Giovedì, Luglio 18, 2019

55 ma Monza Resegone - Il fascino di questa corsa

il sorpasso2 200 x 125Sabato 28 Giugno 2014, ristorante sul lungolago di Valmadrera , stiamo festeggiando il mio compleanno, dall’altra sponda del lago si odono le voci ed i suoni della 10K del Manzoni. Ed ecco la domanda sibillina “ mah tu adesso avrai mica intenzione di riprendere a correre….silenzio ….certo farò qualche corsa le più significative….la Monza Resegone……..Perchè la Monza Resegone perché è una corsa affascinante, un fascino tutto suo, è una gara unica e solo chi l’ha vissuta può capirlo, per tutto gli altri siamo un gruppo di matti. Voglio correrla,  così  da Gennaio mi metto  alla ricerca di due compagni disposti a partecipare, disposti a correrla con me. Così alla fine riesco a convincere Alessandro e Izio. Ale lo conosco bene, con lui ho corso la mia prima Mo_Re, e nonostante lo sberleffo del sorpasso a Santa, quest’anno ha fatto dei grandi miglioramenti, e un testone ma anche un testardo un duro che non molla mai. Izio un runners  discreto, niente chiacchiere e proclami ma quando si tratta di correre lui non manca mai. Eh così la squadra è fatta,

Quest’anno la partecipazione dei Runners alla MoRe è limitata, i forti ed agguerriti, Max Pavan e Recalcati, Tornitower Maffo e Nava, Phil Giuliano ed il socio , e gli outsider RDS Colza ed un amico sponsorizzati dal Bar Gelateria. Arriva il giorno della 55 ma edizione, raggiungiamo la piazza dell’Arengario, è affollata e gremita da una moltitudine di runners, amici, parenti, pubblico e curiosi che passano incuriositi da questa moltitudine colorata, si respira un’aria festosa e di tensione, tutti i partecipanti conoscono le difficoltà che li attenderanno, questa corsa la temono e la rispettano perché è una gara dura, imprevedibile. Troviamo tanti amici, i nostri compagni di squadra, un saluto qualche battuta ed è il nostro momento: Squadra 187 Runner Desio B Maurizio Molena, Alessandro Rimoldi e Francesco Operato, come Francesco io sono Fred, chi mi ha cambiato nome! Foto di rito 3,2,1 si parte, la testa è un insieme di sensazioni contrastanti: l’entusiasmo della partenza, il pubblico che applaude e ti incita, i timori per l’avventura che sta per cominciare e si trasforma in panico, lo stomaco si chiude, quando superato il ponte dei leoni la strada si fa buia e ti rendi conto che fino a quel momento si era scherzato adesso bisogna fare sul serio, non si può più tornare indietro. Partiamo corriamo veloci tra due ali di pubblico, cercando i volti di amici tra la folla, superato il ponte dei Leoni, richiamo Ale all’ordine, rallenta, frena…..In settimana avevamo concordato la strategia avevamo deciso di correre a passo 5.30 e invece stiamo correndo a 4.30 ,4.40, troppo veloci. Ci seguono di supporto in bicicletta Davide dotato di borracce e carta igienica, e l’amico Fabio, equipaggiato con faro potente e contachilometri funzionante. Ale corre in testa davanti, determinato a un passo troppo veloce, io ed Izio dietro, cerchiamoo di frenare l’irruenza di Ale, lo richiamo, lo tiro per la canotta,  lui rallenta e poi riparte. Così corriamo i primi 16 km a media 5.00 e anche meno, Izio commenta”..così ci tira il collo...ci fara scoppiare”  gli rispondo “…digli qualcosa tu perché a me non da retta…se no vado là e gli do un pugno in testa, se no poi ci piantiamo a Calolzio….”. Attraversiamo i paesi il pubblico ci incita e incoraggia, si alternano le salite alle discese tratti bui nel nulla , sempre accompagnati dai ns. corraggiosi ciclisti, che illuminano la strada e ci passano la borraccia. Così scorrono veloci i km, Ale sempre là davanti a tirare, le sensazioni non sono delle migliori, ci avviciniamo a Calolzio, incomincio a sentire i sintomi dei crampi ed una strana sensazione alla pancia, chiamo Davide “ prepara la carta igienica!”.

