Martedì, Maggio 21, 2019

Thailandia

Desio, 3.marzo 2014-03-03

 Sono rientrata da circa 8 giorni dalla Thailandia dove ho partecipato l’8 febbraio alla  “THE NORTH FACE 100 THAILANDIA 2014”.

La gara si è svolta vicino al Parco Nazionale di KHAO  YAI a circa 180  Km da BANGKOK.

Tre formule di gare lunghe:                   100  km solo;    50 km solo;      100 Km duo

Io ho partecipato alla 50 Km solo, unica donna italiana (e tra le più attempate) con un tempo max consentito di 18 ore.

Partenza alle ore 5 del mattino tra campi di mais e manioca. 

Verso il 7° Km la gara diventa  impegnativa, inizia l’arrampicata con un tratto ripido tra sassi e rocce.              Per fortuna che la presenza di qualche pianta, alla quale ci si aggrappava, nei tratti più ripidi e dove il sentiero era molto stretto, ci dava un piccolo aiuto.

E poi……….un continuo sali scendi con temperature sempre più elevate fino a raggiungere i 40° prima di . mezzogiorno.               Le piantagioni di tapioca e mango che costeggiavamo non riuscivano a darci un po’ di ombra, non avevamo  cespugli o piante  ma solo sabbia e sole cocente.

Fortunatamente ai check- point  c’era tanta frutta, reidratanti  ma la cosa che io ho più apprezzato era l’acqua con il ghiaccio che versata in testa e sulle braccia dava un po’ di ristoro.

Il percorso era ben segnato ed ad ogni bivio o incrocio c’era un soldato che controllava ed indicava la strada corretta.

FATICA tanta, SALITE un’infinità ma quando ho tagliato il traguardo con la bandiera italiana in mano ho, in un attimo, dimenticato tutto!!!

CLASSIFICA:        143° su   237 concorrenti arrivati

                             19° donna su 49

                            Tempo impiegato:  09.04

La mia prossima gara sarà il 15 marzo :ULTRABERICUS  formula  LUI e LEI  nome della squadra PIANOFORTE

