Mercoledì, Settembre 18, 2019

Giir di Mont 2019: son contento

Che gran bella giornata!

Una gara non è solo il giorno che si svolge, ma tutti mesi a cui ci si pensa. Preparativi, delusioni, incertezze, amarezze, riscosse, convinzioni, sorprese e gioia…

 

 

 

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Anche questa è stata particolare: Mo.re 2019

Come ormai da abitudine torno a scrivere la cronoca della mia Mo.Re (...anche se ultimamente vedo che le cronache mancano. E' un peccato perchè ce ne sono di persone che avrebbero da raccontare)

Come da titolo dopo la prima, che è sempre la prima; la seconda con un gruppo "nato" poco dopo essere entrato nei RD; anche quest'anno è stata una Mo.Re. particolare.

Particolare, perchè non era prevista. Fino a dieci giorni prima, non era in calendario.

Poi al terzetto viene a mancare un elemento ...e io ci penso, perchè questa è una corsa che mi attira (e se leggete le cronache degli altri anni capite il motivo)
Quest'anno non avevo cercato più di tanto una squadra, perchè di "carne al fuoco" (altre gare) ne avevo messa a sufficienza!

Dalla chat viene la richiesta di un sostituto: "Ci Penso"

Non l'ho preparata, come gli altri anni, quindi ho dei dubbi.
Ho dei dubbi sui km su asfalto, i primi 32 circa. Non ho riferimenti precisi.

Mi affido all'esperienza degli anni scorsi, basandomi su una Momot corsa bene. Che è stato un riferimento anche per le due precedenti.
Una Resegup finita in condizioni decenti, con una durata che si avvicina a quella del Mo.Re.
Ad una resistenza che comunque dovrei avere per le gare fatte da maggio in avanti, ma li spesso si camminava, più che correre.

...e all'unico riferimento che ho sul piano: la staffetta di Saronno, che per me è stata importante per capire che ritmo avevo in piano, dopo corse tutte in montagna. Staffetta corsa decisamente più velocemente rispetto agli anni scorsi (anche se in condizioni climatiche diverse)
Ed è servita, perchè in effetti dal punto di vista muscolare l'ho sentita.

Senza la staffetta, non so se l'avrei fatta...


Corro con Viviana e Andrea.
Viviana la conosco da quarant'anni, ma non la vedevo da quasi altrettanti. Con Andrea invece non ci conosciamo, ci vediamo per la prima volta alla consegna zaini. Non abbiamo mai corso insieme, solo una volta con Viviana a Montevecchia.

L'attesa per la partenza passa abbastanza velocemente, tra la tanta gente, le altre squadre Rd, foto, etc
Poi si sale sul palco, ed è sempre emozionante, ci si sente un po' importanti a partire tra così tanta gente!
...e via!

Andiamo abbastanza tranquilli, anche se spesso chiedo di rallentare, non tanto perchè non ce la faccio, ma perchè voglio conservare le energie, come ho detto non ho riferimenti nei "lunghi"

...e perchè so che se arrivi a Calolzio e non stai bene, dopo diventa un calvario, non passa più
Sì perchè i primi 30-32Km della Monza Resegone sono fatti solo per stancarti, e per farti dire: "Vedi che sei un pirla, cosa corri forte fino a qui che dopo in un chilometro e mezzo perdi quello che hai guadagnato in piano!"

Scopriamo che Viviana, non prende gel, non prende sali, non fa il carico di carboidrati, beve solo acqua, ma da quest'anno suda! :-)

Temperatura perfetta sempre. Tanta gente lungo il percorso, mi è sembrata anche più del solito.

Arriviamo bene al cambio, dove ci aspetta la nostra assistenza: Matteo, Clod (un po' provato, quest'anno aveva solo i Pavesini per ristorarsi), Giessica e Iugi.
Ci hanno seguito fino a li, dandoci un supporto soprattutto morale; sapevamo che se avessimo avuto bisogno di qualcosa c'erano!

Quest'anno non faccio la "cagata" dell'anno scorso, di bere una cosa che non avevo mai bevuto in gara.
(con annessa Lacri che voleva mettermi "i diti" in gola)

Corricchiamo ancora fino al cancello e poi oltre fino all'inizio del sentiero.
Da lì, anzi già dal cancello, sono un po' più rilassato. Ormai è fatta, si farà fatica a salire il Prà di Rat, ma stiamo tutti bene.