Raggiungo Ale il volto è stravolto il respiro è affannato, segno che sta entrando in crisi anche lui, entriamo a Calolzio veloce spinti dall’entusiasmo del pubblico e  li ci piantiamo, incominciamo a camminare e raggiungiamo Rosseto, dove ci attendono per il cambio. Un momento per riprendersi, quell’angelo di Ester mi passa il cambio e mi prepara la borraccia con gli integratori ma non riesco a buttare giù più niente, mando a quel paese quel rompi di Iugi e Vito Vomitino ricordandogli le sue gesta su quella salita. Ripartiamo ed entriamo a Erve di corsa, superato il cancello Ale mi chiede se voglio fermarmi li e ritirarci, mai proseguiamo “marcia o muori” fino alla fine. Proseguiamo, davanti a noi un lungo serpentone luminoso che sale, l’ascesa fino alla forcella è un calvario, barcollo sono ormai piegato, fatico a salire e mi attardo, sembra non finire mai, arriviamo al rifugio Ale e Izio che mi precedono, mi aspettano, ecco l’arrivo: squadra 187 al completo. Stupidamente la delusione per aver rovinato la corsa dei miei compagni, non mi fa neanche godere la soddisfazione di aver portato a termine la Monza-Resegone. Tanti hanno sofferto e sono arrivati sfatti e distrutti, tutti entusiasti per aver partecipato a questa corsa . La calca del rifugio accomuna tutti. Mah non è finita adesso ce la lunga e faticosa discesa. Ogni volta ti dici mai più, basta e invece poi…..all'alba ci ritroviamo su una panchina ad Erve con Maffo, Nava e Tornitower e Max distrutti, passano i runners come zombiun saluto un cenno, alla prossima. Questo è il fascino di questa corsa. 

La Momot con l'amica Romena

gess2 200 x 125Ecco, ci siamo. Pronunciano il nostro nome e... Via! In pochi attimi ripenso alla fatica fatta negli ultimi mesi, agli sfottò di tutta la mia squadra, alle volte che ho pensato e ripensato al momento che sto vivendo e... Ora basta, non si gioca +. Si parte. Go! Tutto inizia davanti ad un cuba, dopo una media rossa e prima di un'anima nera, con un "Maru, ho una propostona alla quale non puoi dir di no!" e da lì inizia la preparazione. Giro del mercoledì e giro della monza-resegone, il tutto condito da un "ge, non ce la faremo mai" controbattuto da un "azzo mene, a me basta farla con te divertiamoci!". Purtroppo però, la mia socia si guasta e tra tutore e stampelle, l'idea della momot 2015 svanisce, fin quando, sempre la mia amica zoppa mi dice "oh, ti ho trovato la sostituta, falla con la romena!"
Bhe, non male l'idea, quella è fulminata al punto giusto!
Unico lungo fatto insieme, mi trasmette una carica paurosa, crede nelle mie scarse potenzialità e"bastona" tutti quelli che non credono in noi!
Trentatre km scarsi di fango, guadi e salite, con lei che mi incoraggiava e mi tirava. Non mi ha mai mollata, mai persa d'occhio, mai fatto sentire scarsa o petulante. Lei, grazie a lei ho chiuso la momot sotto le 4h! E tutti zitti, ce l'abbiamo fatta! Tiè! Non smetterò mai di ringraziarti cara Lacry! Un particolare ringraziamento vorrei farlo anche a Clod, Teo e Walter che ci han scortate x 10km circa, a Carlo ed alla Maru che in sella alla moto ci davano la giusta carica, a Iugi che si è fatto trovare in ogni punto ed a tutti i ragazzi che all'arrivo mi han fatto capire che una delle cose + importanti nella vita sono gli amici! 2h10' in mezza? 5h in maratona? Ma che me frega, l'unica cosa che conta è che io, all'arrivo, ho sempre delle persone stupende che mi aspettano e mi riempiono di abbracci anche se passano ore ad aspettarmi!
Questo è quello che conta!

Stockholm Marathon 2015 - La grande pioggia

san gaudenzio2 Giovedì 28 maggio

 Incontro con Davide e la sua bellissima famiglia all'aeroporto. L'avventura ha  inizio.

 All'arrivo la Svezia ci da il benvenuto con una bella aria fresta. E' sera,  pensiamo, domani con il sole sarà tutta un'altra cosa.