Maria Luisa Malvestiti

MARATONA DI SIVIGLIA

Io e rds decidiamo di fare la maratona di Siviglia in una giornata di agosto del 2013,cosi a circa 6 mesi dal via siamo già iscritti.Nel mese di novembre Roberto partecipa alla sua prima maratona a venezia e io a dicembre faccio la mia seconda a pisa.Passate le festività natalizie chiudiamo l'anno con il grande desiderio di andare a Siviglia per fare un buon risultato.Gennaio e febbraio li passiamo praticamente come se fossimo una sola persona,seguendo nei minimi particolari una tabellacon un passo che dovrebbe portarci a concludere la maratona in 3.40.Da quando ho iniziato a correre è la prima volta che mi alleno con un'altra persona e tutti i chilometri fatti e il sudore versato ci hanno fatto scoprire una nuova amicizia.In questi mesi abbiamo fatto calcoli e strategie ,ma alla vigilia della gara abbiamo deciso di seguire i palloni delle 3.45 e poi vedere dopo la mezza.Sabato 22 febbraio partiamo per Siviglia e dopo 2.40 di volo arriviamo in terra andalusa.Con grande facilità arriviamo al palazzo congressi dove ritiriamo il pettorale e il pacco gara.Camminando tra gli stand si respira l'aria delle grandi occasioni visto che quest'anno la maratona festeggia il suo 30° anniversario e il record di 9000 iscritti.Terminato il giro andiamo in hotel situato in centro città.Sistemate le borse usciamo a farci un giro per cercare un ristorante,ma veniamo subito travolti da una movida impressionante strade e bar strapieni di gente......ma noi da buoni atleti entriamo in un ristorantino dove mangiamo da veri sfigati (pasta al pomodoro e petto di pollo alla griglia)senza nemmeno un goccio di birra!!!Finita la cena giro veloce e rientro in hotel.Domenica mattina la sveglia è alle 6.30,colazione in camera autogestita (visto che i bar e l'hotel  aprono alle 8). Con un tran e un pulman arriviamo alle 8 allo stadio olimpico dove c'è il deposito borse e l'arrivo.La partenza è a circa 600 metri dallo stadio e la raggiungiamo con una blanda corsa interrotta dalla solita sosta pipi.Alle 9 si parte e nonostante la folla si riesce a correre bene.Ci uniamo ai palloni delle 3.45 ma dopo pochi chilometri ci stacchiamo perchè con tutta questa gente si corre male.Passiamo la mezza secondo i nostri calcoli.Ma è dal 24 km al 34 km che si stabilisce in me una bellisima sensazione mai percepita fino ad oggi mentre corro.Non so come spiegarlo,ma non ho avuto più l'esigenza di guardare il garmin e mi sono fatto trasportare da questa sensazione di felicità.Da questo momento RDS comincia ad allungare e io rimango costantemente a circa 200 metri.Non mi sento di interrompere questo mio ritmo e lo lascio andare.Passiamo in posti veramente belli,tra cui plaza de espana dove la gente è veramente tanta e ti da una carica magica.Al 37° km raggiungo RDS che sta rallentando e rimango con lui per 30/40 secondi dove cerco di convincerlo ad aumentare ,ma capisco che è al limite e lui stesso mi dice di andare avanti.Aumento il mio passo per cercare di migliorare il personale .Gli ultimi chilometri sono veramente belli, perchè rispetto a pisa sto veramente bene.L'ingresso allo stadio è da brividi,un giro di pista che non dimenticherò mai.Nonostante tutto non arriva il personale ma lo stesso 3.45 di pisa.RDS arriva dopo un minuto ma riesce a migliorare il suo tempo.In conclusione posso dire di essere molto contento di aver fatto e condiviso con Roberto una bellisima esperienza di vita.Ragazzi consiglio a tutti di fare questa maratona perchè il percorso è molto bello, la gente andalusa è fantastica e il clima è magnifico.Ringrazio Roberto per avermi sopportato in questi mesi e auguro sia a lui che a me di continuare ad avere questa voglia di correre(Robi alla fine quel risultato vedrai che arriva!!)BUONE CORSE A TUTTI

Maratona delle Terre Verdiane

Inscritto sin dai primi di gennaio, e visto il clima che abbiamo dovuto sopportare, ho cambiato più volte idea: vado, non vado, corro, non corro, mi alleno, non mi alleno, mollo la corsa, continuo a correre, insomma, una specie di malattia che mi qualifica no come un podista sennò come un “ciclotimico”… Questa maratona l’ho scelta perché era indicata sulla tabella del Passatore (anche questa ho mollato)… ma indicata soltanto come un “lungo-lento” no per fare una gara… e così facendo mi sono trovato alla partenza della Maratona delle Terre Verdiane  senza essermi allenato manco un po’, con le sole due settimane di scarico… ma… scarico di che cosa se non ho caricato un tubo!!! Insomma… mi sono detto “CarloS, tanto devi fare solo un lungo come allenamento per  la 60 km di Seregno”… Mi sono ripetuto più volte “CarloS, vai piano che non puoi ne sai fare altro”, “CarloS vai tranquillo, che non sei in forma” “CarloS…vai affan…”  ecco che mi trovo subito dietro ai palloncini delle 3:30 che i nostri “cugini” del Marciatori di Desio hanno inviato in trasferta a Salsomaggiore. Presente alla manifestazione della 10 km Roberta, suo marito che fa la 28 km e Domenico che fa anche lui la maratona, ma non l’ho visto fino alla fine in zona “pasta party”.

