migliori al mondo: grande folla che ti accompagna per quasi tutta la gara e un magnifico percorso anche se non filante. Voto: 10

Alla prossima

Valtellina Wine Trail

Se l’obiettivo era quello di promuovere la Valtellina con la bellezza dei  suoi paesaggi e e con la bontà enogastronomiche direi che è stato centrato in pieno.

Conosco e frequento questi posti da quando ero bambino ma non ero mai sceso sotto i 1500 mt , oggi ho potuto scoprire nuovi luoghi da togliere il fiato (già poco per la dura corsa).

Visto che la gara ha una forte componente ecologica decido di raggiungere la partenza di Tirano in treno, ottima scelta mi posso gustare l’alba sul lago ed uno splendido sole illuminare le cime innevate: tutto fa ben sperare per i 44 km ed i 1800mt di dislivello che mi attendono.

A Tirano si parte dalla piazza principale, dove c’è tra l’altro il negozio Crazy che deve farci le nuove divise trail.  Sembra una grande festa, si percorrono 3 km in paese e poi la prima salita: sono solo circa 800 mt per arrivare alla chiesa di S. Perpetua ma veramente ripidi, in particolare la stretta scaletta che ci costringe tutti in fila uno dietro l’altro.  Poi è un susseguirsi di saliscendi in mezzo ai vigneti: un vero e proprio slalom tra i filari con ripidissime scalinate.  I colori dell’autunno, il sole , paesaggi innevati e naturalmente grossi grappoli d’uva ci fanno compagnia (non pensavo di trovare ancora grappoli d’uva, la vendemmia non è finita??).

Al 10 km arriviamo alla cantina Gatta passiamo tra enormi botti di sassella e rosso di Valtellina con tanto di assaggi all’uscita.  Poi comincia la salita più lunga verso Torre “de li beli miri” , ci si gira attorno per ammirare un panorama a 360° della valle, le panchine fanno venire voglia di fermarsi ma si deve ancora correre parecchio quindi solo una breve sosta e via.   Si scende tra i boschi per poi risalire alla Torre di Castionetto, altro giro attorno e altro panorama da sosta.

Ora si scende a Chiuro per entrare nella cantina Negri, un labirinto interminabile di botti e macchinari per la lavorazione del vino.  L’odore è fortissimo alla fine mi mette un po’ fuori posto lo stomaco, all’uscita niente assaggio ma un po’ di strada camminando per riprendere fiato (e far passare la sbornia).

Si entra in Val Fontana e si sale tra le piante di mele fino ad arrivare al Santuario della Madonna Nera di loreto …. Non può mancare il giro attorno ed il panorama.  Quindi discesa tra i vigneti “Inferno”.

L’ultima salita è quella che porta al castello di Grumello, entriamo e facciamo il giro delle mura diroccate, ristoro con tanto di sciatt e vinello ed infine giù in discesa per i vigneti di grumello.

Le salite dovrebbero essere finite ma ad ogni km immancabilmente qualche ripido strappo in salita non manca.  Arrivo nel centro storico di Sondrio con tantissima gente li ad incitare tutti i concorrenti ed in particolare gli atleti valtellinesi presenti in grande quantità.

Voti:

Percorso 10 e lode: bello, bello, bello (anche se mi aspettavo fosse meno duro)

Organizzazione: 10 di solito quando le partenze non coincidono con l’arrivo, servono navette per le docce ci sono sempre problemi. Qui tutto perfetto , tempi di attesa misurabili in secondi, docce calde, ristori ricchi di bevande e cibo di ogni genere (anche non proprio da trail) , un numero di addetti sul percorso incredibile: si è mobilitata tutta la valle per questo evento.

Ristoro finale 10: Pizzoccheri, bresaolo, formaggio, chiscioi, dolce, acqua e vino ( a volontà)

Pacco gara: 10  un sacco di prodotti tipici (pacco gara pesantissimo da portare a casa) : pizzoccheri, polenta vino, mele, yogurt, formaggio, bresaola, calze tecniche (viola , va beh) e medaglia in pietra scolpita molto originale.

Mac: 7 corsa tranquilla per gustarmi il panorama e disintossicarmi dal bitume di questi mesi!!!

PS.  Già iscritto alla gara dell’anno prossimo!!

Dalle "stalle" alle "stelle"!!! - Alpin Cup

Ore 8.30 sono ancora a casa seduto sul water con accanto Sara seduta sul vasino entrambi col cagotto!!!

Butto giù due Dissenten e corro al parco nord, arrivo al pelo: ritiro pettorale, mi cambio e brevissimo riscaldamento con Izio e RDS.  Sulla linea di partenza trovo anche Lacry e Roby.

La partenza è stretta e dopo 100 mt la prima salita, tengo il passo del gruppone poi appena si può inizio qualche sorpasso. Il percorso è su due giri ed i primi 5 km sono quelli più duri con continui saliscendi.

Sarà stata la settimana di depurazione con ritocco finale prima della partenza ma mi sembra di essere una piuma, corro veramente senza sforzare. Alla fine del primo giro controllo il garmin 47.30, rapido calcolo : significa chiudere in 1:35 posso avvicinarmi al mio Pb . Decido di aumentare un po’ senza esagerare poi negli ultimi km (quelli piatti) se ne ho aumento.  Nel frattempo mi affianco ad un ragazzo e ci scambiamo 4 parole anche lui è vicino al suo personale.  Continuiamo insieme aiutandoci un po’ poi al 17 km aumento e lui mi segue.  Al 19 km capisco che il PB si può fare ma bisogna decisamente aumentare ed allora giù a palla fino al traguardo.  Tempo finale 1:33:34 e pensare che settimana scorsa chiudevo la mezza in 1:42 molto più cotto di oggi!!!!

Lo stomaco è ancora sottosopra quindi un saluto Al Bigno infortunato e poi subito alle docce (non ritiro nemmeno la medaglia  chissa cosa direbbe il Mapo!!).  Prima di rientrare però devo festeggiare ed allora paninazzo con wurstel e senape e vin brule …. Chissà che non si sistemi anche la panza .

Voti:

Percorso : 7 non è certo veloce con saliscendi, curve e sterrato però è immerso nel verde e di certo non annoia

Organizzazione: 9 ottima in tutto dal parcheggio ai ristori finali

Pacco gara: 5 un po’ scarso solo pasta , pomodoro e integratori …. Maglietta eliminata!?!?!?

Mac : 7 ho fatto il PB è vero però se ci credevo dall’inizio poteva essere meglio.

Runners Desio: 6  atteggiamento da stagione conclusa e pensiero già al 2014 per tutti.

Ravenna mai più!!

Questa cronaca doveva avere toni diversi e soprattutto la gara doveva avere (o almeno speravo) risultati diversi.  Purtroppo già al 15 km il sogno si è infranto davanti ad un forte vento che mi ha prima fiaccato di gambe e poi distrutto di testa.   Partenza alle 9.30 dal Pala De Andre, non il massimo come logistica …. Visto che tutto è all’aperto ma per fortuna c’è un sole caldo.

Ci avvisano che il primo km sarà più corto di 70 metri che recupereremo al  42 km più lungo (ma?).  Giro di lancio e poi via verso il mare, non siamo tantissimi quindi in pochi metri si riesce subito ad impostare il ritmo: per me primi 5km a 4.55 e poi 4.50 alto finchè le gambe vanno. 

Al 13 incrocio il Bigno (lui è al 15km), 14 giro di boa e si torna verso la partenza, ancora un km tranquillo poi improvvisamente cambia il tempo , dal 15 km si alza un forte vento il Garmin subito mi dice che sono passato ad un ritmo di 5.10.  Purtroppo sono solo , nessun gruppetto a cui unirsi per proteggersi dal vento.  Penso di aspettare i palloncini delle 3.30 ma c…o tutta sta fatica per staccarli e poi … allora fanc ..o aumento il ritmo ancora a 4.55 e poi vediamo come va.  Al 25km dopo il ristoro le gambe non sono messe bene ed anche il Garmin non mi rincuora.  Un bel porcone ed una cartella al primo cassonetto che trovo e mollo la gara: per oggi niente da fare meglio tenere per la prossima.

Al 28km incrocio di nuovo il Bigno è rimasto avanti a me due km quindi anche lui ha mollato , non vedo l’ora di entrare in città dove spero si calmi il vento e dove mi auguro di trovare un po’ di pubblico.  Passiamo prima per un parco pubblico dove ci fanno fare una serie di avanti – indietro veramente pallosi e poi al 36 km entriamo in centro …. I primi che vedo sono le mie tre donne.  L’addetto mi indica a sinistra ma io gli dico che io vado dritto dalle mie tifose.  Mi fermo per un bacio e riparto nel labirinto di strade strette e lastricate.  È un continuo curvare e cambiare direzione, ed il pubblico????  Si i ravennati ci sono ma sembrano non vederci, passeggiano e chiacchierano in mezzo alla strada se curarsi di noi e delle grida degli addetti al percorso (mi sembrava di essere alla porada per la 100km).  Solo negli ultimi 200 mt un tifo caldo, prendo la piccola Sara e percorro con lei gli ultimi metri (questa è l’unica nota positiva di questi 42 km).

