Lunedì, Maggio 25, 2020

Mai più? Forse? chissà!

6038493189044540242Sarà che sto diventando vecchio, sarà che sto diventando pigro (più del solito), o magari la famosa “andropausa” chissà perché motivo sto diventando così ciclotimico da cambiare parere cento volte prima e dopo una iscrizione ad una gara.

Il fatto è che questa gara avevo deciso di farla già da principio dell’anno, e ho cambiato parere tante volte che non ricordo più ne voglio annoiarvi a raccontarvi tutte le menate mentali che mi son fatto con questo.

Ed è così che due domeniche fa, dopo farmi una specie di “corsa-test” salendo sul Cornizzolo, decido di iscrivermi. Senza aver la più pallida idea di come allenarmi, e mettendo mano alle poche risorse “allenanti” che conosco: un po’ di ripetute in salita, da 100 mt e da 200 mt, e un po’ di corsa collinare nel mio solito percorso di Cremnago ed Inverigo. Ma ormai dovrei essere in periodo di scarico, quindi, scarico… scarico come solito ciò che non ho mai caricato.

Ed eccomi, venerdì sera al ritiro pettorali, per preparare al meno in anticipo la roba da portarmi dietro. Ritiro tutto, e dimentico di chiedere informazioni stupidamente basiche, come dire: “lo zaino per l’arrivo si lascia a Como o ad Argegno”? insomma… improvvisato come un ragazzino alle prime armi.

Sabato mattina decido comunque di fermarmi prima a Como, per salutare ai miei amici Severo ed Inge che fanno la 115k, il Kiavarella, e il kOswo… trovo i primi due che si preparano molto concentrati ma dal Oswo e dal Ciava, nemmeno una traccia. Si avvicina l’ora di prendere il mio autobus per Argegno, devo camminare fino all’autostazione, e quindi, saluto ai presenti e vado via.

Arrivato ad Argegno, non c’è nessuno ancora , solo un ragazzo che è arrivato con me in autobus. Sono le 9, manca ancora un ora e mezza per la partenza e già si schiatta dal caldo e l’afa che c’è. “E va bene” penso fra me e me, dopo salendo in quota sicuramente la temperatura si abbasserà di sicuro. Bella barzelletta, la temperatura non ha mai fatto manco un cenno di abbassarsi, anzi, è cominciata a salire, e meno male che c’erano delle nuvole che ogni tanto ci fornivano un respiro.

6038501194247784962Incominciano ad arrivare i concorrenti… pochi, una novantina… di già sento che l’ambiente è molto diverso al quello che conosco. La gente è tranquilla, non c’è la frenesia che c’è prima di una gara su strada, tutti si salutano anche se non si conoscono… come vedere le immagini previe ad una gara ma a rallentatore. Mi domando più volte “ma che cavolo sto facendo io qua” e un po’ di pentimento assale la mia anima ciclotimica… Arriva l’ora fatidica, linea di partenza, sparo e si parte. 200 mt. sul lungo lago, giro a sinistra sul ponte che attraversa il fiume, altri 200 mt ancora piatti, si gira a destra e… BAMMMMM sbattiamo contro il muro che comporta la salita verso la Pigra. Ammazza, lunga scalinata, e dopo la salita si fa ripidissima. Il fiatone mi accompagnerà fino alla Pigra, e poi, a tratti tornerà a farmi visita nell’alternarsi di salite, ed altre salite, ed altre salite ancora.