       

Venerdì 29 maggio

..E' come ieri sera... Abbiamo capito l'antifona: l'aria ci accompagnerà per tutto il week-end e speriamo solo quella. Dall'aeroporto alla città ci sono più di 100km e il paesaggio è stupendo con bosche e distese verdi.  La città ci accoglie con un traffico bestia: sembra di stare a Milano. E' bella però con i suoi palazzi eleganti, i giardini, i ponti e acqua ovunque.  Il ritiro del pettorale fila via liscio, neanche un minuto di coda. Bello lo stand Asics per il primo shopping "dedicato".  Facciamo un salto allo stadio, per iniziare ad assaporare l'atmosfera ed effettivamente un po' di emozione ti assale.

Il pomeriggio lo passiamo allo Skansen, museo a cielo aperto delle tradizioni svedesi.  Davide e io aspettiamo fuori su una panchina, per non affaticarci e alla ricerca della gnocca svedese... Le famiglie escono dopo 3 ore, sarebbe stato come fare due maratone in due giorni.  Ah, di gnocca neanche l'ombra: sfatiamo questo mito.

Dopo una "veloce" spesa al supermercato, cena salutare a casa il preparazione del grande giorno

Sabato 30 maggio

Ci siamo.  Ore 8 colazione con pasta in bianco, noci brasiliane e preparazone delle "bombe acqua e zucchero" per il prima e il durante.  Ripasso con la famiglia i punti di incontro: 16°, 29° e allo stadio per riprendere l'arrivo.  Andiamo.

Alla partenza incontriamo Davide Casati alla sua prima maratona. Gli facciamo un grosso in bocca al lupo, certo che se l'è scelto difficlle l'esordio...

In griglia sono insicuro: chiedo a Davide se è meglio partire subito a ritmo maratona o più lento.  Il 3:47 di Valencia brucia ancora.  L'esperto dice di andare subito al ritmo maritona (peccato che lui è infortunato sennò l'avremmo fatta insieme).

Inno svedese cantato a cappella, sparo e via!  

Fa fresco, ma non piove... per il primo km, poi ne viene giù un sacco, ci sono 10°C e ogni tanto arrivano raffiche di vento che ti colpiscono come spade. Il percorso non è banale per i vari strappi che ti spezzano il ritmo, ma la gente ti sostiene, urla Heja! Heja! per tutto il percorso, bambini inclusi che sembrano incuranti della quantità d'acqua che gli piove addosso.  Non me lo sarei aspettato dai nordici una partecipazione così calorosa.

I km vanno via bene; al 16° c'è il mio Tommy che passa la bottiglia; al 29° rifornimento mancato (si saranno infilati in qualche negozio) ma non importa, sto bene e le gambe girano.  GRAZIE VAVASSORI! Il freddo si fa sentire, siamo inzuppati.  Arrivo al 41° e vedo in lontananza lo stadio: è fatta. Sinistra, destra e entro nello stadio: emozione pura vedere e sentire tutta quella gente che tifa. Vorrei che quei 300 m non fnissero mai.  Saluto tutti e sento i miei che mi chiamano dalle gradinate; faccio segno all'orologio: 3:47 tiè!

Anche l'arrivo è organizzato perfettamente con teli termici, borracce, ritiro maglietta finisher e pacco senza nessuna coda.

Il ritorno a piedi a casa è una vera fatica e ci vogliono due piumini addosso per riscaldarsi!

Complimenti Davide, Davide e Tiziano, non è stata una corsa facile!

Domenica 31 maggio

Ieri leoni oggi.... Davide e io sembriamo reduci dalla guerra: uno si trascina la caviglia e l'altro le gambe.  Optiamo per un bel tour della città sui pullman turistici.  Niente camminate.

Bellissima esperienza!  E ora si guarda alla maratona del Sole di Mezzanotte...

Maratona di S. Antonio - Marcia o crepa

il sorpasso2 200 x 125Marcia o crepa recita il motto delle Legione Straniera, cosa centra con la maratona? Centra centra , leggete e lo scoprirete.

