Domenica, Maggio 19, 2019

La mia ultima avventura

SILA 3 VETTE: 1-2-3 FEBBRAIO WINTER CHALLENGE.  “  SFIDA TE STESSO”.
La sfida sulle nevi più a sud d’Europa .  Gara notturna sulla neve in 3 discipline: FAT BIKE -  SKI e RUN di
80 KM / 40 KM/ 12 Km  con circa 100 partecipanti.
Non una gara, ma come ci è stato comunicato al breefing  “sarà un’avventura”. E così è stato!
Iscritta alla 40 Km con pettorale n.23

A
Obbligati ad avere il GPS. In aggiunta l’organizzazione ha dotato ogni partecipante di un TRACK al fine di poterci individuarci e seguire. Il TRACK possiede anche un pulsante SOS per richiedere eventuale assistenza.
Prima della partenza ho deciso di fare squadra con altre 2 donne incontrate a Malpensa: Marisa e Marina, determinate a vivere questa “avventura” insieme, dall’inizio alla fine.
Alle 19,15 partenza con vento e freddo pungente.  Ciaspole legate allo zaino insieme a diversi cambi che solo dopo pochi Km sentivi già pesare.
Lasciato il paese ed addentrate nel bosco,  ci rendiamo conto subito dell’impossibilità non solo di correre, ma anche di usare le ciaspole. Tantissima neve (più di 1 metro), per di più non battuta per la recente nevicata,  calpestata solo da quelli che ci avevano preceduto. Ad ogni passo  era un continuo sprofondare quasi fino al ginocchio. Avvolte dal buio e dalla fatica camminavamo in fila indiana per i sentieri stretti su queste infinite salite che si susseguivano, spesso lasciandoci solo pochi minuti di recupero. La prima dava il ritmo del passo, la seconda controllava i segnali e le tracce e la terza, se c’erano dubbi, il GPS.

C
Che soddisfazione quando riuscivamo a superare qualche uomo!
All’inizio riuscivamo anche a chiacchierare ma poi, la fatica, le salite interminabili e ripide e qualche errore di percorso, per fortuna corretto poi con il GPS, ci ha portato ad una maggiore attenzione e a parlare il meno possibile. Circondate dal  nostro silenzio  e dalla oscurità della notte senza luna abbiamo attraversato boschi, guadi e macinato Km sulla neve .
Intanto le ore passavano. Malgrado la fatica e la stanchezza, tutte e tre eravamo decise ad arrivare fino in fondo.
All’uscita del 3° checkpoint, con un vento gelido, siamo state accolte dall’alba e dalla luce del giorno che poco a poco ci illuminava il percorso permettendoci di non usare più la lampada frontale (anche quella ormai pesava!). Ci mancavano ancora 10 lunghi km con numerose salite in mezzo al bosco e nella neve. Ma finalmente il giorno ci faceva scoprire quello che ci circondava : alberi fitti e altissimi, numerose tracce di uomini e orme di animali e …ancora salite e piccole discese. Si potevano scorgere sprazzi di cielo azzurro che a fatica si intravedevano attraverso quei lunghi tronchi e rami.
Quando pensavamo di essere vicine al traguardo, lasciato il bosco, una telefonata dell’organizzazione, che ci seguiva con il track ci comunicava che eravamo fuori traccia.

F
Che sconforto ritornare indietro, con la fatica che ormai la sentivamo triplicata, nel bosco, in salita, nella neve, ancora per lunghi e interminabili 3 KM.   Ma ormai la nostra sfida si stava concludendo e insieme abbiamo tagliato il traguardo.  Pertanto i Km che abbiamo percorso sono stati più di 40, ma tutti condivisi e conquistati.  GRANDE SQUADRA! Sfida vinta!
Alla fine tutta la nostra fatica e costanza è stata ripagata: SECONDO POSTO classifica DONNE e in premio l’iscrizione gratuita per il prossimo anno.
Grazie Marisa e Marina per aver  vissuto e condiviso  la fatica di queste 14 ore e concluso insieme a me questa NUOVA AVVENTURA.