Non controllo posizioni, tanto so che sono fra gli ultimi, il mio obiettivo è arrivare entro il tempo massimo, e per quello ho piazzato sulla schermata principale del Garmin, la media di minuti al km. So che per arrivare a farlo in 9 ore, la media non dovrà salire oltre i 14,12 min/km. Arrivato a Pigra vedo che la media e sui 16:30 e incomincio a pensare che sarà già tutto un trionfo se arrivo, anche fuori il tempo massimo. E così vado avanti, ad un certo punto si entra in un sentiero ombreggiato, e ne approfitto per correre e cercare di recuperare. Bene, arrivo al primo controllo, non ricordo già il paese, sono già piuttosto rincoglionito dal caldo e dalla fatica, ma vedo che correndo ho recuperato due minuti, e sono tornato nella media che dovevo tenere come minimo. Mangio un po’ di cioccolato, bevo Polase sport e continuo, proprio li dove si è perso l’Oswo, stavo andando io fino a che un angelo custode mi ha fatto un fischio e mi ha fatto vedere che dovevo tornare in dietro e girare a sinistra invece di scendere ed andare a desta. Subito mi trovo con un'altra salita pazzesca, ma ormai, devo andare avanti e la prendo come mi viene, scattando foto a destra e sinistra, avanti in dietro, come il migliore dei turisti cinesi. Ad un certo punto si va dentro una pineta dove l’aria è freschissima, spiana anche li, e corro un altro po’, ma subito si sale ancora e poi si scende, ma la discesa e troppo ripida per “lanciarmi” a tutto gas. Bene, così passano le ore ma non passano i km. L’orologio va avanti ad una velocità diversa dai km e siamo sempre li. Finalmente arriva la zona di rifuggi, prima il il Boffalora, dopo il Venini, a questo punto sono stracotto. Arrivo con una bottiglietta di plastica vuota schiacciata in mano, che mi trascino in dietro chissà da quanti km, rinchiusa in un pugno. Mentre la ragazza mi offre da bere, uno degli organizzatori mi ravvicina, mi apre il pugno, e mi dice “dammi quella bottiglietta che la butto, dove te la vuoi portare”… solo li me ne accorgo della gravità del rincoglionimento acquisito! Ristoro e via, si va in alto. Si arriva in cima, li c’è la Madonnina, la mia ultima speranza di aiuto. Il mio Garmin segna 1.700 di quota, ora bisogna scendere… maledico non avere le scarpe da trail. Le mie povere Vomero fanno il possibile, ma i sassi sotto la suola si sentono eccome! Quindi, sofferenza anche per scendere. Ho maledetto e bestemmiato a piacere durante tutta la discesa, soprattutto perché più volte quando credevo che prima o poi quel maledetto sentiero (per così chiamarlo) sarebbe sbucato in una strada, minkialasalita di nuovo. Ho voglia di piangere come un bambino. Incomincio a lanciare una scatenata serie di “vaffanculo” indirizzati a mezzo mondo, ma non mi resta che continuare. Io però in quella merda di galleria scavata a piccone ho acceso il frontalino. E meno male, era tutta bagnata, ho scivolato più volte ma sono uscito da un pezzo. Poi un assurdo susseguirsi di tornanti in mezzo al bosco, posso correre al massimo che mi permettono le gambe, ma guardo la quota e non si scende molto, maledico ancora, sono annoiato, voglio che finisca, non ho più voglia… insomma… anche se mi mettessi a piangere, sono da solo, chi mi darebbe ascolto??? Ho urlato un “Basssssstaaaaaaaa!!!!!” che ha echeggiato in tutta la montagna per scaricare la rabbia.

6038507544252798706Finalmente e quando meno me l’aspettavo, finisce il martirio ed il sentiero sbuca in una strada… bitume, ti amo, mi mancavi tanto, ora corro, passetto, passetto, incomincio a raggiungere un po’ di velocità, arrivo alla strada principale, sono a Menaggio, un alpino mi fa cenno di attraversare la strada, vedo il cartellino che indica di girare, ma… dopo girare, non vedo nessun altra indicazione, mi fermo, mi giro, vedo arrivare un trailer che viene a manetta, le domando “dove andiamo?” mi dice: boh… non so… diritto” mi metto dietro di lui, sto correndo a 5:15 ma lui va più veloce, la gente ci incita ci applaude, ovvio, sarà la cara di poveri sfigati che li fa pena, vedo già altri che tornano di fare la doccia, e mi incitano allo scatto finale, mezza curva e vedo il traguardo, ormai, mi sono dimenticato di tutta la sofferenza, corro, corro, e corro, arrivo con l’ultimo respiro, e vedo l’orologgio: 7:21:52… un ora e 40 minuti prima del mio obiettivo. Sono strasoddisfatto, la mia testa ha fatto ciò che le gambe da sole non avrebbero potuto mai fare. Sto per vomitare, mi viene la tosse, ma stanno scattando delle foto, non posso fare la figura di merda. Il trailer che mi ha indicato la strada negli ultimi metri viene a salutarmi, a battere i cinque, ma lui non solo ha finito davanti a me, lui era il secondo o terzo (non ricordo bene) della 64k! Quel trailer aveva fatto 64km nello stesso tempo che ho impiegato io per fare soltanto 38km! Finalmente mi riprendo, vado a fare la doccia, acqua ghiacciata, non c’è l’acqua calda, vietato fare la doccia nudi, tutto all’aperto, insomma, pure qua devo bestemmiare!??? Meno male che al ristoro finale mi trovo dei formidabili panini alla porchetta (piccantissimi) con birra alla spina bella fresca, e con questo finisco per dimenticare tutte le disavventure della giornata.

