Mercoledì, Gennaio 23, 2019

Il mio primo trail

enza6E finalmente arriviamo al giorno prima della gara, la mia prima gara, di Trail addirittura!
Sono 10 giorni che ci penso, ce la faccio? Trail del Motty, 2800ds+ 48 km, si ,si , ce la faccio!
Allora cosa mi devo mettere? Tutti i giorni guardo il meteo: Armeno, Mottarone, Armeno Mottarone, manica lunga, pinocchietti, pantaloncini….. la mia inesperienza coinvolge tutti, ma proprio tutti.! Ciaci in primis. Poi leggi, leggi articoli su articoli su allenamento prima di un trail, cosa mangiare, e il riposo? Ma mi devo allenare anche l’ultima settimana o devo stare ferma? E se poi sono stanca? 


Le scarpe? Che scarpe? Non ho scarpe da Trail, le mie nimbus, le scarpe leggere da trekking? Così corro con tutto e provo, mi fascio le dita dei piedi e compro la suoletta più morbida per le scarpe blu, quelle da trekking. Deciderò il giorno della gara.
Indago sulle scarpe degli altri, Nicola, alla tapasciata dice che le sue sono ottime. Chiedo anche alla grande Cinzia che giustamente mi può solo dire: scarpe da trail nuove mai usate in gara, no!


