Giovedì, Marzo 21, 2019

MONZA RESEGONE: MAI PIU’

“E anche questa è andata”,  mi sono detto all’arrivo, su in cima, a Capanna Monza, stremato ma contento di aver portato, anche questa volta, la “ pellaccia” a casa sana e salva.

Era da tempo che avevo programmato la mia partecipazione alla corsa, la quale coincideva proprio con il giorno del mio cinquantesimo compleanno;  però, man mano che si avvicinava l’evento, ero sempre meno convinto delle mie possibilità per via di una forma fisica che calava di giorno in giorno (vedi Cornizzolo e Montevecchia), di preoccupazioni extra-sportive che con lo sport mal si associano e per gli altri due compagni di avventura, Max e Giancarlo, molto più forti di me, i quali non volevo deludere.

Erano sei  i terzetti dei Runners, più uno misto, che si presentano al via di questa edizione della MR.: alcuni validi, altri meno, altri ancora composti da forze disomogenee tra loro  (per esempio Iugi, che correva con il Carletto, c’entrava come i cavoli a merenda) ed infine il più simpatico, composto addirittura da elementi  all’esordio ad una maratona e che finiranno la loro cavalcata su un’ ambulanza ad Erve.

Sicuramente noi eravamo i più vecchi (media 54 anni) ma anche i favoriti alla vittoria finale di società; Max è un veterano della corsa e anche una sicurezza, mentre Giancarlo in questi ultimi mesi ha chiuso delle competizioni con delle prestazioni incredibili (vedi Boston).

Io ero l’anello debole della squadra: la cosa, per come sono io, mi infastidiva, ma non mi preoccupava poiché conoscevo bene l’intelligenza dei miei compagni.

Partiamo da un Arengario gremito di folla intorno alle 21,40 con la nuova divisa ghepardata - che, devo dire, ha il suo successo, soprattutto tra il pubblico femminile - e con il 111 di pettorale. Serata di luna piena, calda ma non afosa, si corre bene in piano; io davanti a fare il passo, in mezzo Max che continua a parlare interrottamente ( la cosa mi da noia) e a fare lo spiritoso, Giancarlo mi consiglia il ritmo di gara e mi tiene a bada quando allungo il passo.

Da Merate, lunga discesa fino a Calolziocorte a 4,20/4,30 e qui diamo una prima spallata ai famosi “legnamè” che  sembrano in difficoltà perfino in discesa e poi cambio di indumenti a Calozio, dove arrivo piuttosto svampito, dato che nell’ultimo tratto si è messo a tirare il nonno.

Inizia il pezzo in salita e d’incanto mi si accende la spia di fine corsa; gli altri due corrono con facilità, io cammino a fatica, spalliamo il trio misto di Lacry e Clod e poi quello di Iugi, Carlo e Ste.

Non ho la forza di salutare e devo avere anche una brutta faccia, sentendo i commenti del Carlo, che riesce a fare lo spiritoso anche quando sta per crepare.

Dopo la scalinate, quando la strada sembra che spiani prima di Erve, sono in affanno, cammino piano,  mi manca il fiato e ho un senso di nausea devastante. Giancarlo non lo vedo, perché corricchia per non raffreddarsi, mentre Max tiene un trattato di cosa mangiare e bere in corsa per non star male. Devo dire che il nonno, questa sera , per rompere i coglioni al prossimo è al massimo della forma; infatti di lì a poco, in prossimità delle prime casette di Erve e nel solito posto degli anni passati rimetto per cinque, sei volte acqua frammista a coca (cola). Mi ripassa il terzetto della Lacri e di Clod; sembrano impietositi nel vedermi in quelle condizioni e non dicono nulla.

Finalmente riprendo a correre, salto il ristoro del cancello di Erve, foto sul ponticello e attacco ai “Pra di ratt”. Devo dire che i miei compagni hanno un altro passo sul ripido, ma a freddo e ripensandoci bene non ne avevano così tanto più di me altrimenti mi avrebbero spinto sul sentiero. Sì, ricordo che Giancarlo qualche mano sulla schiena me l’ha data, mentre il nonno invece di aiutarmi, rompeva le palle a chiunque gli fosse capitato a tiro. Ogni tanto mi fermo a riprendere fiato, ristoro in prossimità della bocchetta e sprint finale: arriviamo “mano nella mano” alla  Capanna con un ottimo  tempo di quattro ore e trenta minuti.