Il ritiro borse è un gran macello, con borse a terra in ordine sparso ed altre ancora sui camion senza nessuna logica, ma almeno in quello sono fortunato appena arrivo c’è uno che agita per caso la mia borsa.

La città di Ravenna è fantastica , i suoi mosaici sono riusciti a far restare a bocca aperta anche la piccola Greta che non voleva più staccarsene!!! L’evento maratona invece non è proprio dei migliori sia a livello di organizzazione (ho saputo che molti hanno sbagliato percorso) , che di percorso e soprattutto il pubblico.

Voti:

Ravenna: 9 merita una visita , ottima anche la cena alla trattoria “Il Passatore” come non fermarsi con un nome cosi

Organizzazione: 6 ma solo perché non pioveva altrimenti chissà!!

Percorso: 5

Pubblico: 3 meglio i milanesi che ti insultano che i ravennati che ti ignorano!!

Pacco gara: 7 maglietta, un bel po’ di cibarie e medaglia particolarissima!!

Mac69: 5  è vero che il PB in queste condizioni non era fattibile ma non ho visto la grinta e la testa di qualche anno fa!!

LE MIE PRIME PAGELLE: MARATONINA DI BUSTO ARISIZIO

Ciao a tutti,

invece di scrivere le solite cronache, ho deciso, visto la mia esperienza, di tentare di fare le pagelle a tutti i partecipanti della maratonina di Busto Arsizio svoltasi domenica scorsa. Naturalmente, poiché c’è sempre qualcuno che non capisce, inizio a commentare il runner con il miglior tempo fino ad arrivare a quello più scarso.

Marian Pintilie: voto 10+. Non ho messo la lode in modo che per il futuro si impegni a battere il primato di quel  tapascione di Aurilia che non si fa più vedere. Comunque niente da dire, tanti dovrebbero imparare da lui: poche parole per non sprecare fiato per correre.

Massimo Parlanti: voto 5. E’ dal mese di gennaio che cerca di battere il tempo che ho fatto a Novara. Anche questa volta non ci è riuscito. L’ho visto ad un cambio di direzione, al decimo chilometro, e già era mezzo svampato; rosso in faccia pronto a saltare in aria.

Eugenio Corbetta: voto 4.  Come Parlanti: non riesce a superarmi nella mezza. Ci ha provato ad Alessandria ed è finita come tutti sanno (al cesso). A Busto ha fatto ancora peggio, chiudendo con un tempo mediocre.

Luca Rotolo: voto 7: complimenti, un buon rientro con un buon tempo dopo i tanti acciacchi che ha dovuto subire in questi ultimi tempi.

Salvatore Fausciana: voto 8. Grande il suo personal best. Si vede che dopo aver corso con me nella mezza di Monza dell’anno scorso ha acquisito quell’esperienza e quella cattiveria che servono per raggiungere i migliori risultati.

Davide Tornatore: voto 4. “Inizia ad ordinare una quattro stagioni per me e due pizze al salame piccante, una per mia moglie e una per  mia figlia con due birre e una coca. Vedi se ci sta anche il dolce”. Da quando mira le classifiche dei tapascioni è diventato proprio un tapascione. Va sempre peggio e dice “ tutti a Pisa”! A fa cus’è?

Paolo Collaro: voto 7. Non lo conosco però penso che sia rimasto soddisfatto della sua gara. Meglio di tanti altri che corrono da noi da anni senza ottenere tali risultati.

Diana Bulache: voto 8. La volevo  salutare ma non l’ ho vista. Anche se credo che ha poco tempo per allenarsi, ha staccato il miglior tempo della classifica femminile. Brava!

Giuliano Rochetta: voto 5. Non capisco, è tanto veloce nei diecimila quanto è scarso nella distanze più lunghe. “Se vuoi e visto che il fisico ce l’hai, qualche tabella e qualche consiglio te lo posso anche dare”.

Stefano Rotolo: voto 6. Senza lode e senza infamia. “Sono i tuoi tempi alla fine. Vero”?

Moreno Perego: voto 7. Ken, gran rientro dopo la magra figura di Monza. Da lontano si vede che voli anzi che “ta sgurat”. Vola Keniano, vola.