Primo trail portato a casa con sofferenza, senza allenamento è con uno scarto di 1:40 sul tempo massimo permesso. Posizionato 76mo su 86 arrivati (4 squalificati dai 90 iniziali). E 11mo di categoria. Forse perché eravamo in 11??? Non lo so, non trovo riscontro… 11mo su… boh… ma contento.

Domenica Sera meraviglioso “Endoraduno” (amici di Endomondo) a casa della mia carissima amica Cristina Miraglia, con dei “pesi pesanti” tali come Bradipo (Severo) ed Inge, entrambi ultramaratoneti, ed ultratrailer D.O.C. per festeggiare il traguardo e per coltivare questa bellissima cosa che è l’amicizia.

Oggi dico che “non lo farò mai più” che il trail non è per me, che a me piace correre e non camminare… domani… chissà le nuove pirlate che dirò… Minkiachehoscrittolungoscusatemi!!!!!

Marathon Trail Lago di Como

10342898 10204603168585043 6955097775177631368 nLo zaino è rigonfio con tutto quello che serve: kit pronto soccorso ( tocchiamo ... ferro, e speriamo non serva mai ), giacca a vento, che in una giornata calda afosa come oggi sembra cosa inutile, 2 borracce con acqua, carica batterie portatile , perchè il garmin ha un autonomia di 6h ed oggi dovra funzionare per il doppio, cellulare per chiamata di soccorso e per fotografare il paesaggio, merenda ( barrette di cereali, crackers e frutta disidratata ). Ok sono pronto. 