G

La Maratona e la Vita

cristina x sitoE’ passato quasi un mese dalla mia ultima maratona ed è tempo di riflessioni…

È stata molto impegnativa per me, sia a livello fisico che a livello psicologico .. anche perché non mi sentivo adeguatamente preparata; sono stati mesi molto tosti, intensi, difficili, molto difficili direi!

Ogni maratona ha un significato e ognuna è importante, vuoi perché la prima regala cosi tante emozioni che non si può scordare, la seconda perché ci si vuole migliorare o si cerca più consapevolezza di se, la successiva perchè magari la si affronta in un momento particolare del nostro cammino…

Questa maratona di Nizza per me vale tantissimo.. e il fatto di non essermi arresa e aver raggiunto il traguardo ha questa volta – più delle altre- una grande importanza.

Insomma… la maratona per me rappresenta il percorso un pò travagliato ma nello stesso tempo affascinante della nostra vita. Se ci pensiamo bene, infatti, come la vita ha i suoi momenti di difficoltà, di paura, di preoccupazioni, di incertezze ma anche di serenità, di tranquillità, di entusiasmo ed appagatezza cosi quei 42 km fatti di insidie, pesanti salite dove non si ha più il fiato per parlare e il cuore batte all’impazzata, dove ci si vuole arrendere e pensare di non farcela ma poi arrivano le tanto desiderate discese, quei momenti in cui recuperi il respiro, ritorni a gioire, a sorridere e a goderti i bellissimi panorami della natura circostante..

Cosi come nella vita capita di conoscere da piccoli persone che ci accompagnano durante tutto il nostro cammino, oppure a volte si perdono o se ne incontrano delle nuove cosi nella maratona… parti con gli amici della squadra, poi magari durante il percorso tu rimani indietro e li perdi, poi magari li raggiungi e li superi oppure incontri altri runners che procedono al tuo stesso ritmo, riesci anche a parlare con questi ultimi e magari nascono anche nuove amicizie..

La maratona mi piace anche pensarla come condivisione… condivisione all’ennesima potenza di forti emozioni.. di incitamento, di conforto…

La maratona ha il profumo della soddisfazione di essere riusciti ad arrivare, di aver messo alla prova il nostro corpo, le nostre forze, la nostra testa, il nostro cuore…

E quando arrivi alla fine di quei “incredibili” 42,195 km l’entusiamo, la gioia quando incontri le persone che ti abbracciano e che si congratulano con te come quando hai superato un esame importante, hai ottenuto una promozione al lavoro…

Un mix di emozioni che ogni volta mi fanno capire che tutto sommato la vita non è cosi male nonostante le sue salite a volte impreviste!!!

Ora, visto che siamo in clima natalizio, auguro a tutti voi di trovare la strada che vi porti a ciò che desiderate di piu!

Un abbraccio

Cri

Mo.Re 2018 cronaca semi seria


E' stato dura ...ad un certo punto pensavamo di non farcela, ma ci siamo riusciti
...Presa!

Mesi di corteggiamento, mazzi di fiori, cene, serenate, sviolinate; sembrava tutto inutile, ma alla fine abbiamo convinto la Lacri a correre la Mo.Re 2018 con noi
...l'abbiamo presa per sfinimento! (pieta dite voi? non credo sia un termine presente nel suo vocabolario)

C'è costato uno stipendio e un coniglio disabile da mantenere in cambio, ma "Terminator" era nostra!
Per non lasciare nulla al caso, il momento del "sì" è stato videoregistrato in presenza di testimoni (il video è visionabile su richiesta, esiste davvero).

Gli allenamenti iniziano presto, già in gennaio/febbraio, perchè è un po' che siamo fermi; e abbiamo fissato qualche tappa intermedia (Double, Momot, ...)
Si esce con il ghiaccio e la brina a gennaio; una mattina alle 8 chiedo:
"Ci sono tutte le macchine brinate, non possiamo andare più tardi? ...tipo a Maggio?"
Niente si esce lo stesso!