E arriva la sera di sabato, si va a letto presto, sveglia alle 5 domenica. Certamente! si, la melatonina fa effetto. Evvai, si dorme!
Prrrrr…. Ma chi ? Tu dormire? La testa va in continuazione e non smette di pensare. Dai ,si , ci sei , ti stai per addormentare…..puff di nuovo reattiva e così per ore. Mi alzo e faccio addirittura il giro del letto!
“Pe pe pe pe pe pe “ suona la tromba, la sveglia come al militare. Caspita allora qualche ora di sonno forse l’ho fatta!
Colazione, ultimo controllo dello zaino e via!
Arriviamo mezz’ora prima della partenza. Incontriamo un ragazzo del team Tecnica. Cesare allora mi dice: “c’è Fluido! “ “grande” rispondo io, dobbiamo cercarlo!
Non facciamo fatica. Eccolo là tutto sorridente! Un saluto, un in bocca al lupo ad entrambi per la gara. Il Boss partecipa a quella dei 23 km. Non so se “per fortuna così non mi straccia “ o “che peccato correre 2 km insieme sarebbe stato bello” Foto obbligatoria, Fluido braccato, chissà quando mi ricapita!
Opsss sono le 8, sempre in ritardo, punzonatura fatta, sempre gli ultimi, si parteeeeeee!
Ecco, inizia questa avventura, quanta gente corre? Due pettorali diversi, il rosso e il blu. Fino al Mottarone stesso percorso. Si parte con l’asfalto ma dura poco per fortuna e subito ci troviamo nel bosco: alberi e sentiero. Inizia il primo km, il secondo e passa la prima ora. Il percorso si fa più ripido, iniziano le salite. Dai reggo bene, il passo non è lento ma neanche sostenuto, ci sono tanti km davanti, meglio non esagerare.
La prima salita ha un buon dislivello, siamo in pieno bosco, alberi belli, alti, slanciati e sassolini, sassi, foglie. Arriva la prima lunga discesa, non si può solo salire.
E si volaaaaaa! Fantastico! Si inizia a correre in discesa, sul terreno anche con belle pendenze, non si frena, al massimo qualche bacchettata in curva per non perdere l’equilibrio, rispettando sempre chi è davanti a te ed è più prudente e ti lasca passare. Questo non deve mai mancare!
Corro come una matta, almeno per le mie possibilità, ma aimè tutte le cose belle prima o poi finiscono. Si certo e non solo perché inizia la seconda salita ma perché ho forse esagerato in discesa. Avverto ogni tanto un fastidio ma c’è la salita, la seconda salita, 1000 metri di dislivello in 5 km, la famosa vertical. I piedi in salita vanno, arriviamo al ventesimo km, o forse prima, si spegne il mio garmin e anche i piedi, che avevano lanciato un segnale in discesa, mi abbandonano.
Le scarpe, ho messo le scarpe da trekking, sapevo potevano darmi noia. Non sono molto larghe, e nonostante le dita fasciate dalla mattina, devo fare qualcosa per correre meglio. Togliamo la suoletta. Si, dai sono più larghe, di poco, sembra meglio.
I ristori aiutano a distrarsi, ti sistemi, birretta, qualche pezzetto di banana ma il cancello è al 28° km, c’è la terza salita. Devo assolutamente accelerare e sforzarmi, sto bene, è solo la testa che deve andare, i piedi non hanno niente! Faccio opera di autoconvinzione ai miei piedi! Intanto anche la pianta dei piedi mi prende in giro e non solo le dita! Le discese son poche, per ora e per fortuna. Su, su che è tardi! Il cancello è entro le 15, 7 ore, non di più. Non ci penso neanche a non passare e devo arrivare prima del tempo limite, così accelero finchè posso. Siamo sul Mottarone, la discesa, la porta del cancello in lontananza, corri Enza corri! Il colpo di grazia finale, cancello e piedi fuori uso definitivamente.
Al ristoro più che mangiare tolgo la fasciatura del mattino e rimpacchetto il tutto, nel frattempo ci raggiungono in tanti, ma davvero in tanti che se ne rivanno anche…… intanto io fascio.
E si riparte. Gli ultimi 20 km sono i più difficili, non tanto per le gambe che si, sentono la fatica dei 28 già fatti o 24, boh, non ricordo, ma per la discesa!
Cammino, non riesco a correre, le pendenze così belle che adoro, ripide, con i saltelli in curva, le bacchette che ti fanno saltare i sassi, tutto si volatizza e diventa pesante. Appoggio un piede davanti all’altro e la pendenza mi fa piagnucolare. Provo a correre, ogni tanto provo, su tratti pianeggianti, con lieve pendenza ma poi, com’è bella la salita, perché si deve scendere?
Dovrebbe essere una lunga corsa, addirittura veloce per chi ha ancora parecchie gambe, è un sentiero semplice, pulito, si restringe, poi si allarga, si attraversa qualche ruscello, oramai il bosco è quasi sparito, c’è tanto verde, tanto prato.
Guardo l’orologio, le 16.30, la gara chiude alle 18? Mi sembra di si. “Ciaci vai” dico. Lo sto rallentando tantissimo, camminiamo veramente tanto e corriamo l’indispensabile. Gli ultimi 10 km continuiamo a sorpassare e a farci sorpassare da una coppia di svizzeri che avevamo raggiunto e sorpassato prima del cancello. I volontari lungo tutto il percorso sono sempre stati gentilissimi, quest’ultimo però mi da una carica in più. “Forza! Brava!Dai sono gli ultimi 3 km! “mi incita. Sono le 17.15, guardo e riguardo l’orologio. Se cammino rischio di arrivare oltre il tempo limite, allora guardo Cesare e lo esorto: “corri!” Contraggo le dita dei piedi e inizio a correre interrottamente per tutti gli ultimi 3 km, sono tutti in discesa e ci vogliono anche le bacchette in alcuni passaggi. Stringo i denti, ho sopportato fino ad ora, non mollo ora, io devo arrivare e finire, devo tirare finchè non ce la faccio più , fino al traguardo. Lasciamo il sentiero, siamo in paese, Cesare mi prende la mano e mi accompagna mano nella mano fino al traguardo. Non riesco a trattenere le lacrime, il magone, sono felice, sono contenta, è una emozione troppo grande. Tagliamo il traguardo insieme, con lo speaker che legge i nostri pettorali, 171 e 172, ripete i nostri nomi e ci fa i complimenti!
E’ finita, ce l’ho fatta, ce l’abbiamo fatta. Grazie a tutti quelli che mi hanno incoraggiato lungo il percorso e anche alla coppia di svizzeri che sono arrivati 4 minuti prima di noi ma che al ristoro mi hanno dato il 5, mi hanno fatto i complimenti perché ho tenuto duro. Non ricordo le parole esatte, ma mi han visto che fasciavo i piedi? “feet” “good” “Great” Siiiiiii, FINISHER!

Commenti  

 
# ste 2016-05-12 09:21
bravissima, mai mollare!
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# marco maffeis 2016-05-12 17:26
bellissimo racconto....e complimenti per il debutto con i nostri colori....
Bravissima!!!
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# nonno 2016-05-12 18:14
bravissima..... .il ciaci ti fa iniziare alla grande
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# Ciaci 2016-05-12 22:48
Diciamo ke avevamo quella domenica libera e in giro c'era solo il Motty. Ci saremo accontentati anke di un trail con 10km in meno... ma nn c'era. E trentapassi skyrace troppo cara e piu lontana.. :)
Cmq andata .
E sapevo che nn avrebbe mollato... :) BRavissima :)
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# ENZA 2016-05-12 22:57
grazie siete tutti troppo gentili.
Merito di Ciaci che è riuscito a trasmettermi la passione per la corsa e soprattutto per la corsa in montagna.
Un onore per me la maglietta dei Runners, ma la storica blu con la il vecchio ghepardo? Mettetemela da parte se la rifate! grazieeee
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# mara 2016-05-13 13:36
Ma grandisssssssss ima! Davvero complimenti!
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# Garosio 2016-07-17 15:23
Come vanno i piedi ? ;-)
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