Claudio Lazzari: voto 3. Veramente scarsa la prestazione di Lazzari. Lotta continuamente contro  il suo fisico senza venirne a capo. Consiglio più velocità, più ripetute e meno dolci. Non oso immaginare come sarà ridotto dopo il Passatore. P.S. Non  allenarti con Mapo, corri con quelli più forti di te.

Filippo Rochetta:  senza voto.  Visto che mi sei molto simpatico rinvio il mio giudizio alla tua prossima gara; sperando in un tempo più decente!

Naturalmente lascio a voi stilare la mia pagella.

Ciao e alla prossima.

Ah dimenticavo, complimenti a Mac e Visma per le prestazioni straordinarie di domenica scorsa.

New York, New York

Era da tempo che volevo fare questa maratona, un po' per la sua popolorità, un po' perchè non ero ancora mai stato a New York. Così dopo la maratona di Padova avevo pensato che andare a New York fosse il modo più bello per correre la mia decima maratona.
Arrivo a New York il pomeriggio del primo novembre, il giorno successivo dopo un tour turistico per Manhattan, vado a ritirare il pettorale allo Javits Center con il timore di una lunga fila, invece l'organizzazione è sbalorditiva, ritiro il pettorale senza nessun tempo di attesa. Nel pomeriggio conferenza stampa di Pizzolato allo Sheraton, tanto per entrare in clima maratona.
All'alba della mattina del 3 novembre il pulman, messo a disposizione da Terramia, ci porta ai piedi del ponte di Verrazzano punto di partenza della Maratona. I controlli di sicurezza per accedere all'area intorno al ponte sono maniacali così come quelli del giorno prima per accedere al Javits Center, effetto Boston. Arrivo nella mia area di attesa che manca tantissimo alla partenza, trovo riparo in una tenda, ma benche coperto il freddo è terrificante e il tempo non passa mai. Finalmente alle 8,30 circa entro nel gate del mio pettorale, fortunatamente parto con la prima wave alle 9.40 altri devono attendere ancora tanto, alcuni anche un'ora in più prima di poter partire.
Man mano che la partenza si avvicina ci si libera delle tute, dei maglioni ed altro usato per ripararasi dal freddo , anche io mi libero del maglioncino ma tengo su il Kway, come aveva consigliato Pizzolato il giorno prima, diceva che il freddo sul ponte è terribile.
Alle 9.40 si parte sulle note di New York New York di Frank Sinatra, subito la salita del ponte, il vento è freddo e tagliente, correre è diffcile, chiudo il primo km in 7.30. Nella discesa piano piano mi scaldo mi libero finalmente del kway e la corsa si fa fluida. Brooklin è uno spettacolo, tantissima gente lungo i lati che urla ed incita, c'è un aria di festa, me lo avevano detto, ma solo essendoci si capisce davvero l'emozione che trasmette, è chiaro che la maratona è una festa della città, amatissima da tutti, ho visto persino qualche poliziotto partecipare all'incitamento. Ci sono ristori ogni miglio, gatorade a volontà ed acqua ma nulla da mangiare, il percorso è un susseguirsi di leggeri saliscendi ed io procedo bene correndo sciolto su ritmi da primato personale, fino a circa il 24 esimo km dove c'è la salita sul Queensboro Bridge che affronto in maniera cauta, Pizzolato aveva detto che da qui inizia la parte più dura della maratona. Il ponte è uno dei pochi tratti senza spettatori, ma alla sua fine girando a sinistra ci si trova davanti un numero incredibile di pubblico assiepato ai lati e il boato sembra quello di uno stadio, roba da far accaponare la pelle.
Imbroccata la 1st Avenue è un susseguirsi di saliscendi lungo un rettilinieo senza fine, ed io incomincio a sentire la fatica, ma è 7-8 km dall'arrivo che inizio ad avvertire dolori muscolari sempre più forti, la corsa non è più fluida , faccio sempre più fatica e mi viene quasi voglia di proseguire camminando, ma l'entusiasmo della gente in central park mi da la forza per trascinarmi fino al traguardo e chiudere in 3.44.46. Dal traguardo fino all'uscita dell'area maratona ogni dieci metri c'è uno dello staff che ci accoglie sorridendo e ripentendo "congratulations, good job". Speravo e pensavo di fare molto meglio, ma non c'è nessun rimpianto, solo la gioia di aver partecipato ad una festa bellissima