Anche oggi che è lunedì ripeto quello che ho detto a “caldo” al rifugio:  mai più una Monza-Resegone.

Sul “pra di ratt”, di notte e dopo 40 km, c’è poco da guadagnare e tanto da smenarci: troppi strapiombi sul sentiero e soprattutto se ti capita qualcosa,  chi ti porta giù al volo? Sono per l’asfalto e per le corse piane, si gode di più e si soffre di meno.

Un grazie alla figlia di Giancarlo che ci ha assistito in moto e a mia figlia che con Ester e Donatella (nell’occasione più imbesuite del solito)  con la macchina cercavano, senza riuscirci più delle volte, a passarci acqua e gel.

Grazie anche a Max e Giancarlo che senza di me avrebbero potuto tirare di più sul piano per poi “saltare” sul sentiero finale.

Alla prossima.

Commenti  

 
# nonno 2013-06-25 11:39
non ti ho spinto perchè non ne avevi bisogno e non sei stato l'anello debole per me è stata una bella serata i 50 sono stati festeggiati alla grande......... il vomito è stato la ciliegina sulla torta alla faccia dei tapascioni che sono arrivati dopo di noi.....ne devono mangiare di polvere prima di battere i vecchietti
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# nonno 2013-06-25 11:46
dimenticavo solo un grande dopo essersi sentito male affronta il pra di ratt
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# tornitower 2013-06-25 13:19
Dai Vitto che puoi fare anche meglio di così !!! Magari anche senza vomitare !!
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# CarloS 2013-06-25 14:40
Vitto: mi fa piacere che tu dica "mai più"... perché questa frase in linguaggio dei runners, vuol dire in realtà "a mo'" e so che ci sarai fra qualche edizione di nuovo a romperci i coglioni a tutti. Mi fa piacere che i vecchietti siano stati i primi, perché questo dimostra che man mano che gli anni passano, uno lontano di diventare decrepito migliora, dimostrato è stato che noi, gli altri vecchietti sul Pra' di Ratt abbiamo battuto alcuni giovanotti. Il vomito l'ho visto strada facendo, solo che non sapevo se era targato "Vitto" o "Ka". Vitto: grazie per la cronaca, per essere così come sei, perché sennò non saresti "il Vitto" e Runners Desio non sarebbe così. Insomma... non dico più cazzate, vi rifaccio i complimenti per il traguardo e anche per la cronaca, molto simpatica e divertente! :D
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# ivan 2013-06-25 19:50
Vitto sei un grande corridore .... Scherzavo !
Bravo sei sempre il migliore !
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# marco maffeis 2013-06-25 22:13
Bravo vitto!!! Bel racconto
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# ste 2013-06-26 11:53
finalmente un racconto del Vitto!!!!!! ora dobbiamo aspettare ancora quanto tempo per un tuo nuovo racconto?
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# nonno 2013-06-26 12:26
la prossima monza resegone .....si replica stesso terzetto
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# antonio74 2013-06-26 12:58
IL NUMERO 1!!!!
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# alessandro61 2013-06-26 13:33
Bravo,bravo.... .. Poi quando scrivi "alcuni terzetti validi altri meno validi", verrebbe voglia di darti una testata per vedere quanta poca materia grigia hai in testa
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# rds9 2013-06-26 14:38
Grande Vitto....pane al pane vino al vino.....bisogn a dire le cose come stanno.... ;-)
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# Karlo 2013-06-26 21:00
Non riesci proprio a non essere pirla... Grande vitto e grande squadra!!
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# iugi 2013-06-28 08:28
Grande Vito sei uno di quelli che le tradizioni le rispetta sempre vedi vomitino nello stesso punto degli anni passati bravo proprio bravo continua cosi
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