Domenica, Giugno 16, 2019

L'insostenibile leggerezza dell'essere alla "maratona di Praga" (Racconto completo)

Lavoro di sera sono un tira tardi e non mi piace alzarmi presto.alle sei e trenta stamattina è suonata la sveglia ed io avrei venduto volentieri l'anima al diavolo pur di non alzarmi ,ma mi toccava la levataccia. Dopo aver fatto una abbondante colazione e preparato a dovere esco dall'albergo di gran carriera alla volta di piazza San Venceslao dove potrò lasciare la mia borsa con gli indumenti per il ritorno.

In questa piazza anni fa è cominciata la “primavera” cecoslovacca raccontata anche da Milan Kundera nel suo bellissimo libro che è “L’insostenibile leggerezza dell’essere”.

Non posso fare a meno di pensare a quanta sofferenza è passata di qua, quanto avrà patito il popolo ceco per liberarsi dal giogo comunista.

Ma mi devo liberare da questi tristi pensieri e mi dirigo verso la partenza che avverrà in piazza dell’Orologio. La giornata è abbastanza fredda ma giusta per correre la Maratona, le temperature previste sono: 5° la minima e 12° la massima. Il cielo è terso con un vento fastidioso.

Camminando verso le gabbie di partenza scorre della musica classica molto suggestiva presumo di Mozart, ho la pelle d’oca non so se per il freddo o per Mozart, ma soffro volentieri.

Mancano pochi istanti allo sparo del Direttore di Gara.

Bang!!! Si parte!

Solito caos alla partenza per qualche centinaio di metri e poi tutto si normalizza.
Parto con in testa una tabella di marcia che voglio rispettare così composta: al decimo km voglio passarlo a 00:54:00 m., la mezza a 01:54:00 e la terza ora voglio girarla a 32/33 km, poi me la gioco sino all’arrivo. Nei giorni antecedenti la Maratona sarà molto combattuto su quali scarpe indossare a causa di una presunta fascite al piede destro. Decido di partire con le Hoka One, One sperando che quel dolore che mi attanaglia il piede destro intorno al 15° km non si presenti.

Nel marsupio porta borraccia porto con me per precauzione una aspirina senz’acqua e un antinfiammatorio. Dopo qualche kilometro sento che le gambe girano bene e le scarpe super ammortizzanti mi proteggono bene dagli impatti col terreno, ma è ancora presto per dirlo.

Giro il 10° km allineato alla mia tabella di marcia, ma alla mezza sono di tre minuti più alto della mia previsione.

Mi faccio coraggio comunque e penso che la gara è ancora lunga.

Intorno al 23esimo kilometro il piede destro comincia a farmi male e raggiunge il picco di dolore al 26° km.

Decido di prendere un’aspirina che si rileverà blanda.

Al 28° km mi devo fermare per 3/ 4 minuti per massaggiarmi il piede, prenderò uno Spididol che mi risolverà parzialmente il problema e mi permetterà di correre.

Mi rendo conto che sarà l’ortopedico a dover intervenire sul mio problema al piede, però riconosco che le Hoka mi sono di grande aiuto per ammortamento e spinta pur non togliendomi il dolore.

Giro la terza ora, lasciandomi alle spalle 31,5 km e capisco che il mio obiettivo di correre la maratona di Praga anche sotto di un secondo alle 4 ore è pressoché sfumato.

Il percorso si svolgerà di qua e di là della “Moldava” passando tra città vecchia e nuova e nel quartiere di impareggiabile bellezza: “Malaastrana”.

Gli ultimi 4 km saranno in salita, non pesante, ma lieve e interminabile. Questa non è una giustificazione sia ben chiaro, io sono qui per imparare direbbe un mio caro amico.

Chiuderò in 04:07:36 e sono felice.

Una curiosità: giovedì pomeriggio passeggiando lungo la strada che costeggia la “Moldava” ho visto due ragazzi che correvano, uno dei due aveva una sola gamba e correva con le stampelle.

Domenica mattina scendo nella Hall dell’Albergo per fare colazione e di fianco al mio tavolo ci sono due runner, uno dei due ha vicino a sé delle stampelle.

Mia moglie mi chiede: “Ma secondo te sono gli stessi ragazzi che abbiamo visto correre lungo la “Moldava”? E io rispondo “Secondo me, si”. E lei “Ma corrono la Maratona?” E io le rispondo “Credo uno solo dei due”.

Li supererò al 5° km e chiuderanno la Maratona in 04:41:00 festeggiati da tutti con tanto di primi piani della televisione ceca.

Una nota di Praga:

Praga è la città che non ti aspetti, con un’architettura molto raffinata, impregnata di storia e ricca di cultura di ogni genere, bella, bella, bella e soggiornare lì costa davvero poco, non ho speso mai più di 25/30 euro in due per mangiare. La birra di ottima qualità, Staropramer o Urquell o Gambrinus può costare da 27 a 55 corone cioè 1,20 -2,40 euro.

Il mio racconto finisce qua.

Ciao a tutti e a presto.

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