Sul Pra di Rat, troviamo parecchio "traffico" ed è un peccato, mi rode un po', perchè altrimenti forse saremmo rimasti sotto le 5 ore.
A metà pensavamo ci fosse una donna che stava per partorire, ma invece era solo un crampo! :-)

E non finisce mai sta salita, con tutti sti sassi!

Finalmente arriviamo in Capanna, foto in posa classica all'arrivo.
...e ristoro al sempre ricco buffet!

E lì si dice, e si sente dire, il contrario di quello che si pensa: "Questa è l'ultima"

Ringrazio Viviana e Andrea, per avermi dato la possibilità di fare la mia terza Monza-Resegone e il nostro team di supporto al seguito!

P.S. Mi spiace per Angelo. Falla, ne vale la pena!

La mia ultima avventura

SILA 3 VETTE: 1-2-3 FEBBRAIO WINTER CHALLENGE.  “  SFIDA TE STESSO”.
La sfida sulle nevi più a sud d’Europa .  Gara notturna sulla neve in 3 discipline: FAT BIKE -  SKI e RUN di
80 KM / 40 KM/ 12 Km  con circa 100 partecipanti.
Non una gara, ma come ci è stato comunicato al breefing  “sarà un’avventura”. E così è stato!
Iscritta alla 40 Km con pettorale n.23

A
Obbligati ad avere il GPS. In aggiunta l’organizzazione ha dotato ogni partecipante di un TRACK al fine di poterci individuarci e seguire. Il TRACK possiede anche un pulsante SOS per richiedere eventuale assistenza.
Prima della partenza ho deciso di fare squadra con altre 2 donne incontrate a Malpensa: Marisa e Marina, determinate a vivere questa “avventura” insieme, dall’inizio alla fine.
Alle 19,15 partenza con vento e freddo pungente.  Ciaspole legate allo zaino insieme a diversi cambi che solo dopo pochi Km sentivi già pesare.
Lasciato il paese ed addentrate nel bosco,  ci rendiamo conto subito dell’impossibilità non solo di correre, ma anche di usare le ciaspole. Tantissima neve (più di 1 metro), per di più non battuta per la recente nevicata,  calpestata solo da quelli che ci avevano preceduto. Ad ogni passo  era un continuo sprofondare quasi fino al ginocchio. Avvolte dal buio e dalla fatica camminavamo in fila indiana per i sentieri stretti su queste infinite salite che si susseguivano, spesso lasciandoci solo pochi minuti di recupero. La prima dava il ritmo del passo, la seconda controllava i segnali e le tracce e la terza, se c’erano dubbi, il GPS.

C
Che soddisfazione quando riuscivamo a superare qualche uomo!
All’inizio riuscivamo anche a chiacchierare ma poi, la fatica, le salite interminabili e ripide e qualche errore di percorso, per fortuna corretto poi con il GPS, ci ha portato ad una maggiore attenzione e a parlare il meno possibile. Circondate dal  nostro silenzio  e dalla oscurità della notte senza luna abbiamo attraversato boschi, guadi e macinato Km sulla neve .
Intanto le ore passavano. Malgrado la fatica e la stanchezza, tutte e tre eravamo decise ad arrivare fino in fondo.
All’uscita del 3° checkpoint, con un vento gelido, siamo state accolte dall’alba e dalla luce del giorno che poco a poco ci illuminava il percorso permettendoci di non usare più la lampada frontale (anche quella ormai pesava!). Ci mancavano ancora 10 lunghi km con numerose salite in mezzo al bosco e nella neve. Ma finalmente il giorno ci faceva scoprire quello che ci circondava : alberi fitti e altissimi, numerose tracce di uomini e orme di animali e …ancora salite e piccole discese. Si potevano scorgere sprazzi di cielo azzurro che a fatica si intravedevano attraverso quei lunghi tronchi e rami.
Quando pensavamo di essere vicine al traguardo, lasciato il bosco, una telefonata dell’organizzazione, che ci seguiva con il track ci comunicava che eravamo fuori traccia.

F
Che sconforto ritornare indietro, con la fatica che ormai la sentivamo triplicata, nel bosco, in salita, nella neve, ancora per lunghi e interminabili 3 KM.   Ma ormai la nostra sfida si stava concludendo e insieme abbiamo tagliato il traguardo.  Pertanto i Km che abbiamo percorso sono stati più di 40, ma tutti condivisi e conquistati.  GRANDE SQUADRA! Sfida vinta!
Alla fine tutta la nostra fatica e costanza è stata ripagata: SECONDO POSTO classifica DONNE e in premio l’iscrizione gratuita per il prossimo anno.
Grazie Marisa e Marina per aver  vissuto e condiviso  la fatica di queste 14 ore e concluso insieme a me questa NUOVA AVVENTURA.