Pronti via per la scampagnata per l'alta via dei Monti Lariani , noi ultra del percorso medio da 64k partiamo da Como per Menaggio , con tappa intermedia ad Argegno,, invece gli ultraultra del classico 115k andranno prima a Campione per poi raggiungere Argegno e dunque Menaggio. Non siamo tantissimi, questo significa che quelli scarsi e sfaticati sono rimasti a casa a vedere il tour de France o sono andati al mare.
Chi c'è dei miei amici è Kiavarella ( la K va di moda vedi Kilian, Kupricka e Krar ) che correra il medio e Severo con Inge che correranno il classico. Karlos invece, si trova a Argegno alla partenza del corto, il kabròn non si è allenato bene e per lui la vedo male
Scattiamo le foto ricordo, quelle che metteranno sulla nostra lapide se qualcosa andasse storto, e pronti .... via ....
Scatto .... non in termine fotografico , ma nel senso che sono nel gruppo di testa, sino a Cernobbio dove inizia la prima salita. Siamo nel mio territorio, la salita al Bisbino la conosco bene, vado su a testa alta, chi osa superarmi viene subito ricacciato indietro. L'umidità è alta non c'è aria e sudo copiosamente, arrivo al Bisbino dopo una salita lunga 5km su un dislivello positivo di 1050mt. Ma questa è fatta ora si scende , prima però mi mangio una veloce merendina una bella bevuta e ... via.
Si scende ma si sale e si ridiscende e si risale. Sale, sale, le salite sono il sale dei trail , le difficoltà che rendono poi indimenticabile un esperienza. Il trail è come la nostra vita, o almeno, come la mia vita, piena di ostacoli, salite, radici e sassi che ti fanno cadere, bestemmiare, piangere. Ma poi superi questi ostacoli, ti rialzi dalle cadute e più sei forte ... come nella vita ... raggiungere una meta difficile è grande orgoglio e soddisfazione. I trail mi fanno sentire vivo.
A dire il vero, oggi sono un pò troppo vivo, anzi, troppo vivace , usando il termine giusto. Al Pian delle Alpi, i corridori del Classico prendono per il Monte Generoso, e mi ritrovo 4° nel mio percorso, anzi, 3° degli uomini. Miiiiinchiaaaa ... Minchiasulpodio!!!! direbbe una mia vecchia conoscenza. Ma per non rischiare che alla fine non sia un MinchiaCheBotta!! e non scoppi tra qualche km , la discesa verso Argegno me la faccio con tranquillità. Vengo superato da due trailers che lascio andare via, anche perchè mi sembrano belli tosti, non alla mia portata. Arrivato ad Argegno in 3h30' , per me un gran tempone , 20mt dietro il 5° corridore, mi fermo per ricaricare le pile e mettere la testa sotto un rubinetto. Chiamo Carmen per dirle che sono ancora vivo e che al momento sono sesto.
E' mezzogiorno e mezzo, siamo a metà Luglio, c'è il sole, fà un gran caldo, non c'è un alito di vento e devo salire per la mulattiera per Pigra. Che ci vuoi fare questa è la vita, pensavi fosse finita lì, di goderti una meritata pausa, ma la strada alla pensione è ancora lunga .... devi lavorare .... pedalare !!!! Muovi le chiappe e vai ... su ... su ... niente bosco, tutto il sole è per te che sei bello ... e il sole come sai , bacia i belli !!! E come bacia bene !!!
Salgo su con fatica, pensando però che anche per chi mi segue non sarà semplice. Dietro di me non vedo nessuno e me la prendo con la giusta calma. Arrivato a Pigra dopo 5km su un dislivello positivo di 750mt, mi immergo in una fontana di acqua gelata che mi ricarica della forza che avevo perduto sulla mulattiera. Con fatica riprendo prima a corricchiare e poi a correre di nuovo, sciolto , sino al controllo pettorale di Blessagno.
Sempre 6° dietro di me il vuoto, ma anche davanti non vedo piu nessuno. E non vedo nemmeno la freccia di volta a sinistra. Mi perdo.
Me ne accorgo troppo tardi, il sentiero che stavo seguendo finisce nel nulla. Dovrei tornare indietro. Come nella vita, pensavi di stare seguendo la via giusta ? un attimo e sei perso. Tutte le certezze, le sicurezze crollano. Non sai dove andare , ti manca un faro.
Nella mia vita mi sono perso piu di una volta, sei disperato, sei disorientato, hai paura di fare scelte e perderti sempre di più. Oggi, nel trail, mi sono perso e mi sono disperato e mi veniva da piangere pensando a quello di buono che avevo fatto e che stavo buttando via, per una distrazione, una stupida e leggera distrazione.
Devo prendere una decisione. Salgo verso nord , credo che così potrei riprendere il sentiero della gara. Arrivo su una cima ( Monte Pasquella ) non riesco a vedere dove possa essere il percorso. Un morso mi attanaglia lo stomaco. In lontanaza vedo l'Alpe di Colonno , sulla mia destra molto in basso c'è la strada militare che porta all'alpe. Tutto intorno solo boschi.
Credo che il percorso sia sulla mia sinistra, cammino tra l'erba alta sino alla vita, ed arrivo ad un campo delimitato da un filo spinato .... caxxo ! ricaxxo !! tricaxxo !!! seguo il filo spinato per un pò , poi decido di andare a destra e cercare di raggiungere la strada militare. Sbagliato ! entro in un bosco fittissimo , dove faccio fatica a farmi largo tra gli arbusti del sottobosco e poi ... un dirupo ... Mi fermo e stò per piangere ! Mi ritiro ! Ma anche tornare a Pigra non è semplice. Mi arriva un messaggio: è Carmen che , come se sapesse cosa mi sta capitando, mi incita a non mollare e a ricordare il suo amore per me.

E allora mi rialzo.

