Giovedì, Luglio 18, 2019

la prima maratona a 56 anni

roberto2è così la prima maratonaè arrivata,che come il primo amore non si scorda mai.bisogna fare un passo indietro di ben 3 mesi quando decidiamo io e carlo di fare la gara regina,anche perchè se sei un runner desio o la fai o rimani un tapascione...comunque dopo 3 mesi di allunghi,ripetute,lunghi,lenti,medi, corti,trequarti di alimentazione curata,questo lo mangio, questo non lo mangio,questo ti fa bene quest'altro ti fa male dopo aver provato gel barrette e quant'altro alla fine mi presento alla partenza di verona(una gara che pensavo non l'avrei mai fatta)bello rilassato e tranquillo,tant'è veroche con me ho il cell x fare foto e filmati.comincia l'avventura parto con carlo a fianco,ben sapendo che mi farà tribolare i primi km devo frenarlo perchè stiamo andando veloci abbiamo fatto una tabella di marcia bisogna rispettarla vero carlo? fino al 15 km tutto bene poi al ristoro non trovo più carlo,continuo con lo stesso passo ho davanti a me il palloncino delle 4 h fino al 20 km gli sto dietro comincio ad avvertire che ho qualche problema al 24 km rallento perchè il dolore dietro al ginocchio è sempre più fitto,improvvisamente chi vedo davanti a me? carlo.l'ho raggiungo ci carichiamo a vicenda è continuiamo a correre facendo qualche foto e filmato tanto il tempo ormai è saltato non sono l'unico con dolori mentre corriamo incrocio altri runner che sono messi anche peggio di me mancano ormai pochi km ci siamo carlo mi stacca x andare a prendere michela una runner conosciuta 2 o 3 km prima.finalmente arrivo al sospirato traguardo svuotato di ogni energia e filmo il mio arrivo come ricordo di questa impresa.ringrazio tutti i runner che mi hanno sostenuto il mio compagno carlo e un bravo ai neomaratoneti alfredo e vittorio x il loro pb un saluto e alla prossima maratona

Verona prima maratona - nov. 2015

alfredo15 novembre 2015, ore 8.50

... comincia l'avventura, sono all'interno dei cancelli di partenza, ho perso i miei compagni Carlo, Roby, Vittorio che come me correranno la prima maratona, la gara è lunga "mi dico",  li rivedrò più avanti

La checklist che mi ero prefigurato ora si limita a sentire le mie sensazioni, un misto di tensione assecondata da tanta voglia di correre, anche solo per coronare tutti i km di allenamento - troppi per i miei gusti - basati su un piano selfmade che poi, anticipo, risulterà inadatto e al quale darò la colpa per le gambe sempre più pesanti dal 34km.

Se gli errori servono, ecco un onesto mea culpa!

L'attesa è lunga, complice il  mio posizionamento sul fondo per mancanza di tempi in gare precedenti - solo da poco scopro che esistono dei cancelli d’ingresso che spalmano gli iscritti lungo tutto il tratto della partenza - così vedo davanti a me le migliaia di partecipanti, in modo palpabile tutti più o meno tesi e, per contro, girandomi, i più rilassati runners della 10km

Il mio Garmin, preso poco più di un mese prima, quasi sempre unico mio compagno di allenamento e trainer integerrimo nell’avvisarmi i fuori tempo durante gli allenamenti, segna le 9 passate ma siamo ancora fermi; già, la partenza è ritardata, il silenzio a commemorare le vittime di quei bastardi terroristi, è coperto, almeno nel fondo della linea di partenza, dal continuo via vai delle persone e un clima che rimarrà comunque festaiolo per l’intera durata della manifestazione

Tra la folla dei runners anche i palloncini colorati dei pacemaker, il loro svolazzare, complice la loro leggerezza, non si amalgama con la mia attesa e la mia mente vaga a molti anni  prima quando correre la maratona era un sogno rimasto a suo tempo non soddisfatto, non per ozio o pigrizia,  ma perchè i sogni, proprio come i palloncini davanti a me, rimangono sempre pronti a sfuggire e diventano raggiungibili solo se portati a terra, ancorandoli alle nostre motivazioni: stavolta il mio sogno l’avevo “preso”- circa a fine luglio senza preavviso scatta qualcosa nella mia testa di cominciare ad allenarmi per la maratona - con un piano di allenamento che km dopo km ha alimentato la mia convinzione che fossi sulla strada giusta per portarlo a termine, donandogli così un’anima che sarà poi quella voglia di correre che provo ora alla partenza.