G

Mo.Re 2018 cronaca semi seria


E' stato dura ...ad un certo punto pensavamo di non farcela, ma ci siamo riusciti
...Presa!

Mesi di corteggiamento, mazzi di fiori, cene, serenate, sviolinate; sembrava tutto inutile, ma alla fine abbiamo convinto la Lacri a correre la Mo.Re 2018 con noi
...l'abbiamo presa per sfinimento! (pieta dite voi? non credo sia un termine presente nel suo vocabolario)

C'è costato uno stipendio e un coniglio disabile da mantenere in cambio, ma "Terminator" era nostra!
Per non lasciare nulla al caso, il momento del "sì" è stato videoregistrato in presenza di testimoni (il video è visionabile su richiesta, esiste davvero).

Gli allenamenti iniziano presto, già in gennaio/febbraio, perchè è un po' che siamo fermi; e abbiamo fissato qualche tappa intermedia (Double, Momot, ...)
Si esce con il ghiaccio e la brina a gennaio; una mattina alle 8 chiedo:
"Ci sono tutte le macchine brinate, non possiamo andare più tardi? ...tipo a Maggio?"
Niente si esce lo stesso!

Poi facciamo le nostre gare, i nostri allenamenti, in compagnia e con il sostegno di "Mangia sano, caga forte, non avere paura della morte", il nostro gruppo whatsapp (Lacri, Gie, Cloud, Garosio, Matte ed io) nato per la Momot 2015 di Gie-Lacri.

La data della gara è ormai prossima, qualche dubbio, qualche acciacco lo abbiamo, e speriamo che non si acutizzi durante la gara.
A lei due giorni prima, il giovedi mattina, la massaggiatrice dice:
"Non è bello il tuo polpaccio!"
Io - "Non deve essere bello, deve spingere"
Lacri - "Diglielo tu"
Io - "E' ancora viva?"
Lacri - "No, ma tanto a te li farà Luca stasera i massaggi"

Matteo però ci ha fatto lo scherzone più bello: due giorni prima ha pensato bene di farsi venire la febbre a 38!


Scrivo che sono passate poco più di ventiquattro ore dalla fine della Mo.Re, ed è incredibile come il pensiero torni ai vari momenti della gara;le sensazioni e le emozioni avute sono ancora presenti.
Ti viene in mente la partenza tra la folla, i tifosi che non ti aspetti così numerosi lungo il percorso e in alcuni punti in particolare, i momenti di difficoltà.
Il buoio del Prà di Rat; con le lucine che indicano il percorso, così vicine, ma così tanto più in alto talmente è verticale; e pensi che la fatica non è ancora finita.
Poi cominci a sentire le voci e poco, pochissimo prima dell'arrivo vedi le luci della Capanna Monza.
Ce l'abbiamo fatta, anche questa volta, ce l'abbiamo fatta!!!

E lì sei contento di vedere le altre squadre RD, con cui vorresti intrattenerti, ma ciascuno ha dato tutto ed è ancora un tutt'uno con i suoi compagni. Perchè le energie sono quasi finite, il freddo si fa sentire e bisogna ancora scendere.

Fa piacere vedere le altre squadre, dispiace per chi non è arrivato, ma spero che anche per loro il "percorso" sia rimasto. Perchè come ho detto l'anno scorso il giorno della Mo.Re è solo l'epilogo di una lunga preparazione.

Un ringraziamento va alle nostre scorte:
Maru e Gio in bicletta, pronti per ogni bisogno. ...anche nel vero senso della parola, vero Maru? :-)
Famiglia Lacri al completo e Cloud (con i suoi Fonzies) al seguito in macchina.
Marcello, Cristiana e Katy con l'auto "disco dance".

Vorrei concludere spezzando una lancia pro Lacri, perchè le ho promesso che l'avrai aiutata a migliorare la reputazione che ha nei RD.
Le voci sono sempre quelle:
"E' cattiva", "non vi invidio per niente", "E' matta", "Non sapete cosa vi aspetta", ecc, ecc

E invece no!!! Niente di tutto questo!
E' la persona più buona, morbida, accomodante che esista; oserei dire che rasenta la santità!
(......va beh, andrò all'inferno)

La Maratona e la Vita

cristina x sitoE’ passato quasi un mese dalla mia ultima maratona ed è tempo di riflessioni…

È stata molto impegnativa per me, sia a livello fisico che a livello psicologico .. anche perché non mi sentivo adeguatamente preparata; sono stati mesi molto tosti, intensi, difficili, molto difficili direi!