Poi facciamo le nostre gare, i nostri allenamenti, in compagnia e con il sostegno di "Mangia sano, caga forte, non avere paura della morte", il nostro gruppo whatsapp (Lacri, Gie, Cloud, Garosio, Matte ed io) nato per la Momot 2015 di Gie-Lacri.

La data della gara è ormai prossima, qualche dubbio, qualche acciacco lo abbiamo, e speriamo che non si acutizzi durante la gara.
A lei due giorni prima, il giovedi mattina, la massaggiatrice dice:
"Non è bello il tuo polpaccio!"
Io - "Non deve essere bello, deve spingere"
Lacri - "Diglielo tu"
Io - "E' ancora viva?"
Lacri - "No, ma tanto a te li farà Luca stasera i massaggi"

Matteo però ci ha fatto lo scherzone più bello: due giorni prima ha pensato bene di farsi venire la febbre a 38!


Scrivo che sono passate poco più di ventiquattro ore dalla fine della Mo.Re, ed è incredibile come il pensiero torni ai vari momenti della gara;le sensazioni e le emozioni avute sono ancora presenti.
Ti viene in mente la partenza tra la folla, i tifosi che non ti aspetti così numerosi lungo il percorso e in alcuni punti in particolare, i momenti di difficoltà.
Il buoio del Prà di Rat; con le lucine che indicano il percorso, così vicine, ma così tanto più in alto talmente è verticale; e pensi che la fatica non è ancora finita.
Poi cominci a sentire le voci e poco, pochissimo prima dell'arrivo vedi le luci della Capanna Monza.
Ce l'abbiamo fatta, anche questa volta, ce l'abbiamo fatta!!!

E lì sei contento di vedere le altre squadre RD, con cui vorresti intrattenerti, ma ciascuno ha dato tutto ed è ancora un tutt'uno con i suoi compagni. Perchè le energie sono quasi finite, il freddo si fa sentire e bisogna ancora scendere.

Fa piacere vedere le altre squadre, dispiace per chi non è arrivato, ma spero che anche per loro il "percorso" sia rimasto. Perchè come ho detto l'anno scorso il giorno della Mo.Re è solo l'epilogo di una lunga preparazione.

Un ringraziamento va alle nostre scorte:
Maru e Gio in bicletta, pronti per ogni bisogno. ...anche nel vero senso della parola, vero Maru? :-)
Famiglia Lacri al completo e Cloud (con i suoi Fonzies) al seguito in macchina.
Marcello, Cristiana e Katy con l'auto "disco dance".

Vorrei concludere spezzando una lancia pro Lacri, perchè le ho promesso che l'avrai aiutata a migliorare la reputazione che ha nei RD.
Le voci sono sempre quelle:
"E' cattiva", "non vi invidio per niente", "E' matta", "Non sapete cosa vi aspetta", ecc, ecc

E invece no!!! Niente di tutto questo!
E' la persona più buona, morbida, accomodante che esista; oserei dire che rasenta la santità!
(......va beh, andrò all'inferno)

I 40km della mia Maratona di Roma

“Un buon risultato è fare il meglio possibile.”
Wooden

ramona 200 x 125 Sono qui. Griglia C, con il mio braccialetto e il pettorale verde. L’atmosfera è surreale: sembra essere una splendida giornata, poche nuvole sopra la testa e un’arietta fresca che mi fa venire la pelle d’oca. Intorno a me, ammiro le meraviglie di Roma: il Colosseo (che mi fa vibrare il cuore), i Fori Imperiali (che mi fanno già sognare l’arrivo). Poi, lì davanti, tantissimi atleti, quelli forti, quelli che la maratona se la sbranano in poco più di ore. 

Parte l’Inno di Mameli e mi commuovo. Chiamo mia mamma e le faccio sentire le note che mi circondano, per regalarle qualche istante di questa immensa magia. Respiro forte, la mente vola, e cerco di stare tranquilla, senza avere paura di quello che mi aspetta.
Dopo la presentazione dei Top Runners, tra cui Alex Zanardi e Giorgio Calcaterra, parte la prima onda. Manca poco. Respiro forte. Parte anche la seconda. Count down, tocca alla mia. Ci siamo. 3, 2, 1… VIA!