Si scorre facilmente, ovvio, è in discesa, (per rendere la idea, terreno identico a quelli dove il Vitto ha fatto i suoi personali)“, e “se non scorri facilmente in discesa, quando e dove vuoi che sia Carlos?” Proseguo attaccato ai pace maker a buon ritmo, stiamo andando ad una media di 4:55 fino alla zona dove incominciano i maledetti cavalcavia. Non sono tanti, ma sono tre e ti spaccano le gambe, soprattutto quello dell’autostrada che è altissimo. I palloncini (quelli veri) incominciano a scoppiare uno alla volta, e questo dovrebbe essere un presagio, ma soltanto mi renderò conto più avanti. Li, la andatura del gruppo rallenta un attimino per via delle salitelle, ma io che sono un vero “banana” accelero… (me lo ha insegnato il Nonno come fare in salita, domenica scorsa sul percorso della 100), ed io ci provo, e sorpasso a tutti… certamente la discesa del cavalcavia mi fa accelerare ulteriormente e così stacco il gruppo delle 3:30… ormai giro a 4:50 e siccome mi sento bene decido di mantenere quel passo anche se una vocettina interiore mi dice “CarloS sei un pirla”, “CarloS che cog.. che sei”… ma io comunque vado… passo alla mezza in 1:43 che ancora mi fa ben sperare.. i ristori sono distribuiti un po’ alla cazz…di cane, e così mi ritrovo più volte a dover mandar giù di fretta o addirittura a saltarli… al km 24 comincio a risentire.

Ovvio che risento: non sono allenato per correre una maratona a questo passo… meglio detto, non sono proprio allenato per correre una maratona, ecchecazz… incomincio a rallentare… mando giù un Carbosprint, però il ristoro del 25º era posto al 23º ed io mi trovo al 24º… chissà a quale km avranno messo quello del 30º!... meno male che il Carbosprint è liquido, ma comunque mi rimane in gola… ora si passa dentro di un palazzo… passatoia rossa per l’occasione, meravigliosi affreschi e dipinti… e una voce femminile che avverte fino alla stanchezza all’uscita del corridoio “attenzione ci sono dei gradini”… azzaruola, si che ci sono i gradini!!!… per lo più in discesa… 8 o 10 maledetti gradini in discesa proprio nel momento in cui io stavo cercando di riprendermi… si esce del cortile e ci troviamo subito sul traguardo della Corsa del Principe (28 e passa chilometri). E qui trovo di nuovo “il ristoro che non c’è”… porca puzzola ho sete!!!!... Ormai per me la gara è diventata un “progressivo all’inversa”… un “progressivo-regressivo” diciamo... Non ostante ciò, vado avanti e passo al 30º in 2:30… mi dico “mica male” cercando di autoconvincermi di essere l’atleta miglior allenato della terra.

Ormai, continuo a rallentare, mi fanno male gli adduttori ma soprattutto i quadricipiti, che “minacciano” di farsi venire crampi per farmi fermare… poco dopo mi raggiunge il gruppetto delle 3:30 e mi sorpassano… li vedo andar via a malincuore… da li fino alla fine, continuerò a rallentare, rallentare e rallentare… le gambe sono stanche e sento ad ogni passo le “minacce” dei crampi che arrivano, quindi, meglio che controllo, poiché l’unica cosa della quale mi sono sempre vantato è di non essermi mai ritirato da una gara, e non voglio mica cominciare ora, quindi, corro, corricchio, cammino e così passano gli interminabili chilometri. Al 36º km mi raggiungono pure i palloncini delle 3:45 (sempre dei Marciatori di Desio) mi incitano come buoni cugini, ci provo, ma non ce la faccio più…

Della musica di Verdi che nelle edizioni precedenti ci accompagnava lungo il percorso, non è rimasta nemmeno una traccia, sarà la crisi??? la casa natale di Giuseppe Verdi è in restauro e non si vede… anche da li in passato uscivano le note della musica del Maestro… niente, non c’è niente che attiri la mia attenzione, niente che mi strappi via della mia fissazione di mollare… soltanto campagna ed interminabili strade di campagna. La musica delle cuffie mi sta dando pure sui nervi: non riesco a tenere più quel ritmo, non ostante ciò, mi illudo di arrivare in 3:50, ma ogni volta che voglio spingere un attimino, subito si insinuano i crampi, quindi rallento di nuovo… Quando ormai cerco di accontentarmi con la idea di chiuderla in 4 ore, giusto in tempo arriva il brano “Run” di Iron Maiden!... giusto per la carica finale.