Ci eravamo lasciati più di un anno fa al termine delle maratona di Venezia, seduto su una bitta lungo Canal Grande, passata la delusione del mancato obiettivo, mi godevo lo spettacolo di una città unica e meravigliosa. Davanti le insistenze di un addetto del servizio che insisteva perché mi alzassi, una riposta secca e perentoria “ue bagai! Io ho fatto la maratona”. Perché che la si corra in 2h30, 3h 28 (è diventato il nuovo limite) 4h 30, una maratona è una maratona, e solo chi l’ha provata sa cosa vuol dire preparare, allenarsi e correre una maratona, i sacrifici la fatica l’impegno. Ma cosa ci faccio alla maratona di Padova, avevo detto mai più maratona. Tutta colpa di Davide Tornitore e Salvatore Patanè (quoque tu Salvatore filii mi!),che da buoni venditori televisi di pentole e materassi, al termine della regata di San Gaudenzio, perché per il vento più che una mezza maratona era sembrata una regata di Coppa America, mi avevano tirato la fregatura così con un set di pentole e coperchi e due materassi in puro lattice avevo vinto la partecipazione alla maratona di Padova.

Eh così vai di mezze, lunghi al parco con Davide e Salvo Fausciana, per preparare la maratona sveglia presto la domenica mattina, perché in settimana non posso allenarmi.  Fino all’ultima settimana di scarico e qui incominciano i guai lunedì mi sveglio con la febbre e una forte raffreddore, martedì tosse e bronchite, venerdì neanche le abili mani del fisioterapista hanno risolto il problema della contrattura alle gambe, diagnosi “troppo stress non le hai fatte riposare, corsa, bici, spinning i pesi…” le premesse ci sono tutte per un ritiro in grande stile. Nonostante i suggerimenti di tanti a non correre,  sabato decido di partire lo stesso e di onorare l’impegno, parto e corro fino a quando ce la faccio, marcia o crepa, si vedrà. Così con Davide e Mac partiamo alla volta di Padova. Ritiriamo i pettorali e poi a cena, al ristorante; i runner li riconosci perché mangiano solo un piatto di pasta, tutti tranne MAC che sceglie gnocchi verdi ripieni al gorgonzola e patatine fritte! Eh poi tutti a nanna, domani sveglia all’alba. Impietosa suona la sveglia a fatica ci alziamo tutti e tre, colazione e trasferimento allo stadio da qui navetta per il punto di partenza, ritroviamo Kekko con i suoi allegri fans e Antonio Davide un po’ assonnato mah gasattissimo. Partiamo insieme io e Mac, lo seguo, passo 5.09 preciso chiacchieriamo un po’, qualche parola con BART un olandese attraversando la campagna, un lungo rettilineo di non so quanti km con una curva ogni tanto, quelli che piacciono a Davide, il percorso è noioso e le sensazioni non sono delle migliori, ogni tanto con Mac facciamo il punto ed il bollettino medico non è dei più rassicuranti. Al 19 km la prima crisi sono svuotato non sento le gambe, quasi quasi mi fermo e mi ritiro, non si può marcia o crepa! Precisi manteniamo 5.09 fino al 27 km, nel frattempo mi sono ripreso, a questo punto cede Mac, che mi seguiva, mi giro non lo vedo più,  il ginocchio ha ceduto, decido di proseguire se mi fermo non riparto più, tanto al 33 mi fermo, mi raggiungerà. Continuo fino al 37 km passo costante 5.09 preciso, incomincio a crederci. A quel punto eccoli i crampi, le prime avvisaglie prima la gamba sx  e poi la dx,  e un continuo alternarsi, rallento cammino un pò di stretching e riparto anche se i palloncini delle 3h 45 mi hanno sorpassato, voglio arrivare alla fine, oramai siamo entrati nella  piazza vedo i gonfiabili sento la voce dello speaker, tra due ali di folla supero il 42 km ed ecco che arriva il crampo la gamba sx si blocca, mi pianto lì, devo arrivare alla fine marcia o crepa , zoppicando percorro gli ultimi metri, tra il pubblico riconosco Patanè che mi incoraggia. La gambe sx si è vendicata di tutti gli strapazzi  ed impietosa si è vendicata togliendomi il piacere dell’arrivo di corsa. Ritrovo Davide, anche lui ha sofferto di crampi, sopraggiunge Mac che ha tenuto duro fino alla fine senza mollare.

Noioso il percorso ma un 10 all’organizzazione, perfetta in ogni fase, bello solo l’arrivo, 10 ai miei compagni di avventura Davide perché anche se non nelle migliori condizioni ci ha creduto e provato fino alla fine, a Mac che mi ha sopportato e tirato fino al  27 km, per aver tenuto duro e portato a termine la maratona nonostante il dolore al ginocchio, all’allegro Kekko che ha migliorato il suo PB, ad Antonio Davide che ha fatto il PB, però dal Vava oltre alla scheda fatti fare anche la dieta pre gara!