Il ritmo è abbastanza veloce: vengo travolta da tantissimi runners colorati che corrono al mio passo, quello di quando ero in forma a Firenze. Ma questa volta è diverso: dopo una intensa preparazione a gennaio e febbraio, la mia gambetta sinistra ha dato i primi segni di cedimento. E il mese di marzo è passato veloce senza riuscire a rispettare la tabella del #CoachTower e senza fare tutti i lunghi prefissati. Non sono pronta per questa maratona, ma non volevo rinunciare.
Da qualche parte, fra un paio d’ore, spero di incrociare mio marito e i miei bimbi, che mi hanno accompagnata in questa splendida avventura. Non posso non partire. Non posso mollare. Loro sono e saranno la mia forza.

Passiamo il Circo Massimo e fin da subito la corsa è rallegrata dalla musica delle bande, dal tifo ai bordi delle strade e dalle prime battute dei runners romani.
[“Daje regà, che il grosso l’avemo fatto!” – seguono improperi vari e motivati – “Aooo, almeno semo partiti!”]

Bellissimo il passaggio sul ponte Settimia Spizzichino...
[“Aò, nun c’avemo nulla da invidià a Niu IoK. Pure il ponte c’avemo. Ma che volete de’ più??”]

Il gruppo iniziale comincia a diradarsi, mi sembra che tutti vadano velocissimo. Cerco il mio passo, più lento, devo contenermi per non morire alla fine. Ma vorrei andare, lasciare libere le gambe di girare. Mi aggrego ai Peacers delle 4 ore e passiamo l’Isola Tiberina, dove il tifo è tanto e forte. Leggo un cartello “Dajeeeeeeeeee” che ritroverò altre volte, lungo tutto il percorso. Che forti questi romani!

Mi sento bene, le gamba tiene, i tape stanno facendo il loro dovere. Il fiato è ok, le spalle sono rilassate, i piedi appoggiano regolari.
Siamo quasi al 18° ma arriva la crisi. Nella testa un pensiero fisso: ma davvero pensi di arrivare al traguardo, con il poco allenamento fatto? Guarda che forse è meglio se torni alla realtà, perché da qui in poi sarà dura.
Ma dopo pochi metri, li vedo. Eccoli. I miei tesori! Li tocco, li bacio, li ringrazio e riparto. Con il cuore a mille, le lacrime che scendono spontanee e la testa leggera, senza quel pensiero brutto. E si entra in via Della Conciliazione. Alzo gli occhi e davanti a me, sua maestà, la Basilica di San Pietro, che ci accoglie a braccia aperte, e sembra proteggerci per tutto questo pezzo. Pazzesco. Anche qui il tifo internazionale è immenso.
Corri, Ramo', corri. Dai che siamo a metà. Guardo il Garmin e ho lo stesso tempo dei primi 21k della maratona di Firenze. Incredibile. E penso che fino a qui sono arrivata. Ora usiamo la testa.

Fa caldo, caldissimo. Fino ad ora ho fatto tutti i ristori e spugnaggi. Dalla mezza al 30° km ho subito un po’ il paesaggio: di questo pezzo non ho ricordi molto lucidi. Mi affido ai consigli e agli incitamenti dei Peacers. Uno mi affianca e dice di conoscermi: gli ricordo che abbiamo corso un pezzo di lungo al Parco di Monza, organizzato da Renzo Barbugian. Sicuramente il passo è più lento e avverto il bisogno di fermarmi a un bagno chimico. Perdo così i palloncini rosa. Ora sono “sola”, e devo lasciare spazio al cuore.
Arrivo al 35° e ho setissima: prendo una bottiglietta e me la porto fino al 40°.
Ritrovo i miei al 36°, in Piazza Navona, ma capisco dallo sguardo sconsolato dei miei bimbi che non devo essere un bello spettacolo. Sono stanca, le gambe tutto sommato reggono, ma i piedi sono doloranti. Sono stanca, cavolo. E mi mancano tutti quei km che avrei dovuto fare e mi sono persa.
Però sono arrivata fino a qui. Non guardo più il Garmin, che oggi mi è nemico. Manca poco, è quasi fatta. Non devo mollare. Intorno a me, anche i maratoneti più vivaci, si sono placati. Ci si affianca, si scambiano sguardi, il silenzio ci accompagna.
Arrivo in Piazza Loreto e so che mi stanno aspettando. “Vai mamiiiiii, è finitaaaaa!”.
Vado, vado. E dopo la curva di Piazza Venezia vedo il traguardo. Porcaccia quanto è bello. Le gambe vanno da sole, fortunatamente è tutta discesa. Ecco perché gli ultimi due km volano.