Il muoversi delle persone intorno a me mi riporta alla realtà, muovo i primi passi, sì sono emozionato sapendo che poi non smetterò di avanzare passo dopo passo per 42km, una cosa insensata a rigor di logica correre così a lungo qualcosa di fine sè stesso, ma lo stesso filo invisibile che trascina me è in ciascuna delle persone che con me stanno correndo: è la forza dei sogni, è la voglia di sentirsi vivi, è il gioco della sfida!

Ora però l’attenzione verso la gara è totale, senza mai abbandonare la leggerezza del sogno che mi sosterrà per l’intera competizione.

E così per i primi 20 km tutto fila liscio, con i tempi leggermente più alti rispetto a quanto avevo deciso; molti mi invitavano a partire con l’idea di finire la maratona senza mettersi un tempo di riferimento, ma preferivo uno stimolo aggiuntivo mettendo un tempo, per me comunque a portata, che sarà quello delle 4h. Beh..se fossi stato costretto a ritirarmi sarei stato solo io a pagarne le conseguenze di questa scelta,  ma rimaneva forte la convinzione di riuscire a mantenerlo

Circa al 13esimo km incontro Vittorio, giusto il tempo di dirsi “tutto bene” per entrambi che lo perdo di vista al ristoro ormai prossimo; mi soffermo per bere qualcosa - durante l’intera gara solo liquidi non prenderò nulla di solido ai ristori tranne i miei integratori e gel - e ripartendo incontro Roby. Per un momento penso che il mio garmin non stesse funzionando bene, sapevo che Roby ligio ai piani avrebbe tenuto dei tempi più alti dei miei, ma in quel momento lungi dal fare calcoli mi sono riaffidato al mio trainer e delle mie sensazioni positive e  così salutato ho proseguito, assicurandomi che anche per lui la corsa stesse proseguendo nel migliore dei modi; vero che eravamo ancora lontani dalle pene del fatidico muro.

Un paio di km e incontro Carlo, capisco tutto bene quando comincia a parlarmi di tempi e medie e palloncini delle 4h, mi dice che comunque preferisce attendere Roby, così ci salutiamo e avanzo nella mia gara. Grande Carlo e suo spirito sempre positivo!

Il tempo scorre velocemente, sono al giro di boa,  si ripassa dal via con la gente che applaude e incita; i sostenitori runnerdesio non sono molti, ma si fanno sentire, eccome! Grazie è un piacere sentire le vostre incitazioni!!

Alcuni km ancora in città per poi riprendere in parte lo stesso percorso della prima tornata, supero i cartelli dei 26km, ancora bene, raggiungo Antonio o almeno rimango qualche metro dietro per qualche km perchè intorno ai 30km sento che le gambe non girano più come prima, nulla di preoccupante ma è come il leggero mal di testa, lo reggi sperando non peggiori. E invece km dopo km le gambe accumulano pesantezza: seppur fiato e sensazioni generali tutto bene, le gambe girano sempre meno e sono costretto a diminuire il mio passo. Nulla di male “mi dico”, mi sintonizzo sulle mie gambe e cerco di impostare un ritmo che ritengo adeguato.

Costeggiamo il fiume,  i km fatti aumentano, ma non con la stessa velocità dei primi, e il falsopiano mi costringe a rallentare ulteriormente. Siamo intorno al 35km, nella mia mente è quasi fatta ma al tentativo di accelerare le gambe si rifiutano di aumentare anche solo un secondo al km, così cerco di portare a termine la gara nel migliore dei modi. Nel frattempo mi raggiunge Vittorio - cavolo le mie gambe mi avevano offuscato la vista, chissà quando lo avevo sorpassato - e come la prima volta mi sorpassa anche se lamenta come me gambe pesanti.

Lasciamo il fiume e i campi, aumentano le case, ormai siamo in città, la gente si accumula e di pari passo la pesantezza alle gambe, trovo un sostegno nel mio trainer che lampeggiando mi indica 40km fatti. Penso che sarà difficile mollare ora, e cercando di allontanare il pensiero dalle gambe lo concentro sull’arrivo oramai a portata!

La presenza di più gonfiabili mi confonde, ma è questione di poche centinaia di metri e quando vedo il cronometro ufficiale della gara capisco che è veramente finita.

Grande gioia, non sento più le gambe pesanti solo perchè riassaporo la leggerezza del sogno che mai mi aveva abbandonato!

(Dedicata a mio padre che a suo modo mi ha spesso accompagnato durante gli allenamenti)

Buona corsa a tutti!

