Mercoledì, Gennaio 23, 2019

Maratona: un' altra fatta...

ciaciverx sitoUnica dura e tutta d’un fiato. Questo per me è quella gara. Noiosa ma affascinante. Ti metti alla prova e il protagonista è lui. Quel cronometro che ti giudica impassibile sulla tua prestazione.
Una distanza dove solo negli ultimi chilometri capisci cos’è fare e portare a termine una maratona. Quei metri dove la testa fa la differenza. Dove solo il maratoneta la risolve e la porta a termine. E’ inutile pensare ad altro, la maratona è quello! E lo sa bene chi la porta a termine. Non si scherza e si fa sul serio. La verità lo si scopre all’ultimo. Quei chilometri dove il podismo amatore corre di più con la testa che con le gambe e se non bastasse ci aggiunge la grinta, il cuore e la passione… Già la passione per una gara tutta dritta, tutta asfalto e tutta d’un fiato. La sfida! Dire l’ho portata a termine. Ho tentato quel tempo. L’ho finita!

E anche questa volta mi son messo in gioco. E anche questa volta ho trovato le motivazioni per portare a termine quella gara cosi dura per me e non solo. Cosi mi decido per l’ennesima volta di fare quella sfida.
La testa non è quella delle prime volte, anzi so cosa mi aspetta e quindi non sottovaluto niente. Incomincio a cercare il tempo per allenarmi, poco a dir la verità. Riesco ad allenarmi quei mesi che ritengo il minimo indispensabile per portare a termine quella gara.
Con me questa volta a seguirmi in questa avventura c’è Enza alla sua prima esperienza.Ed è questo forse il motivo che mi spinge a tornare a fare la mitica distanza. Mi segue mi ascolta e giorno dopo giorno e si allena con me. Vedo che fa progressi pian pian che passano i mesi e sono fiducioso nel suo successo.
Obiettivo è farla in quattro ore.
Io è da tre anni che non faccio più i 42 chilometri e rotti per vari infortuni, e cosi pian pian andando in montagna tra corsa e cammino riesco a tornare a correre cosi da essere abbastanza in forma per iscriverci alla Verona Marathon. Non che non avessi risolto i miei problemi di vari acciacchi in questi tre anni, però il cammino e corsa tra i monti in modo tranquillo mi alleggeriva dai carichi podisti pesanti che tenevo prima. Una sorta di riposo attivo. Mi passa lo sperone calcaneare e cosi riprendo a correre. Quello che mi lascia dei dubbi è un dolorino all’anca che mi seguirà per tutta la preparazione. Ma son sempre cauto sulla riuscita dell’impresa. Però insieme a Enza ho deciso e ci proveremo.
Oggi siamo pronti al traguardo, siamo pronti alla sfida, dubbi e perplessità si abbandonano, oggi si correrà. E la risposta sarà negli ultimi chilometri. Lei alla prima maratona e io una riconferma sulla distanza.
E gli ultimi chilometri ci daranno quella risposta.
Ma torniamo a quel giorno. Qualche crisi al ventesimo di Enza e io che rallento l’andatura leggermente nella speranza che sia un momento passeggero. So che è tosta! Anche se prematura come crisi, credo che difficilmente mollerà. Si alimenta e tutto sembra passare. Poi al 30° km sono io a capire che sono prossimo ad una crisi. Riconosco i sintomi e capisco che è il momento di tenere duro. Mancano una decina di chilometri e ora devo incominciare a correre con la testa, devo rispettare i 5’40 a chilometro per passare al traguardo sotto le 4 ore. Non per me, ma per lei. Son sicuro che l’avremmo finita insieme e son sicuro che come avrei corso al suo fianco in caso di crisi sua, lei avrebbe fatto lo stesso con me. Ora dovevo gestire la fatica e incominciare a razionalizzare le forze per arrivare al nostro obbiettivo.
Negli ultimi chilometri, come al solito i più duri, lei viaggiava alla grande, forse perché arrivata molto bene allenata e forse per l’euforia della prima maratona. Tira e ancora tira… Mi rendo conto che se rallento leggermente arrivo lo stesso in 4 ore e non rischio di saltare. Cosi con lei avanti un metro a spingere sull’andatura, arriviamo al 42 km! Qui nella mia testa un solo pensiero: gustarmi forse gli ultimi metri di una gara che per tante volta mi ha fatto soffrire! Cosi gli dico: ” e fammi godere questi ultimi metri!”.
Allora rallenta, si affianca e prendendoci per mano passiamo sotto il traguardo con il cronometro fermo sulle quattro e un real time minore di una manciata di secondi. Obbiettivo raggiunto, sfida vinta.
Anche questa volta ce l’ho fatta.
Questa volta abbiamo vinto la nostra corsa, questa volta siam stati premiati degli sforzi e allenamenti fatti. Abbiam vinto la regina delle gare, abbiam vinto la nostra personale battaglia. Quella personale sfida che vive in ogni maratoneta e lo spinge ogni volta a rilanciarsi in queste avventure.
Brava Enza sei stata grande.
Ora abbiamo una maratoneta in più…

Commenti  

 
# tornitower 2016-11-23 17:06
Bellissimo Racconto !!Grazie anche a te, era da un po' che sul nostro sito non venivano pubblicate queste belle storie di corsa.
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# maruska 2016-11-23 17:33
Complimenti RUNNERS! Siete stati grandi!
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# nonno 2016-11-23 22:27
Ci voleva Ciaci e Enzina per tornare a commentare le cronache....... .bravissimi anche per la maratona
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# mara 2016-11-24 10:24
Fantastici! Davvero complimenti
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# Ciaci 2016-11-24 14:06
Su su...
Carta e penne e raccontate quel che si prova.. :)
Grazie. È andata bene, piaciuta. E bel gruppo a pranzo..
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# ENZA 2016-11-24 23:42
Aspetto di leggere qualche altra esperienza al femminile, suuuu
Comunque grazie
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# marco maffeis 2016-11-25 13:14
Bravo Ciaci!!
complimenti per la gara e il racconto!!
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# Ciaci 2016-11-27 22:51
Grazie Marco. Cmq tu fai un gran lavoro ai RD. Dedichi molto tempo, complimenti e Grazie a te... :)
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