È finita. Il tempo è ben oltre a quello "sognato" all'inizio della preparazione. Ma non importa. Oggi ho una medaglia stupenda al collo. Davanti a me il Colosseo. Il monumento che più è piaciuto ai miei bimbi. E con il pensiero e con il cuore, ringrazio tutti coloro che in questi mesi mi sono stati accanto e mi hanno incoraggiata.
Alla fine le mie amiche maratonete Giorgia e Ilaria avevano ragione: Roma è Roma. E se vuoi correre una maratona, questa è la Regina per eccellenza.

I NUMERI DI QUESTA EDIZIONE 

13.831

Il numero di maratoneti che hanno tagliato il traguardo (a cui si aggiungono 18 atleti disabili). 2.315 in più rispetto all’edizione 2015. Gli uomini sono stati 11.070, le donne 2.761. Gli italiani 8.321, gli stranieri 5.510.

2016 Jubilee Edition

«Saluto tutti i partecipanti alla Maratona». Papa Francesco al termine della recita del Regina Coeli in piazza San Pietro. #tantaroba

Brixen Dolomites Marathon....Running to the limits!

pavan1La Brixen Marathon e' una maratona atipica che si svolge sulla distanza classica dei 42.2K  con un dislivello positivo di  2450 M vertical! Parte da Bressanone (BZ) bellissima cittadina dell'altoadige che si trova ad un'altezza di 550 M  e si arriva in cima al rifuglio Plose del CAI a 2450 M.

Sapevo che sarebbe stata dura , ma non cosi' dura come invece si e' poi palesata... ma andiamo con ordine.

Avevo deciso di iscrivermi a questa maratona , dopo  una veloce chiccherara con un runner durante la maratona di Verona. Avevo visto che portava la maglietta della M. di Bressanone e gli ho chiesto le sue impressioni. Ricordo che mi ha squadrato e poi mi detto : bella, ma prenditela comoda!. Questa era una sfida ed  a dicembre ero gia' iscritto!

Quando ho cominciato a programmare la mia preparazione   mi sono documentato un po' in internet per capire cosa era meglio fare: non ho trovato granche' , il principale suggerimento era di fare  collinari e gare  in montagna ma di non trascurare la velocita'. Quello che nessuno ti dice e' che questa gara e' per il 50% una gara in salita e per il 50% una gara in alta montagna  che richiede abitudine alla camminata veloce molto piu' che alla corsa. Agilita' e' la parola magica, ed essere agili a 58 anni e' un ossimoro. 

Ho comunque deciso di fare una preparazione basata sul mio solito programma alternata ad unscite fuori strada (trial e tapasciate) non disdegnando quache veloce mezza. Dico questo perche' ho cercato di prepararmi al meglio visto che piu' si avvicinava il momento piu' piu' mi cresceva dentro una sottile preoccupazione per la gara.

Ed arriviamo alla gara. La partenza e' il 2 luglio, sabato dalla piazza del Duomo . Arrivo il venerdi  nel tardo pomeriggio accompagnato da mia figlia Marta ed andiamo subito a ritirare il pettorale . Prima grande sorpresa  : mentre siamo li parte  la Women's Brixen run, una 5 KM solo per donne, tutte con al maglietta verde, saranno almeno 300-400, comunque tantissime. Grande esempio!

