Giovedì, Marzo 21, 2019

Self Trascendence 6 hour Race

 Nell’arco della mia breve ma intensa carriera da tapa-runner ho potuto scoprire vari mondi diversi all’interno dell’universo corsa. Fino ad oggi avevo conosciuto i runner da gare corte, per cui la mezza è già un impegno pesante, i maratoneti, sempre alla ricerca di abbattere i muri delle 4 o 3.30 o 3 ore, gli sky-runner e trail, che vivono le gare come un immersione nella natura spesso trascurando i tempi. Oggi ho vissuto un’altra dimensione quelli delle Ultra che definirei dei “pazzi”: atleti che parlano delle 100km come se fossero delle semplici tapasciate domenicali e ne fanno una dietro l’altra, magari alternandole con 6 ore, 24 ore e trail.  Alla partenza ho conosciuto una persona che parlando del trail del lago di Como (106 km e un botto di dislivello) lo ha definito una gara semplice per allenarsi a trail più impegnativi!!!  MA!!

 

 Tornando alla Self Trascendence, arrivo alla gara verso le 8 ….. il posto è molto bello, tantissimo verde ed una pace e tranquillità incredibili.  Purtroppo quando arrivo sul percorso ho una brutta notizia, l’intero anello da 1240 mt è completamente sterrato e sotto il sole.  I partecipanti sono 90 ed ad ognuno di noi viene associato un counter (non esiste il chip), per me c’è Marco: sono fortunato perché oltre a contare i giri farà un gran tifo.

Si parte con un po’ di ritardo ma alle 9.15 dopo un minuto di silenzio per meditare sulle fatiche che ci aspettano si parte.  Il mio ritmo è intorno alle 5.30 al km con me Maurizio dell’Avis Seregno e Maurizio dell’Athletic team (due veterani di queste corse) lasciamo alle spalle molti atleti.  Dopo la prima ora siamo rimasti in due ed abbiamo percorso 11 km circa.  Sul percorso ci sono vari cartelloni con varie filosofie della vita legate alla corsa ….spesso mi capiterà di leggerle nel susseguirsi dei km.   Dopo 2 ore sono solo ed ho percorso 22 km è il momento di cominciare a testare lo stomaco.  Una barretta, delle fragole, Sali e via.  Intanto la temperatura aumenta e tra le 11.30 e le 13 il sole picchia parecchio.  Al 36km arresto forzato per pit stop in bagno, purtroppo quando riparto compare un dolore al gluteo destro, passo il traguardo zoppicando e il mio counter Marco si preoccupa e cerca di caricarmi un po’ con una ola di tutti i counter schierati sulle loro seggiole dopo il traguardo.  Alterno un po’ di corsa a tratti camminando,  alle 4 ore sono a 41 km, soffro fino al 45 km poi sembra migliorare, mi attacco ad un altro atleta ….si rivelerà un traino perfetto, ogni due giri breve sosta al ristoro e poi via sempre a passo costante.  I piedi non ne possono veramente più di sentire tutti quei sassi sotto le loro suole. Al 50 km muore il mio garmin che mi ero dimenticato di caricare ma gambe e soprattutto testa e cuore ci sono alla grande, riesco anche a doppiare i due Maurizio.  Intanto si è alzato un forte vento che nel primo tratto del percorso è veramente fastidioso. Arrivati alle 5 ore e 15 minuti decido di risparmiare energie, la 100 km è vicina meglio non esagerare. Eccoci mancano 15 minuti alla fine i counter sono tutti in piedi e ci consegnano le bandierine da conficcare nel terreno quando scoccheranno le sei ore.  Decido di tirare gli ultimi km per vedere come stanno le gambe, fantastico rispondono veramente bene, passo l’ultimo traguardo sventolando la mia bandierina blu N°48 ancora 1 minuto ed ecco la sirena.

Sono molto soddisfatto, il risultato dovrebbe essere intorno ai 57/58 km ma oggi l’importante era testare gambe, stomaco e soprattutto la testa perché girare come dei criceti su un percorso cosi breve non è per niente facile. Il percorso sterrato ha reso tutto molto più difficoltoso ed anche il caldo ed il vento nel finale non ci hanno di certo agevolati.

Ora tutti sono stesi sul prato con il loro piatto di riso per rifocillarsi. Complimenti a tutti gli organizzatori, ai counters ed alle due ragazze che oltre al pic-nic facevano un gran tifo.     

 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna