Giovedì, Marzo 21, 2019

FIRENZE MARATHON 2012 - SPETTAHOLO! 'UN CI SE LA IMMAGIN'A MIHA!

Si chiude il sipario, lo spettacolo è finito, ma nessuno di noi si vuole alzare in piedi per lasciare la sala, qualcuno parla già di volere una replica…e così si attende di leggere la recensione, qualche riga che tenti di raccogliere le impressioni generali.

Oltre all'evidente spirito sportivo, si può con certezza affermare che tutti i presenti siano stati accomunati in questa nuova avventura da una sana amicizia rafforzata dall'esperienza condivisa e dal divertimento spensierato di chi si lascia andare in questo piccolo mondo a sé, la corsa, come all'approdo sicuro. E' un mondo fatto di persone in carne e ossa che "ci sono e ci stanno provando" lì, come nella vita e lì nessuno è solo. Questo è quello che riesce a fare lo sport alle persone di sport: le appassiona, le rende vive, le carica di significato, da loro uno spazio e una possibilità.

La nostra trasferta a Firenze diventa come una grande famiglia che parte per una scampagnata…in questa storia c'è un pulmino, un "motorino", ci sono gli sbarbati, c'è il nonno, ci sono le zie, ci sono le cugy, c'è la parente lontana che arriva dall'estero…insomma si parte, ci siamo tutti e qualcuno si aggiungerà là sul posto.

Si tenta di ammazzare il tempo imparando il Romeno base, quello che nella vita serve sempre e il tono di voce all'interno dell'abitacolo del megamonovolume arriva vertiginosamente alla soglia critica dei 110 decibel, ricordo per chi legge che dentro ci sono 5 donne, Schiatti e il Banana e vihodettttotuttttto! Nei confronti di Iugi decidiamo di adottare la tecnica del "non parlate al conducente" dopo un paio di sue distrazioni, la nostra vita ci sembra più cara della sua compagnìa.

La sistemazione all'hotel parte bene…speriamo di trovare un confortevole ambiente e taaaac ci ritroviamo la nazionale italiana di rugby nella hall. Silvia parte con le ripetute per agganciare questo e quello per le immancabili foto di rito e si vede che la ragazza ne sa ed è preparata, ci sono anche gli abbronzatissimi top runners che saliranno sul podio l'indomani e prezzemoLinus davanti all'ascensore, che finge di non rionoscermi e mi sorride staticamente mentre esterrefatta lo addìto in modo quasi discreto. Quello che accadrà da lì alla partenza è indescrivibile, c'è chi ha riso fino alle lacrime. Gli sfottò, i falsi incoraggiamenti fra donne, coloriti scambi verbali, il furto con destrezza dei mitici Silvia's ciapamerda (pantaloni a cavallo basso inseriti nella moda alla voce "tempo libero ma anche no"), indossati poi dal Banana a colazione e poi una delle scene più belle del week-end…la rivendicazione del maltolto da parte della proprietaria nei confronti della sottraente, al secolo Sig.ra Vicol (il racconto nello specifico decido qui di ometterlo per darvi libero sfogo di poterlo fare durante i vs incontri del giovedì sera al bar). Ma si sa la sportività è nel ns DNA e le risate sono piovute da ogni parte come manna dal cielo per chi si stava facendo il pieno di energia prima dell'evento. Tutti in griglia, Renzi fa in tempo a salutarci, foto, pacche sulle spalle, sguardi e respironi.

Eccoci in gara, pronti come nella vita a "ricominciare dal km 0", e qui i maschietti non me ne vogliano, ma un pensiero va alle mie compagne di squadra, a queste piccole grandi donne e so che tutte faranno del loro meglio per arrivare fino in fondo, l'ho visto nei loro occhi. Io ho un motore speciale, una telefonata della sera prima e ora sono sicura, anch'io come loro ho gli stessi occhi. Lo start, l'applauso, la partenza, tutto come di rito! Passo dal 30°, guardo il tempo 2:50, mi sento volare, sto bene, il tifo e la città sono splendidi, ma al 35° il sogno di chiuderla in 4 ore svanisce, la mia rotula fa i capricci, il troppo carico la fa cedere a tratti. Al 37° sento un dolore fortissimo al dito del piede e penso alla solita unghia che fa ciao ciao, saprò solo più tardi che è un bel taglio (state mangiando? no vero?)...il resto ve lo risparmio, ma credetemi un bollettino di guerra. Faccio quel che posso, corro, anzi corricchio e mi dico "io ci sono e ci sto provando". A Ponte Vecchio un signore anziano in cappotto blu mi urla "chi molla, non vince", prendo e porto con me anche quella voce, ne ho tante dentro e il mio motore non lo spengo, è un "motore speciale e inarrestabile" e sento da dietro la voce di Iugi, entrato nelle transenne per trainare Manu e insieme mi dicono "stai con noi", ma non ce la faccio. Mancano 195 metri, sono tantissimi e ci trovo altre voci, sento Carlo che già aveva fatto capolino in altri punti senza lasciarci e grida "vai Maru è finitaaaa", sento Fred, sento Andrea e la grandiosa Lacry, scintillano già nei loro teli argentei e mi spronano con tutto il fiato rimasto…vado avanti e sento la Dona, Ester, Max e il Vitto (credo fosse lui altrimenti era un embolo) tutto è un po' confuso, ma riesco ad andare da loro e a battergli il 5, sono in Piazza S.ta Croce la passatoia azzurra mi porta alla finish line, stringo la mia collanina portafortuna, è un cuore. Che buffo, una fa così tanto per allenare le gambe e alla fine è sempre con il cuore che riesco a finire le mie gare ed è 4:19:18 ed è il mio personale. Sono un po' sola, mi sento smarrita, ma poi sento l'ultima voce, la mia che mi dice "ci sei, ce l'hai fatta" e piano piano ritrovo TUTTI!!

Le pantere portano a casa tutte il personale e anche se qualcun altro non ha ottenuto il risultato sperato, o non è neanche riuscito a partire a causa degli infortuni, so che la trasferta ha dato di certo tanto anche a loro, ha aggiunto un bel ricordo e una storia da raccontare.

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