Giovedì, Marzo 21, 2019

Crema dolce amara

Quello relativo alla Mezza di Crema è un resoconto dolce e amaro. Una mattinata trascorsa fra due diverse sensazioni: la buona forma fisica che mi accompagna con il desiderio di una buona prestazione e la solitudine.

Dolce è l’alzarsi presto e fendere la prima nebbia della bassa milanese, dolce è trovare facilmente parcheggio e curiosare all’interno dell’originale pacco gara, dolce è trovare due centesimi mentre fai stretching, dolce è entrare in griglia ed immergersi nel vociferare di decine di persone. E poi la gara: dolce è correre e sentire che le gambe girano e dolce è accorgersi che pur passando i chilometri continuano a girare. Dolce è fare i cavalcavia sull’autostrada e non faticare e dolce è vedere il tempo all’arrivo. Dolce è togliersi la tenuta da corsa madida di sudore e dolce è rinfrescarsi. Dolce è salire in macchina, sentire le gambe che “respirano” e rientrare a casa.

A queste sensazioni positive se ne contrappone una che ha un peso considerevole e che credo, come me, prenda la moltitudine dei Runners (Desio): la solitudine.

Solitudine che ti prende in tutti i momenti dolci sopra descritti, quando non hai a fianco compagni di avventura che condividano con te i momenti positivi e negativi della giornata. Cos’è una corsa se togliamo le telefonate e le riunioni o le chat dei giorni precedenti la gara, cos’è il concitato viaggio verso la località di partenza e la ricerca del parcheggio senza i battibecchi o gli sfottò, cos’è l’entrare in griglia senza chiedersi dove sono finiti gli altri ed elencare gli ultimi acciacchi, cos’è la corsa senza buttar l’occhio in avanti per vedere se c’è qualcuno dei tuoi da raggiungere (raro) o senza pensare che qualcuno dei tuoi ti sta raggiungendo, magari per correre insieme qualche chilometro. Cos’è un arrivo senza le pacche sulle spalle, i complimenti o le prese in giro. Cos’è un rientro senza le opinioni di ognuno, gli aneddoti e le chiacchierate che ci accompagnano fino a casa.

La corsa senza compagni è in buona parte svuotata del suo significato, che non si può trovare solo nella prestazione in sé.

A proposito la gara….. bel percorso, pianeggiante ed in gran parte su strade asfaltate in campagna ma con 4 cavalcavia a rompere il ritmo verso il 5° km. Ristori appena sufficienti a parte quello finale che è stato al di sopra della media. Spogliatoi discreti e docce fredde… da migliorare.

Pacco gara originale: un porta scarpe, salviettine, dolci, prodotti cosmetici ed altre piccole “gigiate” che di solito non si vedono.

Alla prossima.

Mapo

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