Alfredo

Maratoona di Verona 15.11.15

carloc1 200 x 125E' fatta, avete tempo, il mio commento è lungo quanto quasi la maratona, siete pronti? 

Quello che fino a sei mesi fa  era impensabile, è diventato realtà. Ho fatto la mia prima (e ultima dicevo) maratona, con il mio amico e socio di corsa Roby Saitta. 

Cronaca! 

Manca meno di un ora alla partenza e siamo ancora vestiti, non ci sono i pacchi gara e soprattutto i pettorali, arriva Carrara (grande runner), con il cartone con tutti i pettorali, degli R.D.. Ci affrettiamo nel prenderli, per poterci preparare velocemente, approfittando di una panchina, io, Roby e Alfredo altro debuttante in maratona, mannaggia a lui che poi ci ha rifilitato ben mezz'ora. Molti priliminari saltano, creme, massaggini e altro, mancano circa 30 minuti, dobbiamo far veloce, e come sempre devo far pipì e altro, sono un pò teso, e approffitto dei servizi a pagamento, no fila, no tempo perso. Siamo pronti, una fila interminabile per posizionarci nella nostra griglia, che avrebbe dovuto essere una delle ultime in fondo, non avendo ancora realizzato nessun tempo in maratona, e così ci ritroviamo in seconda griglia con quelli piu' forti di noi. Mancano alcuni minuti, guardo Roby e dico : "Ti rendi conto, siamo alla partenza della MARATONA DI VERONA". Sono un po' teso, come sempre mi capita alla partenze, ma sentendo lo sparo si parte. Alcuni minuti di cammino, corsa frenata, si incomincia con il ritmo, troppo forte? Troppo piano? Chi lo sa? Adesso siamo nel gruppone, man mano che si sgrana prendiamo il nostro passo, 1 km., 1,5 km, Roby mi dice : "Piano, vai piano, stai andando troppo forte", Quindi decido di rallentare un pochino, vengo di nuovo richiamato all'ordine dopo un minuto : "Ca ....o a quanto andiamo? ". Guardo il mio Garmin : 5,20 al km., e comunico a Roby che andiamo 5,35 al km..  Lui dice : "No, no non va bene, dopo la paghi come sempre", ok decido di rallentare, ma Roby è sempre dietro per frenarmi, purtroppo siamo abituati ai 10 k. o ai 21 k., e correre con il freno a mano tirato non è facile. Passano dei kilometri, siamo sempre a 5,35 di media, Roby costantemnete mi dice di rallantare, incomncio a capire che forse è mglio così, ci stabilizziamo. Ad ogni km. la media sale di qualche secondo. Al 10 km. tutto ok. Ogni ristoro ci fermiamo, verso il 12 km, non vedo Roby . ma mi raggiunge subito, al 15 km. ristoro, acqua a six, sali e integratori a dex. Io bevo acqua, Roby decide per i sali, e rimane in fila, ci perdiamo  di vista. Nel frattepo arriva il pallonci delle 4 ore e decido di seguiralo a fatica, lo tengo per circa 1 km., ma mi accorgo cheva  troppo forte, infatti gurdando il Garmin mi conferma 5,20 al km. : "IMPOSSIBILE STARE LI".  Rallentando lo lascio e aspetto Roby, mentre nel frattempo arriva Alfredo, corro qualche secondo con lui ed ho l'impressione di potercela fare benissimo, decido comunque di rallentare perchè voglio Roby, ed ecco arrivare Piccolotto, mi sentirei di correre anche con lui, ma lascio nuovamente con lui il sogno delle 4 ore. Subito dopo mi accorgo che dietro di me arriva il sedondo palloncino delle 4 ore, e con lui anche Roby, riprendiamo il cammino.  Ed eccoci in piazza per i 21 km, vedo mia moglie, urla talmente tanto che la sento già da 100 mt prima, mi incita (che coraggio), passo la mezza a 2,01, abbastanza buono, ma il sogno incomincia a svanire.  Verso il 25/26° km., la fatica comincia a farsi sentire, rallentiamo drasticamente e il sogno svanisce definitivamente, a questo punto quello che conto è poterla portare a termine. Vedo alla mia sinistra un bellissimo ponte, ma prima di salirci, abbiamo dovuto effettuare un' andata ed un ritorno lunghissimi. Durante l'andata abbiamo incrociato sul lato opporto Carlo Mussi che cammiva, "Peccato ho pensato, i soliti crampi", speriamo si riprenda. Arriviamo in fondo, circa al 30 km. ci ristoriamo, riprendiamo  e le gambe sono durissime, molto difficile ritrovare il ritmo, ma riusciamo. Finalmente raggiungiamo  quel ponte bellissimo, andiamo, andiamo, andiamo, 32, 33, 34,35,36, dico a Roby che da quel momento in poi non ci possiamo piu' fermare, qualsiasi cosa accada, anche se il crampo o la contrattura che arriva inersarible ad ogni gara, incomincia a farsi sentire. Dal 36 al 40 circa, Roby è dietro di me di una decina di metri, e non capisco il perchè, vedo Ghè Carlo (Mussi), che indossa il suio maculato, capisco che qualcosa non va in lui. Lo affianco, è freddo come un freeezer, nel frattempo arriva Roby, vogliamo aiutralo chiamando qualcuno. ma lui ci incita a proseguire. Io riparto e subito dopo Roby mi segue, dicendomi di andare che si trova in acido lattico. Mancano circa 2 km., ormI siamo a ben 4 ore e 20 minuti circa di corsa, le gambe sono dure, dure, come non mi era mai capitato, il crampo mi affligge ma riesco a continuare la corsa, A circa 1 km dal mio sogno di coronare la maratona, trovo una ragazza, che alterna la sua corsa con la camminata, in quanto è in difficolta (vomito),  le dico che la corsa è quasi finita e d'istinto la prendo per mano e aumento il ritmo, trovando in accordo con lei la giusta andatura, confermata dal Garmin a 5,40 al km. INCREDIBILE!!. Vedo i gonfibili, il tappeto, l'arrivo, mia moglie che urla, Max, mi incitano, non mi sembra vero, mancano solo pochi metri. Mi dispiace solo che Roby non è li con me, per solo pochi minuti. E' finita, spingo Michela che passa il traguardo prima di me. Vedo mia moglie che è pazza di gioia, ed allora mi rendo conto che ho oltrepassato la linea. E' FATTA, E' FINITA !!!!!!!  4,31 ma è solo un numero non conta niente, alzo le mani come se avessi vinto.  In quel momento mi sono sentito vincitore. Arriva Roby ci complimentiamo , siamo ancora tesi perchè Mussi non si vede, ma dopo qualche minuto arriva, gli prestano i soccorsi e finisce tutto bene. Una giornata indimenticabile. Ora penso già alla prossima, potrò migliorare, ma la mia prima non la potrò dimenticare.  Carlo61