Ogni maratona ha un significato e ognuna è importante, vuoi perché la prima regala cosi tante emozioni che non si può scordare, la seconda perché ci si vuole migliorare o si cerca più consapevolezza di se, la successiva perchè magari la si affronta in un momento particolare del nostro cammino…

Questa maratona di Nizza per me vale tantissimo.. e il fatto di non essermi arresa e aver raggiunto il traguardo ha questa volta – più delle altre- una grande importanza.

Insomma… la maratona per me rappresenta il percorso un pò travagliato ma nello stesso tempo affascinante della nostra vita. Se ci pensiamo bene, infatti, come la vita ha i suoi momenti di difficoltà, di paura, di preoccupazioni, di incertezze ma anche di serenità, di tranquillità, di entusiasmo ed appagatezza cosi quei 42 km fatti di insidie, pesanti salite dove non si ha più il fiato per parlare e il cuore batte all’impazzata, dove ci si vuole arrendere e pensare di non farcela ma poi arrivano le tanto desiderate discese, quei momenti in cui recuperi il respiro, ritorni a gioire, a sorridere e a goderti i bellissimi panorami della natura circostante..

Cosi come nella vita capita di conoscere da piccoli persone che ci accompagnano durante tutto il nostro cammino, oppure a volte si perdono o se ne incontrano delle nuove cosi nella maratona… parti con gli amici della squadra, poi magari durante il percorso tu rimani indietro e li perdi, poi magari li raggiungi e li superi oppure incontri altri runners che procedono al tuo stesso ritmo, riesci anche a parlare con questi ultimi e magari nascono anche nuove amicizie..

La maratona mi piace anche pensarla come condivisione… condivisione all’ennesima potenza di forti emozioni.. di incitamento, di conforto…

La maratona ha il profumo della soddisfazione di essere riusciti ad arrivare, di aver messo alla prova il nostro corpo, le nostre forze, la nostra testa, il nostro cuore…

E quando arrivi alla fine di quei “incredibili” 42,195 km l’entusiamo, la gioia quando incontri le persone che ti abbracciano e che si congratulano con te come quando hai superato un esame importante, hai ottenuto una promozione al lavoro…

Un mix di emozioni che ogni volta mi fanno capire che tutto sommato la vita non è cosi male nonostante le sue salite a volte impreviste!!!

Ora, visto che siamo in clima natalizio, auguro a tutti voi di trovare la strada che vi porti a ciò che desiderate di piu!

Un abbraccio

Cri

Brixen Dolomites Marathon....Running to the limits!

pavan1La Brixen Marathon e' una maratona atipica che si svolge sulla distanza classica dei 42.2K  con un dislivello positivo di  2450 M vertical! Parte da Bressanone (BZ) bellissima cittadina dell'altoadige che si trova ad un'altezza di 550 M  e si arriva in cima al rifuglio Plose del CAI a 2450 M.

Sapevo che sarebbe stata dura , ma non cosi' dura come invece si e' poi palesata... ma andiamo con ordine.

Avevo deciso di iscrivermi a questa maratona , dopo  una veloce chiccherara con un runner durante la maratona di Verona. Avevo visto che portava la maglietta della M. di Bressanone e gli ho chiesto le sue impressioni. Ricordo che mi ha squadrato e poi mi detto : bella, ma prenditela comoda!. Questa era una sfida ed  a dicembre ero gia' iscritto!

Quando ho cominciato a programmare la mia preparazione   mi sono documentato un po' in internet per capire cosa era meglio fare: non ho trovato granche' , il principale suggerimento era di fare  collinari e gare  in montagna ma di non trascurare la velocita'. Quello che nessuno ti dice e' che questa gara e' per il 50% una gara in salita e per il 50% una gara in alta montagna  che richiede abitudine alla camminata veloce molto piu' che alla corsa. Agilita' e' la parola magica, ed essere agili a 58 anni e' un ossimoro. 

Ho comunque deciso di fare una preparazione basata sul mio solito programma alternata ad unscite fuori strada (trial e tapasciate) non disdegnando quache veloce mezza. Dico questo perche' ho cercato di prepararmi al meglio visto che piu' si avvicinava il momento piu' piu' mi cresceva dentro una sottile preoccupazione per la gara.