Se non c'è un sentiero, vorra dire che ne traccio uno nuovo io, come Dave Crockett . Davanti a me vedo una cima (Monte Sertore) decido che andrò verso quella direzione. Da lassù è possibile che riuscirò a vedere il percorso uffciale. Non è così, ma intanto mi sto avvicinando all'Alpe di Colonno. Ridiscendo seguendo la dorsale e finalmente ecco la bindella rossa e bianca. Nel trail  e nella vita, l'amore è il faro che ci riporta nel giusto cammino. Come prima nella mia vita e poi, ora, nello sport, la Carmen è il mio faro.
Mi sento risollevato, ho perso almeno un'ora, di sicuro sarò piombato nelle retrovie, ma finirò questa gara. Certo, un pò di amarezza rimane, ma sopravviverò, e la prossima volta mi farò più furbo e starò più attento.
Corro verso il rifugio Boffalora ancora in solitaria, speravo di incrociare qualche trailer, magari il Kiava, così la si faceva insieme. Me la prendo con molta calma, sto fisicamente bene, e a questo punto non c'è fretta. Arrivo ad un ristoro volante e un volontario mi dice che sono 8° .... eeeeehhh????? Minchia !!!! Mi giro e vedo un concorrente a 100mt .... azz ... finito il relax !!!! Sono passati 43km, anzi, ufficialmente sarebbero 41. Si sale in una lunga non ripida , ma costante salita verso il Monte di Tremezzo. Lo scenario è bellissimo, nonostante l'umidità renda la vista poco nitida. Adesso ci sono le nuvole e la temperatura è scesa , finalmente si respira. Dietro di me vedo un concorrente , anzi ne vedo un altro ancora più dietro. Potrei anche provare a correre, ma, visto che non lo fanno loro che sono dietro, non lo faccio nemmeno io. Allora vado a passo spedito sino al Rifugio Venini.
Mi dicono che sono forse 10°. Intanto faccio merenda e mi ricarico le borracce aggiungendo all'acqua 4 pacchetti di polpa di frutta presi dal ristoro. Mi raggiunge il trailer e ci diamo una pacca sulla spalla , ma lui si deve fermare per il ristoro , io invece gli faccio ciao e vado.
Raggiungo Cima Tremezzo , massima altezza raggiunta del percorso medio mt 1650.
Ora è tutto discesa. All'inzio è divertente correre in discesa con le Hoka è un godimento, ci si diverte senza affaticare schiena cavigle e ginocchia. Ma dopo un po la discesa comincia a diventare noiosa.Tutto un tornante in mezzo al bosco ma su strada bianca. Si passa dentro una buia galleria lunga piu di 200mt , non accendo il frontalino obbligatorio, ma la sensazione di correre senza vedere dove metto i piedi è spiacevole.
L'ultimo pezzo di discesa è brutto, non si sà dove mettere i piedi e penso a quelli del Classico che dovranno farsela in notturna.
Poi il paese e vai .... aumento la velocità, sto benissimo, qualche turista mi incita, gli italiani, invece, manco mi vedono.
Taglio sventolando la maglietta degli Hills Angels. 11° assoluto , 7° degli uomini 2° di categoria. A questo punto chiedo delle premiazioni, ma mi dicono che per il
medio non sono previsti premi di categoria.  Vabbè ... contento lo stesso. Ma quando mai ricapiterà ???

Oggi ho chiuso una bella gara, difficile, avventurosa, nonostante tutto con un ottimo tempo e senza problemi fisici

..... sono felice.

.... mi sento fottutamente vivo.

Keep on Rockin' !!!!

 http://www.strava.com/activities/168095108

 

Passeggiata sociale Runners Desio

Confermate la presenza alla passeggiata entro giovedi 10 luglio. Dobbiamo prenotare il rifugio per il pranzo. 

Magraid - 100 km nella steppa

Magraid ... non pensate ai tempi, ai km , alle tre tappe questa avventura inizia alle 15.00 di venerdi quando ti consegnano il braccialetto arancione e finisce alle 15 di domenica con la premiazione.   Tre giorni intensi non solo dal punto di vista fisico ma anche da quello emotivo.  Tutto quello che avviene nel campo base può essere determinante per la buona riuscita della corsa: la scelta della tenda infatti ti può capitare che alle 4 di notte la tua tenda crolli per il vento e ti ritrovi a dover dormire all'aperto; i compagni di tenda ... spera che non russino (ma è difficile che su 10 questo succeda), la visita di un topolino che ti mangia la frutta secca che ti doveva servire per la colazione della tappa più dura, sbrigarsi nel fare la doccia perchè quando finisce l'acqua ci vogliono ore perchè ritorni, le code per i pasti .........

Ma non pensate che tutto questo sia poi cosi negativo, si perchè all'interno del campo si è tutti amici, nasce una solidarietà ed un reciproco rispetto.  Sembra di conoscere le persone da un secolo, dal primo momento che sono arrivato fino all'ultimo sono sempre stato circondato da persone che mi hanno regalato tanto e spero di avere fatto altrettanto.  Atleti che hanno fatto più volte il Passatore, la 100 km del Sahara ma che qui hanno sofferto di più e anzi alcuni sono qui proprio perchè in altre edizioni si sono dovuti ritirare.

Il primo incontro avviene prima ancora di arrivare al campo base , trovo Lorena in paese entrambi alla ricerca di cibo prima della gara. Con lei pranzo a Cordenons e con lei poi correro tutta la prima tappa.