Accorcio la falcata ma faccio passi più veloci… unico modo per seguire il ritmo del brano… Poi punto un ragazzo che mi è stato sul c… negli ultimi chilometri ed almeno riesco superare lui. Ecco il traguardo, vedo Anna e Nora con la fotocamera, ed è proprio sul tappetto rosso che mi lancio a tutto gas e me ne frego del dolore e di tutto… ecco la medaglia, ecco la mia 14º maratona portata a casa! (con un po’ di sofferenza si, ma portata a casa) Ecco che posso continuare per lo meno a vantarmi del fatto che a tutt’oggi non mi sono mai ritirato da nessuna gara corta o lunga che sia. Il PB arriverà un giorno… (arriverà???) E come è ovvio, anche se mentre correvo gli ultimi km mi ripetevo più volte “non corro più”, “chi me la fa fare”, “mollo tutto”, “non mi tessero più”, “non rinnoverò mai più il mio certificato agonistico”… ora sto già pensando alla 60 km di Seregno!. L’ho già detto, sono proprio un ciclotimico!!!!

Gara: 7

Organizzazione: 6

Ristori: 5 (perché disposti male) (e perché all’arrivo la vecchia che tagliava le arance ti guardava con aria minacciante: “se prendei altro spicchio ti taglio le dita… o magari la gola)

Pacco gara: 8. N.2 conf.di mortadella, 1 confez.Grana Padano, 1 confez. Salamini piccanti, bottiglia di passata, bottiglia di suco di frutta, lattina di aranciata, e gadget vari.

Medaglia: 7

Percorso: Triste. 

MARATONA DI FIRENZE: STORIA DI UN PACEMAKER ABBANDONATO.

Dopo Budapest mi ero ripromesso di riposare quindici giorni; per intenderci: niente ripetute o lavori strani, per poi ripartire ad inizio dicembre con la preparazione per Salsomaggiore.

E invece no, mi lascio convincere da Max ad iscrivermi a Firenze per portare il debuttante Mao a chiudere la sua prima maratona in tre ore e trenta.

Oltre me, Max e Mao, sono della gara Iugi, Izio, Carlos e solo come supporter al seguito, perché ancora acciaccati o fuori forma, il nostro Ale ormai indispensabile per le nostre trasferte in qualità di guida turistica e il nostro grande preparatore/allenatore Vava.

Dopo un sabato freddo e piovigginoso, la domenica, ci ritroviamo alla partenza con un bel sole e soprattutto con un cielo limpidissimo che ci offre dei paesaggi fantastici, sia lungo l’Arno, che in città.

Si parte alle 9.15, io e Mao nella gabbia dei debuttanti (dietro di noi solo i camioncini della monnezza), una gabbia più avanti Carlos che indossa il maculato, mentre Max, Iugi e Izio più avanti nel settore delle tre ore/ tre ore e trenta.

Ecco la cronaca chilometro per chilometro:

Start: Partire così indietro non mi è mai capitato e devo dire che è un bel casino. Davanti a noi tante chiattone e tanti tapascioni, mi chiedo  come fanno ad avere il certificato medico di idoneità sportiva!

Iniziamo a correre dopo ben cinque minuti dallo sparo e ci troviamo subito a superare gente con un ritmo di  sette minuti al chilometro. E’ veramente dura.

Km 1,5: mi sembra di sentire una scossa di terremoto: no, no, è solo Mao, che, dietro di me, sgambettato da un polacco, si trova a terra dopo una rovinosa caduta. Dopo un sommario inventario fatto in corsa, si deve solo leccare molte escoriazioni ma nulla di rotto. Lo vedo nervoso, certo che per lui non è un bel battesimo.

Km 5: si continua a correre intruppati nella folla dei tapascioni sui marciapiedi o sopra la aiuole, facendo fatica a tenere il ritmo dei 5 al chilometro. Visto la mia esperienza capisco subito che stiamo spendendo un sacco di energia per via dei continui scatti e frenate. Mao è sempre nervoso e spesso vuole tenere un passo troppo elevato.