Premio "Letterario" 2014

patane 4 200 x 125 ...e finalmente mi sono deciso a riscuotere il Premio, cena per due, messo in palio da Alessandro Rimoldi, quale cronaca più simpatica scritta dai Runner Desio nel 2014.

Dopo la splendida cavalcata sotto la pioggia a Monza , e sottolineo splendida (30 Km in 2.47.40) ,  Sono stato all'Osteria DEL BINARI ; là dove esercita il nostro Rimoldinho in qualità di Chef.

Che dire? si chiama Osteria del Binari, ma della tipica osteria spartana ha solo il nome; l'ambiente è fantastico; apri la porta ed entri in un ambiente con luci diffuse, caldo e odori intensi , molto soft e con un bellissimo pergolato.

Era lunedì 14 settembre, locali quasi pieni...alla faccia della crisi !!!.

Lo staff numeroso, preparato, attento, puntuale, disponibile ci ha accolto con allegria e con un pizzico di curiosità ; aspettavano forse un Top Runner?

Veniamo accolti con un calice di Prosecco  accompagnato da verdure in pinzimonio , crostini con patè di fagianella e  cestino di panini vari e brioches salate.

Poi arriva il sommelier - una splendida ragazza - che ci ha consigliato un ottimo abbinamento.

Ottimi i piatti elaborati dalle mani sapienti del nostro Chef Alessandro...su tutti un favoloso il risotto con funghi!

Grazie Alessandro , per una sera ho smesso i panni del Terrun e messi qualli del Lumbard.

Grazie anche da parte di Urbano che ha molto apprezzato.

Alessandro, come Runner sei arrivato al top meritandoti l'appellativo di Rimoldinho (sinonimo di fuoriclasse) , ma come Chef sei insuperabile!!

......all'anno prossimo.