Lei è un'esperta ultra-maratoneta anche se non ama i trail e vanta un 3:19 in maratona .... finirà 5 classificata tra le donne.

1° tappa : 25 km obbiettivo 2:30

Si parte dal campo base con camel bag pieno.  Fa un gran caldo e l'umidità non scherza ... arrivato al 10 km ho una sete bestiale, non sono abituato al camel bag e non riesco a dissetarmi come vorrei (azz dovevo portare anche la borraccia). Finalmente arrivo al 12 km dove c'è il ristoro ... devono mandarmi via a calci perchè sto finendo tutte le scorte di acqua che hanno.   Il sole viene coperto da qualche nuvola e si sta un pò meglio ... ma dura poco : i sassi che sono ovunque cominciano a rilasciare il calore e ora è forse peggio di quando c'era il sole.  Ultimo km , incitato da Lorena aumento l'andatura e taglio il traguardo in 2:27

Sono disidratato e sebbene continui a bere non passa, la preoccupazione per domani cresce.

2° Tappa: 55 km obbiettivo 8 ore

Dormo poco causa problemi con la tenda e con i russatori, anche lo stomaco non è messo bene però la temperatura sembra migliore.

Trasferimento in autobus militare e partenza dalla cantina Magraid.  Prima si corre tra i vigneti, poi asfalto e poi sassi, sassi, sassi ancora sassi .... infinitamente sassi.  L'andatura è lenta ma su questo terreno è veramente difficile spingere.  Oggi ho con me 2 litri nel camelbag e mezzo nella borraccia, bevo molto perchè l'umidità non da tregua.  A metà gara ormai siamo tutti molto frazionati e capita di fare lunghi tratti nella steppa senza vedere nessuno, quindi bisogna anche stare attenti al percorso che non offre molti punti di riferimento ... spesso si viaggia seguendo dei palloncini sospesi nel nulla.   I piedi sono quelli che soffrono di più, penso di avere già parecchie vesciche.  Finalmente eccoci al 33 km dove c'è l'unico ristoro: ricarico l'acqua (finita da un pò) mangio e riparto.  Il paesaggio non cambia molto, solo qualche arbusto e fiorellino in più.  Gli ultimi km sono lungo l'argine del fiume (secco) ma almeno su terreno compatto, si vede il campo base e finalmente dopo 7:48 ore  , 4,5 lt d'acqua circa e tanto altro che non riesco a descrivere eccoci alla fine di una tappa che mette alla prova sopratutto la testa dei "magraider".  All'infermeria ci vorrà almeno 20 minuti per bucarmi tutte le vesciche. Ma sono in ottima compagnia perchè sono tutti nella stessa condizione.

3° Tappa : 20 km  obbiettivo 2:00

Oggi ci dicono essere la tappa più bella, ci saranno parecchi guadi da affrontare con acqua che può arrivare anche all'ombelico, con una prima pèarte veloce per poi concludere con la solita scorpacciata di sassi.

Ho dormito bene, lo stomaco è perfetto .... insomma mi sento particolarmente bene decido quindi di dare tutto e migliorare la classifica (ieri ho perso posizioni passando da 74° a 107°), parto anche con solo mezzo litro nel camel bag.    Parto forte con i miei due compagni di branda Claudio e Salvatore (tempi abbondantemente sotto le 3 ore in maratona ma oggi un pò cotti). Il primo tratto è misto tra boschi e prati, si può corrrere bene (mi accorgerò guardando TDS che ho corso i primi 10 km di questa tappa in 41:56 quasi il mio personale su questa distanza) poi cominciano i primi guadi, l'acqua fresca fa un immenso piacere in particolare ai piedi.  I pezzi con i sassi oggi sono ancora più duri, si sprofonda ed è qui che mollo, o almeno la mia testa mi lascia. Sono veramente stanco di correre su questi sassi..... cammino .  Mi recupera Claudio e mi sprona nel seguirlo, ultimi 2 km ancora sull'argine, ritorniamo a spingere, superiamo un concorrente prima del traguardo, mi accorgo che sta piangendo dalla contentezza (è alla sua terza partecipazione ma non era mai riuscito nell'impresa), ci da un 5 e voliamo sul traguardo in 1:55.

Posizione finale 99°, nell'ultima tappa ho recuperato veramente tanti minuti, peccato per la 2° tappa ma felice di essere li al traguardo.

Una avventura dura, tosta  di quelle che ti lasciano il segno , di quelle da ricordare .... e chi se la dimentica!!!!   Le emozioni vissute durante la gara e nel campo base sono tantissime e non ve le dico .... se volete provarle andate a Cordenons!!!

PS  Se lo farete vi consiglio le HOka .... sono sicuramente le più adatte (le avevano almeno 80% dei partecipanti).

PPS: Se mai decidessi di fare un'altra cazzata del genere sappiate che sulla lapide voglio la scritta: "Finalmente mi riposo".

Monza Resegone

Cari Amici RunnersDesio, domani sera molti di Voi andranno lassu', sul Resegone. La strada la conoscete ed anche il modo per arrivarci. Certo, 42 km sono tanti: la corsa sarà dura, la camminata impegnativa e la scalata estenuante. Ma Voi conoscete ogni centimetro di asfalto, ogni scalino di Erve, ogni perfido sampietrino ed ogni sasso del "Prà di ratt" che vi separa dalla Capanna Monza. E allora divertitevi, correte veloci ed andate lassu' a riempirvi di soddisfazione e a prendervi la meritata medaglia; io sarò sempre con Voi ed il mio pensiero sorreggerà ogni vostro passo. E quando sarete lassu' portategli i miei saluti, ditegli che non mi sono dimenticato di Lui e che presto tornerò. E quando domenica all'alba scenderete, godetevi il miracolo del sorgere del sole e la nascita di un nuovo giorno. Cari Amici, anche domani sera portate in alto l'onore, il prestigio e la divisa maculata dei RunnersDesio. In Bocca al lupo, in culo alla balena, tra le tette della formica e sulla schiena dell'istrice: scarpe ben allacciate, gambe forti, testa sulle spalle e via di corsa fin lassu'.

Clod

 

vigolana trail.... corto

Il monte Vigolana si trova nella valle dell'Adige, pochi km prima di Trento. Frequentando la zona sono venuto a conoscenza di questa prima edizione ed ho deciso di partecipare. Partecipo all'edizione Half, 35km 2000D+ lasciando l'edizione 65km 4000D+ integrale ai supertop.

Per ragioni di ordine pubblico (il mio ombelico non è proprio simile a quello della Carrà) non posso indossare la divisa trail Hill Angels ed allora parto come sempre, orgoglioso della mia divisa Blu-Arancio e con lo zainetto sulle spalle con tutto l'occorrente 8controllano veramente!!).

Clima un po' caldo ma, visto che la partenza si trova a oltre 700mt e si tocca quota 2100mt, non ci si fa caso. Buono anche il numero di partenti e ottima l'organizzazione in partenza per ritiro pettorali e pacco gara (scarsetto = maglietta cotone, calzini, cappellino con paracollo, succo di frutta).

Alle ore 9.30 si parte e dopo i primi 4/5 km di scendi/sali, ci si trova di fronte alla salita principale, quella che in 7km porta ad oltre 1900mt. La mia condotta di gara è sempre la stessa, quella che in diversi anni ha portato a terminare tutte le gare a cui ho partecipato ma..... molto in fondo.

Molti concorrenti mi passano ma non mi deprimo, sento che le gambe reggono e che posso terminare la gara.

Dopo il primo scollinamento sulla cima Ceriola, con panorami mozzafiato sulla catena del Lagorai e del Brenta, si percorre una discesa molto tecnica e poi ancora su, fino ai 2100mt del Bus de le Zole. Quest'ultimo tratto, trovandosi sul versante nord è ancora molto innevato e gli sforzi per procedere senza cadere sono notevoli.

Dopodichè le salite son finite ma una discesa (strapiombo) di 900mt di dislivello taglia le gambe ed il tempo sembra non passare.

Gli ultimi km corribili permettono di tirare il fiato e recuperare qualche energia in vista del traguardo finale.

Il vincitore ha impiegato poco più di 3 ore...... io 6 ore e 52 minuti!!!

Taglio il traguardo soddisfatto, pensando che questa prestazione rafforzerà la mia posizione tra le rane.

Sfatto e puzzolente mi lavo sotto una fontanella e vado al ristoro finale dove trovo una buona birretta che cancella tutte le negatività e riconcilia con il mondo. All'ombra di un glicine gigantesco decido che il prossimo anno sarò presente alla seconda edizione.

Ringrazio Nicoletta per la chiacchierata, seppur breve, e Lorena con cui ho "corso" per qualche km.