Ed arriviamo alla gara. La partenza e' il 2 luglio, sabato dalla piazza del Duomo . Arrivo il venerdi  nel tardo pomeriggio accompagnato da mia figlia Marta ed andiamo subito a ritirare il pettorale . Prima grande sorpresa  : mentre siamo li parte  la Women's Brixen run, una 5 KM solo per donne, tutte con al maglietta verde, saranno almeno 300-400, comunque tantissime. Grande esempio!

La mattina del 2 luglio la giornata e buona, non fa' troppo caldo e c'e' anche il sole . Siamo in circa 500 , si sente parlare solo in tedesco, sicuramente da qui in poi, per il resto della giornata mi sentiro' parte di una minoranza. Ore 7.30 : si parte!.    Dopo un giro per la cittadina per scaldare le gambe si esce dal paese e si comincia a salire e ....non si finira' piu'! I primi KM sono nei prati alternati a strada bianca  e sassosa, quella che chiamano militare. Passiamo accanto a piccoli villaggi di montagna, tutti sono fuori a fare il tifo , anche se ovviamente in maniera composta, in fondo siamo quasi in Austria  .

La salita ha degli strappi ma in generale sale gradatamente  anche se non molla  mai . Ogni tanto spiana per poi ripartire. Gli scenari intorno intanto cambiano e passiamo da prati a boschi per poi ad un certo punto uscire dove non ci sono piu alberi  ma solo verde montagna. Io prendo il mio ritmo e cerco di salire tranquillo. Tutto bene fino a circa il 25 KM  . Dopo la storia si fa' piu' dura , si continua a salire e la fatica si comincia a far sentire. Sempre piu' spesso devo smettere di correre e vado su camminando ( e' qui che la camminata veloce assume importanza). Si arriva al GP della montagna, in cima ad un panettone, saremo sicuramente sopra i 2200 M, e la fatica a questo punto e' enorme.  Cerco di alimentarmi e bere , ma e' veramente fatica dura. Provo anche la Coca Cola per vedere se mi da' un po' di boost! Fino al 39 Km la strada prende un sentiero che costeggia su e' giu il fianco della montagna, si sta in quota, bisogna stare attenti a non inciampare e cadere , ma si riesce a correre. Nessuno in giro, corro (si fa per dire) per KM da solo nel silenzio della montagna. 

Al 39 Km arriva la batosta! Mancano 3 Km  e tu pensi di essere arrivato , e invece no! Inizia una salita che il pra' di ratt e' quasi un 'aperitivo. Nel frattempo il tempo e' cambiato , ci sono nuvole basse e salendo non si vede quasi piu' nulla, inizia a tirare vento ed a piovere. Siamo a 2300 metri di altitudine e comincia fare anche molto freddo. Non so come ma vado avanti. Ho nella testa solo di finirla! Arrivo in cima a questa salita, non so quanto ci ho messo , il mio Garmin e' morto!. L'ultimo Km e' completamente nella nebbia con il vento e pioggia a fare da contorno, e' abbastanza pericoloso , ma  ormai mi dico siamo arrivati. Non vedo l'arrivo, ma seguo due ragazzi davanti a me e d'improvviso , nascosto dalla nebbia eccolo il ZIEL! . Non ho emozioni, sono troppo stanco anche per quelle! Piove a dirotto, appena si arriva ci danno da una coperta termica ma non si sa dove andare perche' tutti sono al riparo sotto le poche tende preparate all'arrivo. Vago alla ricerca della mia borsa che trovo dopo non poca fatica in un fienile li vicino e vado a cambiarmi. Sono esausto, per la prima volta in vita mia  faccio fatica a recuperare , tremo non so se per freddo o per la fatica. Un po' alla volta mi riprendo, me ne sto un po' in Rifugio fino a quando non smette di piovere . Controllo il telefono e in quel momento mi arriva la notifica del mio tempo 5H 42', il tempo non e' granche' ,accidenti non pensavo che sarei dovuto stare sulle gambe cosi' tanto! comunque 11mo di categoria , primo dei cittadini !

Man mano che mi tornano le forze e mi preparo a scendere alla cabinovia dove mi aspetta mia figlia, mi rendo conto che e' stata una grande, difficile, faticosa corsa su per la montagna .corsa con le gambe ma soprattutto con la testa.. e ne valeva veramente la pena!

PS:La gara dopo circa un'ora dal mio arrivo e'stata sospesa perche' negli ultimi KM  era diverata troppo pericolosa e i partecipanti sono stati a questo punto fermati prima per evitare rischi alle persone, questo per dirvi  che la situazione non era fra le piu' facili.

Alla prossima , chissa!

Giancarlo