Grazie da Salvatore

Venice Marathon 2015

salmaso1 200 x 125La mia prima maratona, che dire, un'esplosione di emozioni! Si comincia alla partenza, quando siamo tutti pronti e un po' infreddoliti, impazienti di iniziare questa impresa, e il mio coach che mi chiede: "Sei pronta?!" e io rispondo: "te lo dico dopo"! E poi il via, la luce di Ottobre e il sole che comincia a scaldarci piano piano, il fiume d'acqua e di gente che ti danno energia nel passo moderato e veloce che deve essere....Si corre in mezzo ai bei paesini veneti, il calore della gente che grida "dai che ce la fai!" e che inconsciamente ti fa allungare la falcata...Ma, c'e' il mio coach che mi allerta subito di dosare le energie, e nella corsa decidiamo le tappe veloci in cui fare "benzina" per le gambe.La  musica che in ogni paese ci rallegra l'umore e' quel qualcosa che ti fa proseguire senza pensieri ..sino all'arrivo del tratto, forse per me, piu' impegnativo: all'orizzonte un "drittone" lungo circa 5km e non siamo ancora in Venezia, la stanchezza un po' si fa sentire e chiedo al coach di alternare un po' il passo alla corsa, cosa che, avvistando la sagoma delle torri e le chiese di Venezia, un po' va a svanire e il turbo, piano piano, torna a funzionare. Ed ecco l'emozione dell'ingresso alla bella citta' di Venezia invidiata dal mondo intero, il su e giu dei ponticelli sino a quel capolavoro di ponte galleggiante creato "solo per i runners"! Ci passiamo, ci batte forte il cuore e il sorriso immortalato nella foto ricordo, e via di corsa in Piazza San Marco, dove vai avanti per inerzia e per la folla che ti guarda con ammirazione! E poi, apri il cellulare, compagno di tempi e fotografie e, si spegne! Il mio coach e' alterato alquanto, siamo all'arrivo e neanche una foto da poter fare! Quando arriviamo sotto al gonfiabile del traguardo, ci prendiamo per mano e passiamo insieme l'ultimo "ostacolo" e in quel momento la foto piu' bella e' rimasta nei nostri cuori!!      

MOMOT 2015. TUTTA COLPA DELLA MARU

trio2 200 x 125Momot 2015. Tutta colpa della Maru

Con la banale scusa di una caviglia slogata, poco più di un mese prima della gara, Maruska da buca alla compagna Gessica e mi rimpiazza a posto suo; (stai invecchiando, cara Maru, manchi di fantasia, solo due anni prima per bidonare me alla stessa gara ti eri fatta venire una malattia che non ha nessuno).
Comunque siamo in ballo. Pochi allenamenti insieme, la Gè si affida totalmente a me: Lacry, cosa mangio? quanto bevo? cosa metto ?...ma devo dormire a casa di Iugi o a casa mia?.. e io le so tutte, anche se me le invento al momento. ..io dovrei essere quella forte. Aiutoooooo!!!!
Passo un paio di giovedì al bar e vedo che c'è grande partecipazione dei runners, ognuno dice la sua: guardate che è dura; comunque importante divertirsi; arriverete su per le 15. Pochi ci credono anche che possiamo farcela... ma noi, NE SIAMO CONVINTE!
E arriva la fatidica mattina, ci si veste da runners cattive, e che Dio ce la mandi buona. Maru è lì alla partenza. Lei la gara la fa con noi, non ci mette le gambe, ma tutto il resto sì.
Si parte. Lungo il percorso un sacco di sostenitori. Appena fuori dalla Villa Reale c'è Mao che ci da un passaggio, e poi gli angels Clod, Matteo e Valter che ci fanno compagnia per una decina di km, e Anna con la sua mega macchina fotografica; Maru e Carlo sono praticamente dappertutto, c'è Iugi con Mattia, Pozi con Mara, la mia famiglia, persino il guffazzo Vitto con la bellissima Ester. Cavolo Gè, c'è troppa roba in ballo, non possiamo fare figure...
....E ridendo e scherzando passiamo gelidi fiumi, scaliamo alte montagne, attraversiamo lunghe e tenebrose foreste, non come quelle che attraversarono i nostri avi l'anno prima ma più o meno simili.E io continuo a fare i conti con il tempo, e la Gè mi viene dietro...la mia piccola Gè, non molla e non molla.
Vedo il cartello dell'ultimo km e mi vengono i brividi... ci stiamo dentro alla grande.. ma Gessica non lo sa, non ha l'orologio, e a testa bassa spinge passo dopo passo fino alla fine.
....Ma quanta gente voleva vederci piangere all'arrivo? Grazie a tutti amici, grazie Gessica di avermi fatta vivere vicino a te un'emozione così grande. Comunque tutta colpa tua, grazie sopprattuto a te amica Maru!
....ma pensandoci bene, cosa c'è voluto per fare la Momot in 3h 50? .. Un cazzo signore, un cazzo !!!!