Arrivederci alla prossima maratona….

2 Parole sulla Sarnico-Lovere Run

rds 200 x 125Ho fatto questa gara 2 anni fa nel 2013 e mi è rimasta nella mente la sua bellezza……

Ieri mi sono presentato ai nastri di partenza come “accompagnatore”….sveglia ovviamente all’alba…..arrivo a Sarnico e vedo molta gente che conosco….ormai è un po’ di anni che corro….ritiro pettorale e giù sul lungo lago per mettersi in griglia…sopra le nostre teste vola un elicottero che riprende tutta la marea umana…..musica a balla e si parte ,noi siamo in fondo visto che dobbiamo partire piano….. i primi2 km sono un po’ lenti e difficoltosi per vie delle strade strette di Sarnico e del numero di partecipanti in continuo aumento , siamo in 3300 poi una volta che il biscione si allunga si corre bene…..incontro qualche

Runners Desio , Vola Keniano vola!!!!e tutto il ROTOLO TEAM poi incontrato anche al ristorante , all’arrivo poi troverò anche ALE con cui ho scambiato qualche battuta…..lui ha fatto un tempone….rispetto al 2013.

Il tempo non è clemente……non tanto x la pioggia che ogni tanto si fa’ sentire ma per il fatto che certe gare hanno bisogno della luce dei colori per restarti impresse nella memoria…..il percorso è affascinante … costeggia il lago d’iseo completamente chiuso al traffico ,si attraversano 3 gallerie la prima delle quali è completamente buia infatti ha creato parecchi disagi (all’arrivo si viene a sapere che sono state sabotate nella notte , evidentemente a qualcuno ha dato fastidio il fatto che abbiano chiuso le strade x 4 ore fregandosene del fatto che questa corsa abbia attirato più di 3000 runners venuti da tutt’ Italia.

L’arrivo sempre spettacolare tanta gente ad aspettare i propri cari , incitando ed applaudendo e passerella finale nel porto turistico di Lovere.

Dopo gara tutti al ristorante ce ne sono tantissimi convenzionati con la corsa e con 15 euro si mangia onestamente.

Che dire…..corsa consigliata a tutti è una bella gita da fare in gruppo….noi a pranzo eravamo in 26 io ero ospite con il gruppo della DI.PO Vimercate e di RUNSCEL.

Organizzazione ai massimi livelli…..se due anni fa c’erano state delle pecche…adesso è fatto tutto alla perfezione dal ritiro pettorale al deposito borse , ristori ,medaglia finisher pacco gara finale e recupero borse a Lovere.

A mio modesto parere molto meglio della STRALUGANO e della Maratona del Lago Maggiore.

Spero l’anno prossimo di essere ancora della gara , magari come primo lungo in vista di una maratona estiva……magari in nord europa……magari dove si beve la vodka…..

Sarnico Lovere come dice Davide deve far parte del curriculum di ogni runner.

La maratona vista da..... MIA COGNATA

Quando penso alla maratona o in genere alla corsa mi viene sempre in mente una frase che ha fatto storia: una frase che forse non tutti conoscono... 

"Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E immediatamente riesci a correre un po' più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all'esperienza. Puoi volare molto in alto. ( Ayrton Senna)" 

Ebbene, questa frase rispecchia alla grande la tua prima maratona. Grazie a questa determinazione, sei arrivato lì..al quel traguardo. Un traguardo che è stato raggiunto con tanti piccoli passi, o meglio con tante piccole corse che ti hanno spinto sempre un po' più in là fino al quell' ARRIVO. Ricordo molto bene quel trentacinquesimo chilometro mentre  eravamo lì ad aspettarti: una miriade di sensazioni ci sovrastava, gioia, ansia, paura di vederti crollare ma non è successo! Hai dimostrato che la forza di volontà è tutto, certo con qualche vescica e qualche litro di liquidi in meno. Però la felicità di arrivare fino in fondo, tagliare il traguardo e ricevere la medaglia è stata la soddisfazione più grande e tutta la stanchezza è andata via perchè eri felice di avercela fatta. Quella domenica ti ho promesso che mi sarei allenata per poter fare la prossima maratona ma conosco il mio limite e non potrei mai riuscirci. Preferisco rimanere lungo il percorso ad incoraggiarti, magari la prossima volta con un mega panino e una sedia a sdraio. Sarò lì ad immortalare i momenti come quel 12 aprile.

La tua cara cognatina!