Km 10: entrati nel parco, anche se i chiattoni davanti a noi non sono finiti, Mao si tranquillizza: teniamo un passo di 4,53/ 4,57 al chilometro; la proiezione alla mezza è di un’ora e quarantaquattro minuti: perfetto.

Superiamo Izio, partito 5 minuti prima: non capisco se stia correndo una maratona o cercando funghi.

E’ veramente lento, è partito con i top e si ritrova subito con gli stop. Si ritirerà davanti all’albergo alla mezza. Deve rivedere molte cose se vuole tornare ai tempi di una volta. Scarso, voto 3.

Km 17: Una volta usciti dal parco, si passa una prima volta dal centro. Folla immensa e incitamento dei nostri supporters; il ritmo è sempre il solito, Mao è ancora bello in faccia.

Passaggio alla mezza: 1,48,30 circa. Ripeto: perfetto. Inizio a rendermi conto che Mao non ne ha, con questo ritmo,  per un’ altra mezza. Rimane sempre tre/cinque metri dietro a me. Calo un po’ il ritmo facendo l’ elastico in modo che possa rientrare.

Km 25: Mao non è più così tanto bello. Siamo sui 5/5,10 al chilometro. E’ sempre in scia distanziato di cinque metri,  vedo che succhia un gel e gli passo una bottiglia d’acqua. Dal respiro capisco che è in affanno.

Km. 30: Al ristoro trovo Iugi, che partito come un missile, come da pronostico, salta letteralmente per aria.

A Busto ha fatto fatica a tenere i 4 e 30 e ora pretende, a quindici giorni, di fare una maratona a 4 a 20!

Non ho parole, voto: senza voto.

Mao è a cento metri; ha calato di molto il suo ritmo. Non me la sento di camminare/corricchiare per gli ultimi dodici chilometri e poi ne ho ancora e forse potrebbe arrivare anche il mio personale dell’anno. Sono cosciente che abbandonando il compagno sarò criticato, ma i patti erano di chiudere in 3 e 30. Approfitto di Iugi e visto che lui non ne ha più mi raccomando che almeno accompagni Mao per gli ultimi chilometri.

Km 36: dal 30 al 36 scendo a 4 e 40 e al 36 spallo il “nonno”, anche lui finito e quasi morto. Si è incaponito a seguire i palloncini delle 3 ore e quindici e finisce miseramente la benzina alla mezza. Tanta esperienza, poca crapa. Voto: 3 Lo saluto con la manina, lui bofonchia qualcosa ma non capisco un cazzo. Vado troppo veloce.  

Km 38: mi accorgo che non ne ho più. Troppo veloce il passaggio dal trentesimo al trentottesimo e poi pesano sicuramente i primi quindici chilometri corsi a scatti.

Km 42,195: chiudo con il solito tempo. Ho camminato molto negli ultimi chilometri anche perchè condizionato da un runner che vedo per terra privo di sensi all’ultimo chilometro.

Mao chiuderà la sua prima maratona in 3 ore e quarantadue minuti. Considerato che nelle ultime settimane si è potuto allenare poco o niente per un infortunio direi che sicuramente è un ottimo tempo per un debuttante. Sono certo che alla prossima farò fatica a stargli davanti. Voto: 9.

Carlos, infine, l’ho visto solo sul Ponte Vecchio al sabato e, come dicevo prima, in partenza. Grande pb e complimenti;  d’altronde il giorno prima mi sembrava molto in forma e già in tensione pre-gara.  Addirittura parlava di 3 e 30. Voto: 10

Per finire (ho già scritto troppo) credo che la maratona di Firenze sia una delle migliori al mondo: grande folla che ti accompagna per quasi tutta la gara e un magnifico percorso anche se non filante. Voto: 10

Alla prossima

2013: Questa è la mia classifica

Top Album Del 2013

Valtellina Wine Trail

Se l’obiettivo era quello di promuovere la Valtellina con la bellezza dei  suoi paesaggi e e con la bontà enogastronomiche direi che è stato centrato in pieno.