La mattina del 2 luglio la giornata e buona, non fa' troppo caldo e c'e' anche il sole . Siamo in circa 500 , si sente parlare solo in tedesco, sicuramente da qui in poi, per il resto della giornata mi sentiro' parte di una minoranza. Ore 7.30 : si parte!.    Dopo un giro per la cittadina per scaldare le gambe si esce dal paese e si comincia a salire e ....non si finira' piu'! I primi KM sono nei prati alternati a strada bianca  e sassosa, quella che chiamano militare. Passiamo accanto a piccoli villaggi di montagna, tutti sono fuori a fare il tifo , anche se ovviamente in maniera composta, in fondo siamo quasi in Austria  .

La salita ha degli strappi ma in generale sale gradatamente  anche se non molla  mai . Ogni tanto spiana per poi ripartire. Gli scenari intorno intanto cambiano e passiamo da prati a boschi per poi ad un certo punto uscire dove non ci sono piu alberi  ma solo verde montagna. Io prendo il mio ritmo e cerco di salire tranquillo. Tutto bene fino a circa il 25 KM  . Dopo la storia si fa' piu' dura , si continua a salire e la fatica si comincia a far sentire. Sempre piu' spesso devo smettere di correre e vado su camminando ( e' qui che la camminata veloce assume importanza). Si arriva al GP della montagna, in cima ad un panettone, saremo sicuramente sopra i 2200 M, e la fatica a questo punto e' enorme.  Cerco di alimentarmi e bere , ma e' veramente fatica dura. Provo anche la Coca Cola per vedere se mi da' un po' di boost! Fino al 39 Km la strada prende un sentiero che costeggia su e' giu il fianco della montagna, si sta in quota, bisogna stare attenti a non inciampare e cadere , ma si riesce a correre. Nessuno in giro, corro (si fa per dire) per KM da solo nel silenzio della montagna. 

Al 39 Km arriva la batosta! Mancano 3 Km  e tu pensi di essere arrivato , e invece no! Inizia una salita che il pra' di ratt e' quasi un 'aperitivo. Nel frattempo il tempo e' cambiato , ci sono nuvole basse e salendo non si vede quasi piu' nulla, inizia a tirare vento ed a piovere. Siamo a 2300 metri di altitudine e comincia fare anche molto freddo. Non so come ma vado avanti. Ho nella testa solo di finirla! Arrivo in cima a questa salita, non so quanto ci ho messo , il mio Garmin e' morto!. L'ultimo Km e' completamente nella nebbia con il vento e pioggia a fare da contorno, e' abbastanza pericoloso , ma  ormai mi dico siamo arrivati. Non vedo l'arrivo, ma seguo due ragazzi davanti a me e d'improvviso , nascosto dalla nebbia eccolo il ZIEL! . Non ho emozioni, sono troppo stanco anche per quelle! Piove a dirotto, appena si arriva ci danno da una coperta termica ma non si sa dove andare perche' tutti sono al riparo sotto le poche tende preparate all'arrivo. Vago alla ricerca della mia borsa che trovo dopo non poca fatica in un fienile li vicino e vado a cambiarmi. Sono esausto, per la prima volta in vita mia  faccio fatica a recuperare , tremo non so se per freddo o per la fatica. Un po' alla volta mi riprendo, me ne sto un po' in Rifugio fino a quando non smette di piovere . Controllo il telefono e in quel momento mi arriva la notifica del mio tempo 5H 42', il tempo non e' granche' ,accidenti non pensavo che sarei dovuto stare sulle gambe cosi' tanto! comunque 11mo di categoria , primo dei cittadini !

Man mano che mi tornano le forze e mi preparo a scendere alla cabinovia dove mi aspetta mia figlia, mi rendo conto che e' stata una grande, difficile, faticosa corsa su per la montagna .corsa con le gambe ma soprattutto con la testa.. e ne valeva veramente la pena!

PS:La gara dopo circa un'ora dal mio arrivo e'stata sospesa perche' negli ultimi KM  era diverata troppo pericolosa e i partecipanti sono stati a questo punto fermati prima per evitare rischi alle persone, questo per dirvi  che la situazione non era fra le piu' facili.

Alla prossima , chissa!

Giancarlo

LA MIA MILANO CITY MARATHON

 

mara2il giorno prima della maratona vado a salutare i miei, mio papa' mi fa l'in bocca al lupo e mi dice: mi raccomando, non andare piano!!! ahaha mi ha fatto troppo ridere, proprio lui che quando gli dissi che dopo la maratona di treviso avrei fatto anche quella di milano, e  la stramilano, stava per chiamare la neurodeliri! 

arriva il giorno fatidico, 6.10 suona la sveglia, e' tutto gia' meticolosamente pronto da tempo. Colazione, saluto max e vado a prendere ileana. Sono parecchio tesa, anche se sto andando a divertirmi, pero' una maratona e' una maratona, un filino di agitazione me la mette solo la parola! i compiti li ho fatti tutti, ma chissa' perche' prontissima non mi sento, maledetta insicurezza!!!

arriviamo a milano con largo anticipo, preferisco fare le cose con calma, devo gia' correre dopo!

entro in griglia proprio pochi minuti prima della partenza, dove trovo un bel gruppo di runners desio che, con quattro battute, mi aiutano a smorzare un po' la tensione, e facciamo un piccolo tratto insieme. Cerco subito i pacer delle 4h 15, mi attacco a loro, e' un bel ritmo, ma ci voglio provare! si passa nel quadrilatero della moda....Una sbirciatina alle vetrine ci scappa, ma proprio veloce. 

le emiozioni forti non tardano ad arrivare, in prossimita' del 18° km in lontananza vedo il mio max (il selvatico) con tutti i runners desio, che mi accolgono con un boato incredibile, tifo da stadio....Mi emoziono e mi commuovo, e per un attimo metto il turbo. Per fortuna uno dei pacer mi richiama all'ordine!

si passa alla mezza e si arriva al rilevamento dei 30 km in 3h spaccate. Cerco di non mollare i pacer anche se la stanchezza inizia a farsi sentire, ma stringo i denti. 

ai cambi delle staffette arriva energia pura! vedo rds e qualche altro amico che mi danno il 5, una carica pazzesca!

inizio ad avere parecchio caldo, la stanchezza inizia a pesare. Fortunatamente all'ultimo cambio trovo ramona, riesco a scambiare qualche parola, speravo di poter fare un tratto piu' lungo con lei, ma i nostri passi sono completamente diversi. Mi concentro quindi al pensiero del 35° km, dove ci sarete tutti voi, e max sara' sicuramente pronto ad aiutarmi e a passare i miei sali. Qualche metro max e' riuscito a correrlo con me, vorrei che venisse con me fino alla fine, ma non si puo' avere tutto!

girato l'angolo e' davvero dura, i pacer si allontanano, le energie sempre meno. Ok questa maratona e' diversa dalle altre 3, ma mancano 7 km, mica si puo' mollare!

allora la penso km per km, un passo alla volta. Al 38° la benzina sembra essere finita, scaricando il grafico del gps, si vede un crollo verticale....Eccolo lì il famigerato muro! preso in pieno!

rallento sempre di piu'. Fino quasi a fermarmi. Cerco dentro di me ancora un po' di energia, cacchio mancano solo 4 km, due giri di porada!!!!

non so come arrivo al 40°, prendo l'acqua e decido di camminare qualche metro....No no ma non posso, devo riprendere, non posso mollare adesso!

e con l'inaspettato tifo caloroso dei milanesi, arrivo a 600 mt dal traguardo, una leggera salita, che sembra la cima coppi, ecco la deviazione tra maratona e staffetta. Ecco in quel preciso momento arriva un angelo di nome arianna. Mi incita come se fossi la straneo, le faccio vedere le mie mani gonfie, lei mi prende per mano, mi incoraggi urlandomi: dai mara che e' finita, e' talmente travolgente che tutte le persone a bordo strada mi incitano battendomi il 5!un'emozione incredibile!

vedo i miei genitori, tanti amici e li davanti il traguardo. Non so come allungo il passo, mi sembra di volare! a braccia alzate taglio il tragurado, ce l'ho fatta! son troppo felice!!!!