Conosco e frequento questi posti da quando ero bambino ma non ero mai sceso sotto i 1500 mt , oggi ho potuto scoprire nuovi luoghi da togliere il fiato (già poco per la dura corsa).

Visto che la gara ha una forte componente ecologica decido di raggiungere la partenza di Tirano in treno, ottima scelta mi posso gustare l’alba sul lago ed uno splendido sole illuminare le cime innevate: tutto fa ben sperare per i 44 km ed i 1800mt di dislivello che mi attendono.

A Tirano si parte dalla piazza principale, dove c’è tra l’altro il negozio Crazy che deve farci le nuove divise trail.  Sembra una grande festa, si percorrono 3 km in paese e poi la prima salita: sono solo circa 800 mt per arrivare alla chiesa di S. Perpetua ma veramente ripidi, in particolare la stretta scaletta che ci costringe tutti in fila uno dietro l’altro.  Poi è un susseguirsi di saliscendi in mezzo ai vigneti: un vero e proprio slalom tra i filari con ripidissime scalinate.  I colori dell’autunno, il sole , paesaggi innevati e naturalmente grossi grappoli d’uva ci fanno compagnia (non pensavo di trovare ancora grappoli d’uva, la vendemmia non è finita??).

Al 10 km arriviamo alla cantina Gatta passiamo tra enormi botti di sassella e rosso di Valtellina con tanto di assaggi all’uscita.  Poi comincia la salita più lunga verso Torre “de li beli miri” , ci si gira attorno per ammirare un panorama a 360° della valle, le panchine fanno venire voglia di fermarsi ma si deve ancora correre parecchio quindi solo una breve sosta e via.   Si scende tra i boschi per poi risalire alla Torre di Castionetto, altro giro attorno e altro panorama da sosta.

Ora si scende a Chiuro per entrare nella cantina Negri, un labirinto interminabile di botti e macchinari per la lavorazione del vino.  L’odore è fortissimo alla fine mi mette un po’ fuori posto lo stomaco, all’uscita niente assaggio ma un po’ di strada camminando per riprendere fiato (e far passare la sbornia).

Si entra in Val Fontana e si sale tra le piante di mele fino ad arrivare al Santuario della Madonna Nera di loreto …. Non può mancare il giro attorno ed il panorama.  Quindi discesa tra i vigneti “Inferno”.

L’ultima salita è quella che porta al castello di Grumello, entriamo e facciamo il giro delle mura diroccate, ristoro con tanto di sciatt e vinello ed infine giù in discesa per i vigneti di grumello.

Le salite dovrebbero essere finite ma ad ogni km immancabilmente qualche ripido strappo in salita non manca.  Arrivo nel centro storico di Sondrio con tantissima gente li ad incitare tutti i concorrenti ed in particolare gli atleti valtellinesi presenti in grande quantità.

Voti:

Percorso 10 e lode: bello, bello, bello (anche se mi aspettavo fosse meno duro)

Organizzazione: 10 di solito quando le partenze non coincidono con l’arrivo, servono navette per le docce ci sono sempre problemi. Qui tutto perfetto , tempi di attesa misurabili in secondi, docce calde, ristori ricchi di bevande e cibo di ogni genere (anche non proprio da trail) , un numero di addetti sul percorso incredibile: si è mobilitata tutta la valle per questo evento.

Ristoro finale 10: Pizzoccheri, bresaolo, formaggio, chiscioi, dolce, acqua e vino ( a volontà)

Pacco gara: 10  un sacco di prodotti tipici (pacco gara pesantissimo da portare a casa) : pizzoccheri, polenta vino, mele, yogurt, formaggio, bresaola, calze tecniche (viola , va beh) e medaglia in pietra scolpita molto originale.

Mac: 7 corsa tranquilla per gustarmi il panorama e disintossicarmi dal bitume di questi mesi!!!

PS.  Già iscritto alla gara dell’anno prossimo!!